Una passione per la natura coltivata fin da bambino si è trasformata nell’occasione per approfondire la storia e le caratteristiche di Treviso. È da qui che nasce la tesina di Giacomo Capolicchio, 13 anni, che ha scelto come tema “Treviso città d’acqua”, raccontando il legame che da secoli unisce la città ai suoi fiumi e canali.
L’idea iniziale era quella di dedicare il lavoro a Treviso nel suo complesso. A indirizzarlo verso un tema più preciso è stato però il confronto con il suo professore. Giacomo ha così deciso di partire da un ambiente che conosce e frequenta fin da piccolo: quello delle risorgive: “Fin da piccolo venivo qui alle Risorgive perché mi piaceva, e mi piace tuttora, la natura. Mi dava un senso di tranquillità – racconta Giacomo –. All’inizio avevo pensato di portare Treviso, ma confrontandomi con il mio professore mi ha consigliato di concentrarmi su un argomento specifico della città. Così ho colto l’occasione per parlare di Treviso città d’acqua”.
Da qui ha preso forma un percorso interdisciplinare che segue idealmente l’acqua dalle risorgive fino al cuore della città, intrecciando scienze, geografia, storia, letteratura, inglese e sport.
Nella sua ricerca Giacomo parte proprio dal fenomeno naturale delle risorgive, approfondendo il modo in cui l’acqua, dopo essere penetrata nel sottosuolo, torna in superficie quando incontra strati di terreno impermeabili: “L’acqua penetra in profondità e, quando incontra lo strato argilloso, non riesce più a proseguire e riaffiora – spiega –. Da qui arriva verso Treviso e, attraverso il Botteniga, entra in città a Ponte de Pria, dove si divide nei Cagnani”.
Seguendo il percorso dell’acqua, la tesina arriva così nel centro storico di Treviso. Tra i diversi corsi d’acqua, Giacomo si è soffermato sul Cagnan Grande, che raggiunge Ponte Dante e qui incontra il Sile: “Il Cagnan Grande arriva a Ponte Dante, dove si incontra con il Sile. Le due acque scorrono per alcuni metri vicine e poi si mescolano – racconta il tredicenne –. Si può vedere anche la differenza di colore: il Sile è più verde, mentre l’acqua del Cagnan è più scura perché attraversa la città”.
Proprio l’incontro tra Sile e Cagnan consente di passare dalla geografia alla letteratura. Il luogo compare infatti anche nella Divina Commedia, quando Dante, nel Paradiso, fa riferimento al punto “dove Sile e Cagnan s’accompagna”.
Ma osservare l’acqua significa anche ripercorrere una parte della storia di Treviso. Fiumi e canali hanno accompagnato nei secoli lo sviluppo della città, alimentando attività e mulini e assumendo anche una funzione difensiva. Un ruolo particolarmente importante durante il periodo della Repubblica di Venezia, quando il sistema delle acque contribuì alla protezione della città.
Il percorso scelto da Giacomo si allarga poi oltre Treviso, arrivando fino a Londra attraverso un confronto tra il Sile e il Tamigi e sul rapporto che le due città hanno sviluppato con i rispettivi fiumi.
L’acqua, però, non è soltanto un elemento del passato. Ancora oggi fa parte della vita della città e offre la possibilità di praticare numerose attività sportive: “A Treviso si possono praticare diverse discipline acquatiche, come la canoa anche in centro, il canottaggio e la voga veneta, dove gli atleti remano in piedi – spiega Giacomo –. C’è anche la pesca sportiva, naturalmente con la licenza, e poi ci sono i sub”.
Questi ultimi diventano protagonisti anche di una delle tradizioni cittadine inserite nel lavoro, quella del rogo della Vecia, durante la quale i sub partecipano all’accensione della figura sull’acqua.
Lo sport rappresenta del resto un’altra delle passioni del tredicenne: Giacomo gioca a calcio dalla prima elementare e fin da piccolo ha praticato anche nuoto, mantenendo negli anni una particolare familiarità con l’acqua. “Mi è sempre piaciuto stare in acqua e mi piace ancora oggi, anche semplicemente senza fare niente – racconta –. Nel calcio il mio idolo è Andrea Pirlo, perché rispecchia un po’ le mie caratteristiche fisiche e sportive”.
Un interesse per lo sport che si accompagna a quello per la storia e le materie umanistiche. Conclusa la scuola secondaria di primo grado, Giacomo ha infatti scelto di proseguire gli studi al Liceo Classico Canova: “Mi piace molto la storia e, più in generale, le materie umanistiche” conclude.
La tesina diventa così il racconto di una città osservata attraverso un unico filo conduttore: l’acqua, dalle risorgive frequentate da Giacomo fin da bambino ai Cagnani del centro storico, passando per il Sile, la storia, le tradizioni e lo sport.
(Autrice: Mihaela Condurache)
(Foto e video: Mihaela Condurache)
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