“La vostra auto usata per una rapina”: sventata la truffa del finto carabiniere, un arresto

Nel pomeriggio di mercoledì, nell’àmbito dell’intensificazione delle attività volte a prevenire e contrastare il fenomeno dei reati predatori consumati ai danni degli anziani, disposta dal Questore di Treviso Alessandra Simone, la Polizia di Stato ha arrestato il presunto responsabile di una truffa telefonica perpetrata con la tecnica del “finto carabiniere”. Si tratta di un diciannovenne di origine campana, gravato numerosi precedenti di polizia per reati contro il patrimonio e contro la persona. Le vittime sono due coniugi residenti a Treviso, classe 1944 e 1964.

All’arresto, eseguito dalla Squadra Mobile di Treviso, si è giunti grazie alla segnalazione al 113 della possibile presenza di un giovane dall’atteggiamento sospetto in zona Fra’ Giocondo. Una pattuglia della Squadra Mobile ha individuato il giovane segnalato, che portava sulle spalle uno zainetto di colore scuro e che era intento a parlare al cellulare.

I poliziotti hanno dato inizio a un servizio di osservazione, notando il giovane, sempre intento a parlare al telefono, raggiungere un appartamento di via Massimo D’Azeglio, di cui ha poi varcato la soglia. Il sospettato, alcuni minuti dopo, è stato visto uscire frettolosamente dall’abitazione ma, prima di riuscire a guadagnare la fuga, è stato prontamente bloccato dagli agenti della Polizia di Stato e trovato in possesso di monili in oro e preziosi del valore di circa 70 mila euro, occultati all’interno nello zainetto che portava sulle spalle, riconosciuti poco dopo come provento del reato da parte delle vittime.

Le vittime, in sede di denuncia/querela, hanno riferito di essere stati poco prima contattati da un finto Carabiniere il quale li avrebbe informati che la loro auto era stata utilizzata per commettere una rapina e che, di lì a poco, un suo delegato si sarebbe recato a casa loro per fare delle verifiche.

L’interlocutore ha dato al marito l’indicazione di raccogliere e mettere a disposizione tutti i preziosi presenti nell’abitazione, poiché era necessario escludere che gli stessi fossero parte della refurtiva, mentre alla moglie è stato detto di recarsi tempestivamente in Caserma per formalizzare la denuncia.

Poco dopo, effettivamente, un uomo si è presentato alla porta e, dopo essere riuscito ad introdursi all’interno, avrebbe afferrato quanto esposto sul tavolo della taverna da parte del malcapitato, rimasto da solo nell’abitazione, per poi darsi repentinamente alla fuga. Quanto ingiustamente sottratto, a seguito di riconoscimento, è stato restituito ai due coniugi.

L’uomo è stato invece arrestato e messo a disposizione dell’Autorità giudiziaria, che ha disposto nei suoi confronti l’immediata traduzione in carcere.

(Autore: Redazione di Qdpnews.it)
(Foto: Polizia di Stato)
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