Riceviamo e pubblichiamo dall’Associazione Lotta contro i tumori “Renzo e Pia Fiorot” Odv di San Fior:
Il 29 aprile il Teatro Careni di Pieve di Soligo è stato il palcoscenico del concerto “Occasioni Musicali”, un appuntamento, giunto alla sua terza edizione, che unisce arte, scuola e impegno sociale. Protagonisti sono stati gli studenti delle scuole secondarie di primo grado ad indirizzo musicale degli Istituti Comprensivi di Sernaglia della Battaglia, Pieve di Soligo e Follina-Tarzo.
I temi di quest’anno sono stati tre: volontariato, solidarietà e pace. L’Associazione Fiorot, con il gruppo scuola coordinato da Silvia Massaro, Psicologa e Pedagogista, ha condotto in classe un articolato percorso formativo. Il lavoro ha previsto riflessioni guidate, attività laboratoriali e momenti di condivisione, con l’obiettivo di far maturare negli studenti una consapevolezza etica ed emotiva. I ragazzi si sono esibiti in nome di questi valori, per stimolare la riflessione e far comprendere come la musica possa diventare uno strumento di condivisione delle emozioni e di prevenzione del disagio. Attraverso il linguaggio universale della musica, gli studenti hanno trasformato il palco in un luogo di dialogo, espressione e crescita collettiva.
Il 2026 segna il terzo anno di un percorso nato come semplice appuntamento concertistico e consolidatosi come progetto educativo strutturato. A testimonianza di questa evoluzione, sono state raccolte le testimonianze dei dirigenti scolastici dei tre Istituti Comprensivi del Quartier del Piave, che hanno sottolineato il valore formativo dell’iniziativa e la sua capacità di coinvolgere attivamente il territorio.
Che bilancio fate di questi tre anni di collaborazione?
Risponde Cristina Giannini, Dirigente Scolastica dell’I.C. di Follina-Tarzo: “Estremamente positivo. Io e Salvatore Panetta, Dirigente Scolastico dell’I.C. di Sernaglia, siamo arrivati lo scorso anno; quindi non abbiamo visto la prima edizione. Rispetto allo scorso anno possiamo dire che il percorso, partito come semplice concerto, oggi è diventato un progetto strutturato che entra nelle classi. C’è un aggancio forte con il territorio e con le associazioni, e la collaborazione tra i tre istituti è molto preziosa, anche perché nei piccoli centri non è scontata. Insieme, invece, si è più potenti nel lanciare un messaggio di solidarietà e prevenzione. Poi un progetto legato alla musica è perfettamente calzante visto che i nostri sono tre istituti ad indirizzo musicale. Inoltre, è un’occasione per diffondere il messaggio che i giovani possono fare delle cose estremamente belle, positive, anche per gli adulti che vengono per ascoltare il concerto. A volte purtroppo si sottolineano gli aspetti più negativi dei giovani in questa fascia d’età”.
Perché è stato importante passare a un progetto formalizzato e triennale?
“Per dare continuità al progetto. Un intervento esterno non integrato viene vissuto dai docenti come qualcosa in più, non funzionale alla loro progettualità. La formalizzazione in rete triennale dà tempo per programmare, rende l’azione stabile e la rende visibile alle famiglie, che spesso non sanno cosa fa la scuola. Spesso facciamo cose bellissime, ma accade che non ci sia la giusta visibilità perché i ragazzi non ne parlano a casa”.
Aggiunge il Dirigente Scolastico dell’I.C. Toniolo di Pieve di Soligo, Stefano Ambrosi: “Va dato merito all’Associazione Fiorot che ha dato l’avvio a questa esperienza. L’unione di tre orchestre ha portato ad un’esibizione di livello, tecnica, che diversamente i tre istituti insieme non avrebbero mai fatto”.
All’interno di quale attività viene inserita la collaborazione con l’Associazione?
Stefano Ambrosi: “All’interno dell’educazione civica. Nell’anno scolastico sono previste 33 ore per questa materia, durante le quali tutti i docenti contitolari della classe devono svolgere delle attività. Pertanto, all’interno di questo spazio si può lavorare tantissimo sul tema del volontariato, per costruire una cittadinanza attiva vera, responsabilità per stimolare i ragazzi ad entrare nell’ottica che fra qualche anno potranno fare attivamente qualcosa per il proprio paese, per il proprio territorio. La volontà è quella di far riflettere gli studenti: fra 6/8 anni, quando ne avrai 18, se non farai qualcosa tu per il tuo paese, chi lo farà?”.
Interviene il Prof. Salvatore Panetta, D.S. dell’Istituto Comprensivo di Sernaglia della Battaglia: “A mio avviso è stato molto importante l’incontro fatto presso la sede dell’Associazione, in cui abbiamo messo i primi tasselli per una collaborazione che ci permetta di fare qualcosa di più importante, per ampliare l’attività dalla musica al volontariato, e dalle classi terze, che si esibiscono durante il concerto, a tutte le classi, con la creazione di lavori (disegni, poesie, testi di canzoni). Si tratta di un valore aggiunto molto importante, perché i ragazzi da spettatori diventano protagonisti in un percorso di cittadinanza attiva, che significa essere attivi nella propria comunità. Grazie alla collaborazione con l’Associazione Fiorot i ragazzi possono capire l’importanza della vicinanza all’altro, della prossimità, di fare qualcosa per il territorio, anche attraverso la musica, che è un linguaggio universale per veicolare sensazioni ed emozioni. Formalizzare tutto questo all’interno di un ciclo scolastico è di importanza fondamentale, perché i ragazzi a quest’età apprendono tutto e hanno una sensibilità maggiore. Quest’anno abbiamo parlato di pace, di solidarietà, di volontariato, ma la cosa che abbiamo aggiunto è stata anche la presentazione dei lavori, oltre alla musica. Quindi ogni studente si può sentire partecipe. Le tre comunità scolastiche si sono unite insieme in un unico progetto aperto al territorio”.
Come hanno recepito i ragazzi l’avvicinamento al volontariato e ai temi della sofferenza?
Prof. Panetta: “Questo è uno dei temi che abbiamo affrontato durante l’incontro. Indubbiamente l’Associazione si occupa di un tema molto importante, che spesso va a toccare il tema della sofferenza. I nostri alunni, che si sono accostati all’Associazione, non si sono accostati tanto all’idea della sofferenza, quanto a cosa si può fare in qualità di volontario. Parlare di volontariato in questa forma significa per me mettere dei tasselli, significa diffondere il messaggio che ognuno può fare qualcosa, spendere in maniera positiva il proprio tempo. Questa è la cittadinanza attiva, è entrare nella dimensione del fare”.
Secondo la Prof.ssa Giannini: “Concordo, io tra i miei ragazzi ho percepito interesse e curiosità, non timore. A casa spesso non si affrontano queste tematiche perché i ragazzi vengono considerati troppo piccoli, il tema della malattia e della morte tendono ad essere rimossi. Il progetto invece accompagna i ragazzi a confrontarsi con questi temi in forma adeguata all’età ma vicina alla realtà”.
Prof. Panetta: “Un segnale importante è stato che una classe ha partecipato spontaneamente al concorso AIRC sulla ricerca sul cancro, nello specifico il tema era “Chi è per te un ricercatore”, vincendo il primo premio a Padova. Credo che questo significhi che qualcosa è scattato nei ragazzi, dopo che si sono avvicinati a queste tematiche”.
In base alla vostra esperienza, come sono cambiati i ragazzi, i genitori, le famiglie, negli anni?
Stefano Ambrosi: “La grande differenza che si nota è tra un prima, anche nella mia esperienza di docente, in cui c’era un tipo di società e famiglia che era più dalla parte della scuola, ad un dopo, fortunatamente non da parte della maggioranza dei genitori, ma da parte di una minoranza significativa, […] Forse bisognerebbe tornare a quale elemento base di rispetto dei ruoli, di ascolto del messaggio che viene veicolato, […] perché se in tanti abbiamo notato questo è un consiglio che sarebbe utile seguire, per il bene dei ragazzi”.
Prof.ssa Giannini: “Sono perfettamente d’accordo con quello che ha detto Stefano. La scuola non è tribunale, se anche c’è qualcosa che non va bisogna aggiustarlo, ci mettiamo insieme tra adulti, capiamo come agire, perché deve esserci un’azione univoca, integrata tra la scuola e la famiglia, perché è lì che abbiamo il successo formativo. Quando la famiglia dice A la scuola dice B, non abbiamo il successo formativo, e questo è molto difficile da far capire”.
Come immaginate lo sviluppo futuro del progetto?
Stefano Ambrosi: “L’iniziativa ormai ha assunto un respiro interessante ed è consolidata. La domanda ora è come svilupparla includendo anche ragazzi di altre età all’interno della scuola, mantenendo l’azione uniforme sul territorio, che è vasto. Potrebbe essere anche un modo per rilanciare i valori verso le famiglie attraverso i ragazzi, con un indotto positivo sulla famiglia stessa”.
Sin dalla sua fondazione, una mission dell’Associazione Fiorot, fortemente voluta dal suo fondatore Silvano, è sempre quella di educare e sensibilizzare i giovani alla solidarietà e al rispetto delle persone e dei valori, aiutandoli a diventare adulti responsabili e consapevoli. Questo connubio Associazione- Scuola rappresenta una sinergia forte significativa, che ci aiuta a guardare al futuro delle nuove generazioni percorrendo “la strada della speranza”, grazie anche e soprattutto a Dirigenti Scolastici sensibili alla tematica della solidarietà.
(Foto: Associazione Fiorot)
(Articolo di proprietà di Dplay Srl)
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