Dalle radici al futuro: il Premio La Fonte celebra la famiglia Lazzarin e Nicolò Gnocato

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Due percorsi profondamente diversi, uniti dallo stesso messaggio rivolto ai giovani: essere curiosi, cercare la propria strada senza accontentarsi e avere il coraggio di esplorare, senza dimenticare le proprie radici.

È questo il filo conduttore del Premio La Fonte New Century 2026, consegnato ieri venerdì 2 ottobre al Collegio vescovile Pio X di Treviso. A ricevere il riconoscimento è stata la famiglia Lazzarin di Latteria Montello spa – Nonno Nanni, mentre la menzione speciale è stata assegnata a Nicolò Gnocato, ex allievo del Collegio e oggi economista alla Banca centrale europea di Francoforte.

La cerimonia si è svolta davanti agli studenti delle scuole superiori e alle loro famiglie, alla presenza delle autorità civili e religiose. Più che celebrare semplicemente dei traguardi professionali, l’obiettivo della mattinata è stato quello di offrire ai ragazzi due testimonianze concrete di ciò che può accadere dopo la scuola.

A ricordarlo è stata la coordinatrice didattica del Collegio, Laura Catella: “Dalle loro storie personali e professionali ci auguriamo che voi studenti possiate trarre non tanto modelli da imitare quanto spunti utili per costruire ciascuno la vostra storia, il vostro percorso”.

Tre generazioni e un’impresa cresciuta senza dimenticare le proprie radici

Il Premio La Fonte New Century 2026 è stato conferito alla famiglia Lazzarin, da tre generazioni alla guida di Latteria Montello spa – Nonno Nanni, azienda fondata nel 1947 da Giovanni Lazzarin, detto Nanni.

A ritirare il riconoscimento è stata Silvia Lazzarin, nipote del fondatore e oggi amministratrice delegata e responsabile marketing dell’azienda, accompagnata da numerosi componenti della famiglia che nel corso degli anni hanno frequentato, o frequentano ancora oggi, il Collegio Pio X.

Per la famiglia Lazzarin, tornare tra quelle mura per ricevere il premio ha significato riannodare un legame che attraversa ormai più generazioni: “È un riconoscimento di grande valore per tutto quello che abbiamo vissuto qui dentro dopo tanti anni, sia noi della terza generazione sia i nostri figli della quarta generazione. È un apprezzamento che accogliamo con tanta gioia e passione”.

Una passione che dalla formazione è entrata anche nella vita dell’impresa: “Nel tempo, al di là degli impegni nello studio, abbiamo cercato di trasmetterla anche nella nostra azienda, sperando di ispirare e motivare qualche studente e qualche ragazza che oggi era qui in platea ad ascoltare e a vivere questa bella cerimonia”.

Durante l’incontro, Silvia Lazzarin ha raccontato agli studenti anche cosa significhi far crescere e mantenere nel tempo un’azienda familiare: innovare senza perdere il legame con il territorio, con le persone e con i valori trasmessi dalle generazioni precedenti.

La motivazione del premio sottolinea proprio questo aspetto: “Per aver saputo trasformare un’eredità familiare e imprenditoriale in un progetto capace di rinnovarsi nel tempo, coniugando tradizione e innovazione, qualità e responsabilità, attenzione alle persone e legame con la comunità. Un esempio di impresa vissuta come impegno condiviso e di valori trasmessi con coerenza alle nuove generazioni”.

Dai banchi del Pio X alla Banca centrale europea

Una strada molto diversa è quella percorsa da Nicolò Gnocato, classe 1988, diplomato al Liceo scientifico del Collegio Pio X nel 2007 e oggi economista alla Banca centrale europea di Francoforte.

Gnocato si occupa dell’analisi dell’impatto delle dinamiche macroeconomiche globali sull’area dell’euro, contribuendo alle analisi che informano le decisioni di politica monetaria della Bce e dell’Eurosistema.

Per lui tornare nella scuola in cui si è formato, questa volta da premiato e davanti agli studenti di oggi, ha avuto un significato particolare: “È stata un’emozione immensa. Fortunatamente non mi sono fatto prendere troppo dall’emozione, altrimenti non sarei più riuscito a parlare. Poi siamo riusciti a rompere il ghiaccio”.

Proprio dalla sua esperienza personale è nato il consiglio rivolto ai ragazzi: “Il consiglio che ho dato ai giovani del Pio X, e che mi sento di estendere, è di essere sempre curiosi, cercare di studiare ciò che appassiona e prendere esempio da chi è tenace e non molla mai”.

Gnocato ha ricordato anche una lezione imparata osservando i propri compagni durante gli anni del liceo: “Soprattutto per le persone che riescono facilmente ad avere voti alti non è scontato imparare a lavorare duro. Parlo pensando alla mia esperienza: ho preso esempio soprattutto da chi al liceo doveva sudare molto per arrivare a un 7. A un certo punto il principio del minimo sforzo e della massima resa non vale più: bisogna rimboccarsi le maniche e lavorare duro”.

Tre, quindi, le parole che l’economista ha voluto lasciare agli studenti: “Curiosità, tenacia e intraprendenza”.

La menzione speciale gli è stata attribuita “per il percorso di studio e professionale costruito con curiosità, tenacia e apertura europea, che dal Collegio Pio X lo ha condotto a contribuire, come economista della Banca centrale europea, alle analisi che orientano la politica monetaria dell’area dell’euro. Un esempio per i giovani di passione, coraggio e continua ricerca della propria strada”.

Proprio la distanza apparente tra i due percorsi è diventata uno dei significati della giornata.

“Due figure professionali molto differenti – ha spiegato Catella – da una parte una realtà imprenditoriale fortemente radicata nel territorio e nella continuità familiare, dall’altra un percorso di studio e di lavoro che ha portato dal nostro territorio a una grande istituzione europea. Ed è forse proprio questa diversità a renderle così significative, poiché ci ricorda che non esiste un’unica risposta alle domande che ogni studente si pone sul proprio futuro”.

“Non accontentatevi di risposte pronte”

A rivolgersi direttamente ai giovani è stato anche il vescovo di Treviso, monsignor Michele Tomasi, richiamando il significato della “fonte” scelta come simbolo del premio: qualcosa che continua a scorrere e che permette di trasmettere esperienze e valori da una generazione all’altra.

“Ragazzi, a voi chiedo questo: non accontentatevi di risposte pronte e prefabbricate. Custodite le domande. Imparate a stare attenti, a pensare con la vostra testa e a lavorare con gli altri. Non aspettate di essere ‘grandi’ per contare: il cantiere è già aperto, ed è questo che vivete, che viviamo insieme”.

Il presule ha quindi immaginato il momento in cui saranno gli studenti di oggi a tornare al Pio X con un nuovo ruolo: “Un giorno, quando tornerete qui da ex allievi, sarete voi a restituire qualcosa di ciò che avete ricevuto. Così la fonte continua e continuerà a scorrere”.

Nel suo intervento monsignor Tomasi ha inoltre richiamato il rapporto tra innovazione, tecnologia, dignità del lavoro e responsabilità sociale, collegandolo alle esperienze dei premiati.

Il sindaco Conte agli studenti: “Abbiamo bisogno di fiducia e speranza”

Presente alla cerimonia anche il sindaco di Treviso Mario Conte, che ha dedicato parte del proprio intervento agli studenti meritevoli del Collegio e all’importanza di raccontare anche le esperienze positive delle nuove generazioni.

“Un ringraziamento agli studenti meritevoli perché così ci consentite di spostare l’attenzione sulla maggior parte dei giovani, che sono quelli bravi, quelli che ci regalano soddisfazioni in ambito sociale, scolastico, sportivo e culturale” ha affermato.

Conte ha quindi richiamato il ruolo della comunità e dei luoghi educativi nella crescita dei ragazzi: “La nostra comunità ha bisogno di rimboccarsi le maniche e lavorare insieme, allo stesso tempo abbiamo bisogno anche di nutrirci di cose belle, di fiducia, di speranza e di valori, come quelli emersi in questa mattinata”.

Durante la cerimonia sia il sindaco sia il vescovo hanno rivolto un ringraziamento al rettore mons. Lucio Bonomo, che dopo dodici anni lascia la direzione del Collegio Pio X.

Alla mattinata hanno partecipato, tra gli altri, il vicario generale monsignor Mauro Motterlini, il consigliere regionale Riccardo Barbisan, la consigliera provinciale Valeria Salviati, il vicesindaco Alessandro Manera, il prefetto Angelo Sidoti e il comandante dei Carabinieri di Treviso Giacomo De Carlini.

La cerimonia si è conclusa con la consegna dei riconoscimenti al merito agli studenti del Collegio per l’anno scolastico 2026-2027, assegnati grazie al sostegno di diverse aziende del territorio.

Dalla storia di un’impresa familiare nata nel territorio trevigiano fino a un percorso professionale arrivato nel cuore delle istituzioni europee, le due testimonianze hanno lasciato agli studenti la stessa consapevolezza: non esiste un’unica strada da seguire, ma curiosità, tenacia e passione possono diventare gli strumenti con cui costruire la propria.

(Autrice: Mihaela Condurache)
(Foto e video: Mihaela Condurache)
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