Centro osteoporosi di Borgo Cavalli, 7 mila visite nel 2025

La storia di M. A. inizia con un gesto quotidiano – sollevare la borsa della spesa – che si trasforma improvvisamente in un dramma. “Sono arrivata al Centro Osteoporosi di Treviso in sedia a rotelle con tre vertebre gravemente danneggiate a causa dell’osteoporosi – racconta la donna -. I dolori erano fortissimi e non riuscivo più a camminare. I medici del Centro mi hanno visitata con cura e umanità, hanno prescritto indagini approfondite e mi hanno offerto una terapia farmacologica innovativa che ripara l’osso con grande efficacia. Adesso ho ripreso a camminare e a svolgere le mie attività quotidiane senza dolore”.

Questo il racconto di una paziente tornata alla sua vita normale grazie al supporto del Centro Osteoporosi e Malattie del Metabolismo Osseo con sede nel Poliambulatorio di Borgo Cavalli, diretto dal dottor Michele Schiano di Visconte. Il Centro rappresenta un punto di riferimento importante per i pazienti nel territorio servendo un bacino d’utenza di oltre 850 mila persone. I numeri del 2025 confermano l’importanza del servizio, con oltre 7 mila visite effettuate. Dietro questi dati si nasconde un approccio multidisciplinare che vede internisti, fisiatri, ortopedici e neuroradiologi collaborare per gestire non solo l’osteoporosi comune, ma anche patologie complesse come il morbo di Paget o l’osteogenesi imperfetta.

L’importanza di fare rete è stata ribadita anche durante il recente convegno scientifico conclusosi con successo l’11 aprile all’ospedale di Treviso. Sotto la direzione scientifica del dottor Roberto Di Virgilio, del dottor Marco Rossi e della dottoressa Elena Roder, l’evento ha acceso i riflettori sul legame tra cure oncologiche e salute dell’osso e ribadito la necessità di un approccio integrato per garantire percorsi diagnostici rapidi ed efficaci.

Il Centro, con un’équipe di quattro medici e 6 infermieri, assiste una platea di pazienti molto vasta e fragile: da chi ha subìto fratture di femore o di vertebra a causa dell’osteoporosi ai pazienti oncologici, fino a chi affronta terapie steroidee croniche o trapianti. Accanto ai trattamenti tradizionali, il Centro può prescrivere i cosiddetti “bone-builders”, farmaci di ultima generazione capaci di ricostruire l’osso. Questo percorso non è mai solitario: ogni paziente è affiancato da un infermiere professionale dedicato che si occupa del training per l’autosomministrazione dei farmaci, consolidando una “alleanza terapeutica” che mette al centro la persona in un’ottica multidisciplinare.

“In Italia l’osteoporosi colpisce circa 5 milioni di persone, causando ogni anno 90 mila fratture di femore e 50 mila vertebrali. L’esperienza di Treviso dimostra però che la prevenzione e l’accesso a cure mirate possono davvero fare la differenza, trasformando una diagnosi difficile in una storia di rinascita” la conclusione del dottor Schiano di Visconte.

(Autore: Redazione di Qdpnews.it)
(Foto: Ulss 2 Marca trevigiana)
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