Prosegue la polemica dopo gli scontri avvenuti ieri al Park Dal Negro di Treviso, dove al presidio organizzato dal comitato “Prima i Trevigiani” ha risposto una contromanifestazione dei centri sociali, con momenti di tensione che hanno richiesto l’intervento di Polizia e Carabinieri culminati in una carica delle Forze dell’ordine.
Il sindaco Mario Conte ha condannato con fermezza quanto accaduto: “E’ l’ennesima dimostrazione di un modo di fare che respingo con forza. Django si proclama antifascista e poi crea disordini con le Forze dell’Ordine, adottando metodi autoritari per imporre le proprie ideologie. Le tensioni, quelle di ieri così come quelle di qualche settimana fa in via Pisa, sono assolutamente inedite per questa città che non si vuole abituare ad episodi del genere. Gli scontri non portano mai ad una soluzione ma producono soltanto disagi per i cittadini e costringono a impiegare le forze dell’ordine per questo tipo di interventi, sottraendole alla sicurezza del territorio”.
Il primo cittadino è poi tornato sul tema del Park Dal Negro, ribadendo la posizione dell’amministrazione comunale: “Sul Dal Negro sono intervenuto più volte, stiamo insistendo con la proprietà affinché installi il prima possibile le barriere, fondamentali per impedire l’accesso alle persone non autorizzate. Il Dal Negro non è un dormitorio ma un parcheggio e deve essere reso fruibile esclusivamente per la sua funzione”.
Infine l’affondo: “Chi crea disordini deve pagare, senza ‘se’ e senza ‘ma’. Nessuno può, peraltro in spregio alle regole, radunarsi per manifestare occupando strade e spazi”.
Di tutt’altro tenore la posizione dei centri sociali, che rivendicano la mobilitazione sostenendo che “a Treviso non ci sarà mai spazio per i neofascisti”. Gli attivisti respingono le accuse e puntano invece il dito contro la gestione del fenomeno dell’emarginazione in città.
Secondo il collettivo, sul Park Dal Negro “c’è un continuo rimbalzo di responsabilità tra Comune e Prefettura e anche una non volontà di agire. Se il degrado esiste è perché il degrado viene creato”. Gli attivisti sottolineano inoltre che molte delle persone che vivono nell’area si trovano in una condizione di estrema difficoltà e che una parte di loro lavora regolarmente, ma non ha accesso a un’abitazione: “Ci sono delle responsabilità pubbliche e chi è responsabile deve rispondere di questa situazione”.
I centri sociali hanno infine annunciato di essere pronti a presentare un esposto alla Procura della Repubblica contro il sindaco Mario Conte e il prefetto di Treviso.
(Autore: Simone Masetto)
(Foto: Simone Masetto)
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