Trevignano, “Non sono un rapinatore, sono disperato”: la difesa del 60enne accusato di due tentate rapine

 “Avevo bisogno di soldi, non ce la facevo più. Non sono un rapinatore sono una persona disperata che è finita in galera”.

Si è difeso così davanti al gip durante l’interrogatorio di garanzia, Paolo Menoncello, il 60enne ex agente di commercio di Trevignano accusato di due tentate rapine.

Il giudice ha confermato la custodia in carcere: l’uomo, difeso dall’avvocato Federico Vianelli, è finito in cella dopo essere evaso dagli arresti domiciliari.

Il primo colpo lo aveva tentato all’ufficio postale di Paese: si era presentata con la mascherina sul volto e una pistola giocattolo e minacciando i dipendenti era riuscito a farsi consegnare circa 19 mila euro ma il personale e i clienti presenti si sono accorti che l’arma era inoffensiva e hanno subito chiamato i carabinieri.

Dopo l’arresto era stato liberato e indagato a piede libero. Pochi giorni dopo però, si era calato un passamontagna sul volto e aveva tentato di rapinare la filiale della Volksbank di Quinto di Treviso.

La pistola scacciacani che ha usato per i minacciare i presenti non gli è bastata per mettere a segno il colpo, un cliente lo ha bloccato fino all’arrivo dei carabinieri: a quel punto era stato messo agli arresti domiciliari ma, passati pochi giorni, era stato sorpreso dai carabinieri, in auto lontano da casa: “Volevo andare a fare la spesa” ha provato a spiegare.

Una giustificazione che non gli ha risparmiato l’aggravamento della misura e il trasferimento in carcere. Ieri l’interrogatorio davanti al gip dove Memoncello ha spiegato: “A causa del Covid sono in una situazione economica difficile. Ho a disposizione appena 1200 euro al mese e tra affitto e bollette non riesco a tirare avanti. Non sono un criminale, sono solo disperato”.

(Foto: Archivio Qdpnews.it).
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