Presentato il progetto “Furie Rosse” della Tarvisium: “Prima la persona, poi l’atleta”

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Il valore del progetto è stato sottolineato anche dal presidente della Federazione Italiana Rugby Andrea Duodo, che ha ringraziato la Tarvisium per l’iniziativa, e da Vittorio Raccamari, presidente del Comitato Regionale Veneto FIR, che ha illustrato la diffusione delle esperienze di rugby inclusivo già attive in Veneto e Friuli Venezia Giulia e l’importanza della crescita di questo movimento.

A presentare nel dettaglio le Furie Rosse è stato Tiziano Casanova, responsabile Progetti Speciali della Ruggers Tarvisium, illustrando il percorso sportivo, educativo e sociale pensato per gli atleti.

Il modello prevede due allenamenti settimanali, percorsi motori personalizzati, partecipazione a eventi regionali e nazionali e, progressivamente, anche esperienze internazionali, oltre a campus, attività stagionali, iniziative pubbliche e momenti di socializzazione con atleti e famiglie. 

Fondamentale sarà la costruzione di una rete intorno agli atleti, coinvolgendo famiglie e caregiver, scuole, Ulss 2 Marca Trevigiana, servizi sociali, associazioni.

Nel suo intervento il presidente della Ruggers Tarvisium Manuele Pavanello ha inserito le Furie Rosse all’interno di un percorso che da anni vede la società impegnata anche oltre il terreno di gioco, attraverso attività nelle scuole e negli asili, nelle carceri, nei centri estivi e con iniziative culturali e di solidarietà. 

“Il nostro modello educativo e sportivo parte da un principio molto semplice: prima viene la persona, poi viene l’atleta”. Una filosofia che accompagna la Tarvisium dai bambini fino agli adulti e che vede il club come una comunità nella quale crescere, incontrarsi e sentirsi parte di qualcosa.

Il sindaco Conte: il progetto arriva all’attenzione della ministra Locatelli

A chiudere gli interventi istituzionali è stato il sindaco di Treviso Mario Conte, che ha annunciato l’impegno dell’Amministrazione comunale a sostegno degli interventi di miglioramento delle strutture della Tarvisium.

Conte ha inoltre riferito di aver già condiviso il progetto delle Furie Rosse con la ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli, che ha accolto con grande interesse l’iniziativa. 

Il sindaco ha poi aggiunto come questo progetto “parte dal rugby, uno sport che a Treviso sentiamo profondamente nostro, e lo trasforma in un’occasione per stare insieme, divertirsi, costruire amicizie e sentirsi parte di una squadra”.

Nel corso del question time la parola è passata anche ad alcuni ragazzi coinvolti nell’esperienza e alla direttrice della Cooperativa Sociale Solidarietà, realtà con cui Tarvisium collabora nel progetto. Le loro testimonianze hanno portato al centro della presentazione l’esperienza concreta delle persone e il valore che sport, gruppo e relazioni possono assumere nella vita quotidiana.

È intervenuto infine anche Mario Sanson, presidente del CONI Treviso, che ha espresso il proprio apprezzamento per l’iniziativa e per l’impegno della Ruggers Tarvisium sul fronte sociale.

Non solo una squadra

Le Furie Rosse nascono con l’ambizione di diventare progressivamente una presenza stabile nel territorio trevigiano.

Il progetto originario individua come traguardo del primo ciclo almeno 25 atleti stabilmente tesserati, 15 ex giocatori e facilitatori e circa 1.200 ore complessive di attività, con la partecipazione a eventi regionali, nazionali e internazionali. Obiettivi che saranno verificati e rimodulati sulla base dell’effettiva evoluzione del progetto. 

L’obiettivo finale va però oltre i numeri: creare un luogo nel quale una persona possa indossare una maglia, entrare in campo, trovare dei compagni che la aspettano e sentirsi parte di una comunità, trasformando i valori propri del rugby in opportunità concrete per le persone e per le loro famiglie. 

Perché nel rugby nessuno avanza da solo.

(Autore: Redazione di Qdpnews.it)
(Foto: Comune di Treviso)
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