Ulss 2, il punto dopo l’aggressione all’infermiere. Bizzarri: “Lavorare sulla prevenzione”

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Lavorare sulla prevenzione e sulle tecniche utili a riconoscere i vari segnali di rischio di un’aggressione: è questa la soluzione messa in campo dal direttore dell’Ulss 2 Giancarlo Bizzarri, il giorno dopo l’aggressione ai danni di un infermiere al Pronto Soccorso di Treviso.

Lì un infermiere è stato aggredito dal compagno di una donna, che si era recata proprio in pronto soccorso per violenza domestica.

“Ho sentito ieri questa persona ed è ancora scossa: è normale perché, se nel momento in cui ti trovi a erogare una cura, vieni aggredito, preso per il collo e sbattuto contro una porta, è evidente che hai delle ripercussioni non solo fisiche, ma soprattutto morali – ha raccontato Bizzarri -. Si sta riprendendo, ma questa ennesima situazione ci ricorda che queste cose non devono accadere e non dobbiamo consentire che accadano”.

Alla luce di ciò, Bizzarri ha quindi annunciato che il compito dell’azienda sanitaria sarà, ora, quello di implementare tutte le misure necessarie a riconoscere in anticipo eventuali segnali di pericolo.

“Lavoreremo per progettare degli ambienti di lavoro che siano consoni, però riteniamo anche che si faccia fatica a prevenire alcune modalità di aggressione, del tutto inaspettate – ha proseguito -. In questo caso specifico, l’importante è che sia la vicinanza della vigilanza (intervenuta in una frazione di minuto), sia l’utilizzo del braccialetto hanno consentito di allertare la pattuglia che in 4-5 minuti è intervenuta immediatamente, allontanando la persona che ha aggredito il nostro operatore”.

“Quindi, grande vicinanza ai nostri operatori e, da parte nostra, non smettiamo mai di progettare degli ambienti sicuri, di fare formazione, di fare prevenzione e, soprattutto, di cercare (anche con l’aiuto dei sindacati) nuove modalità per riconoscere in anticipo i segnali di queste aggressioni” ha aggiunto.

Aggressioni che, in alcuni casi, sarebbero state anche verbali. Il Dg ha comunque evidenziato che “si tratta di alcuni episodi”, su un bacino complessivo di 300 mila accessi ospedalieri all’anno in pronto soccorso, nell’intero territorio della Marca trevigiana.

Ora, una riflessione riguarda la possibilità di potenziare la presenza delle Forze dell’Ordine, considerando che un posto di Polizia è già presente nell’ospedale di Treviso.

“Teniamo conto che la Polizia interviene dopo che è avvenuto l’evento – ha chiarito il dg -. Dove dobbiamo lavorare è sulla prevenzione, mettendo a punto delle tecniche per capire immediatamente quali possano essere degli atteggiamenti in grado di dare vita a questo tipo di aggressioni”.

“Dobbiamo difendere i nostri operatori, perché devono essere messi nelle condizioni di seguire i pazienti al meglio” ha concluso Bizzarri, annunciando che ci sarà comunque un dialogo con la Questura in merito all’intera questione.

(Autore: Arianna Ceschin)
(Foto e video: Alessandro Lanza)
(Articolo, foto e video di proprietà di Dplay Srl)
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