Una giornata all’insegna della legalità, della sicurezza e della vicinanza ai cittadini. Si è tenuta oggi venerdì a Treviso la cerimonia per il 174° anniversario della Fondazione della Polizia di Stato, momento istituzionale che ha riunito autorità civili, militari e religiose, oltre a numerosi rappresentanti del territorio. Presenti il prefetto di Treviso Angelo Sidoti, il sindaco Mario Conte i consiglieri regionali Riccardo Barbisan e Nicolò Rocco oltre che i comandanti di numerose forze armate.
Nel corso della mattinata, oltre agli interventi ufficiali, sono stati illustrati i principali risultati dell’attività svolta dalla Polizia di Stato nella provincia, numeri che fotografano un impegno costante sul fronte della prevenzione e del contrasto ai reati.










L’attività della Divisione Anticrimine ha portato all’emissione di 40 avvisi orali, 62 fogli di via obbligatori e 44 D.A.S.P.O. urbani, oltre a 57 ammonimenti per atti persecutori e 6 per violenza domestica. Sul fronte dei minori, sono stati 17 gli ammonimenti per cyberbullismo.
L’azione della Squadra Mobile ha visto 234 persone denunciate e 46 arrestate, con il sequestro di oltre 28 chilogrammi di sostanze stupefacenti e 32 armi. Importante anche il lavoro della Digos, con 85 persone denunciate, 5 arrestate e 195 servizi di ordine pubblico svolti.


Particolarmente rilevante l’attività dell’Ufficio Immigrazione, che ha gestito oltre 22 mila pratiche e rilasciato più di 24 mila titoli di soggiorno, a fronte di una presenza di 102 mila cittadini stranieri regolari in provincia. Le espulsioni notificate sono state 259, con 99 accompagnamenti alla frontiera.
Sul fronte della sicurezza stradale, la Polizia Stradale ha effettuato 2.785 pattugliamenti, rilevando 343 incidenti e contestando oltre 19 mila contravvenzioni. La Polizia Ferroviaria ha controllato più di 26 mila persone, mentre la Polizia di Frontiera dell’aeroporto Canova ha gestito oltre 3 milioni di passeggeri in transito.


In crescita anche l’attività della Sezione operativa per la sicurezza cibernetica, con centinaia di siti monitorati e numerose indagini legate ai reati informatici, in particolare a tutela dei minori.
Numeri che confermano un’attività capillare e trasversale, che coinvolge tutte le articolazioni della Polizia di Stato e che si affianca a un lavoro sempre più orientato alla prevenzione e alla collaborazione con il territorio. Al termine della cerimonia sono stati premiati gli agenti meritevoli oltre che ai cittadini che hanno saputo cogliere il significato di “sicurezza partecipata”. Premiato l’autista della Mom che – incurante del pericolo – non ha aperto le porte dell’autobus sul quale viaggiavano i tifosi del Mestre e ha evitato così lo scontro con quelli del Treviso Calcio.


Un riconoscimento è andato anche ai bambini della scuola elementare di Villorba che dopo aver trovato al temine delle elezioni un disegno dei poliziotti alla lavagna hanno deciso di portare in Questura anche i loro di disegni ringraziando i Poliziotti. Ai bimbi, assieme al maestro Grollo, è stato affidato il canto dell’inno nazionale.


Il discorso del Questore
Un caloroso benvenuto a tutti i presenti e grazie di essere qui per condividere con noi la cerimonia celebrativa dei 174 anni della Fondazione della Polizia di Stato. Un sincero benvenuto al Prefetto, al Sindaco di Treviso, ai parlamentari presenti, al Sindaco di Conegliano e agli altri Sindaci intervenuti, alle autorità civili e militari, alla magistratura, ai rappresentanti della Regione e della Provincia.
Grazie per la partecipazione e un caloroso saluto ai rappresentanti delle organizzazioni sindacali della Polizia di Stato e dell’Amministrazione civile dell’interno e alla nostra ANPS. Un pensiero riconoscente alle famiglie dei nostri poliziotti, che supportano i loro cari fornendo loro l’energia necessaria ad affrontare tutte le sfide quotidiane.
La Polizia di Stato compie ben 174 anni una data importante suggellata dal motto “Esserci sempre”, negli anni abbiamo costruito con i cittadini un rapporto basato sulla fiducia, per questo ci siamo adeguati all’evolversi dei tempi adattandoci a scenari sociali sempre più variegati e complessi, con lo sguardo rivolto verso il futuro e con il bagaglio di esperienza consolidato in anni di lavoro, nel ricordo indelebile delle nostre poliziotte e dei nostri poliziotti che hanno onorato la nostra divisa con il sacrificio estremo delle loro vite.
Invero, una risposta efficace alla domanda di sicurezza non può prescindere dal necessario confronto dell’Istituzione con il cittadino per intercettarne le aspettative e anche i motivi di preoccupazione.
Questo è un punto nodale della questione sicurezza che, tuttavia, non può non richiedere anche una condotta partecipativa del cittadino, che naturalmente nulla abbia a che vedere con i profili della materia riservati dall’ordinamento a noi attori tecnici, ma che afferisca al corretto espletamento dei doveri civici nella più stretta osservanza di ciò che siamo soliti definire cultura della legalità.


Gli scenari internazionali apertisi negli ultimi anni che hanno influito sull’evolversi di contesti sociali sempre più variegati e complessi, che impongono la nostra massima attenzione, ci hanno insegnato come uno dei nostri compiti principali debba essere quello di comprendere e gestire i momenti di inquietudine e il senso di insicurezza dei cittadini anche quando non è suffragato dal dato criminologico.
Su buona parte del territorio italiano, i delitti denunciati sono in lieve aumento rispetto all’anno precedente e la crescita riguarda soprattutto la micro-criminalità di strada, con un contestuale aumento dei reati commessi da minori. Incrementi che possono essere considerati fisiologici a fronte delle criticità sociali ed economiche che il Paese sta attraversando alla luce anche delle tensioni internazionali che possono avere influenze sui fenomeni criminali.


Coerente è anche il dato dell’azione di contrasto che evidenzia un aumento delle persone denunciate e un aumento degli arresti. A livello Regionale l’indice di delittuosità della Regione Veneto registra una contrazione nel 2025 rispetto ai picchi dell’anno precedente pur mantenendo una variazione percentuale complessiva del +1,5% rispetto al benchmark pre-pandemia; nel contesto regionale, possiamo affermare che la provincia di Treviso, nel 2025, è risultata la Provincia con il più basso indice di delittuosità del Veneto con un leggero calo dei reati rispetto all’anno precedente, compresi i reati commessi da soggetti minorenni, collocando Treviso tra le città più sicure d’Italia.
Questo è il frutto dell’incessante lavoro di rete, con il coordinamento del prefetto, svolto con i colleghi delle altre forze dell’ordine e con le amministrazioni comunali, sempre attestato ai massimi livelli di collaborazione e sinergia, definito con orgoglio dal nostro Sindaco Mario Conte “ il Modello Treviso”. Per quanto riguarda la nostra Provincia i risultati della quotidiana attività di garanzia dell’ordine e sicurezza pubblica svolta dalle donne e uomini della questura e delle specialità, sono comunicati quotidianamente agli organi di stampa locali, che ringrazio per la collaborazione, e sono oggetto di compendio nella brochure che troverete in sala.


Da 18 mesi sono Questore della Provincia di Treviso e appena insediata ho sottolineato i miei obiettivi che sono diventati obiettivi condivisi dalla “Squadra Polizia di Stato” (consentitemi un sentito ringraziamento per questo ai dirigenti degli uffici della questura e delle specialità): prevenzione con una particolare attenzione ai giovani, agli anziani e alle donne vittime di violenza di genere, analisi e contrasto del fenomeno dei reati predatori che creano insicurezza ed allarme sociale.
Possiamo senz’altro affermare che in questo anno la nostra parola d’ordine è stata PREVENZIONE , abbiamo messo al centro il cittadino e il suo bisogno di sicurezza, considerandolo priorità assoluta. Come ho più volte detto la repressione è una sconfitta del sistema soprattutto quando dobbiamo fare i conti con i femminicidi dove l’autore è tristemente noto e l’indagine di facile risoluzione, non ci appaga questo arresto, vogliamo arrivare prima.


Attraverso il lavoro giornaliero e tempestivo svolto dalle donne e dagli uomini della Polizia di Stato della Provincia di Treviso sono state silenziosamente bloccate sul nascere situazioni che avrebbero potuto creare gravi disagi per l’ordine e sicurezza pubblica, intervenire in tempo ci consente di garantire il benessere della collettività e di consolidare l’eccellente binomio sicurezza e prevenzione, ed infatti quando la prevenzione funziona non se ne accorge nessuno, ma vi assicuro che il senso del nostro lavoro è sublimato dalla enorme gratificazione di arrivare prima!
E nel solco della prevenzione e dell’esserci sempre mi piace sottolineare la crescita esponenziale delle attività di controllo del territorio della Squadra Volante dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura e delle volanti del Commissariato di Conegliano (dai 43.168 i controlli a persone a veicoli nel 2024 dato già in crescita rispetto all’anno precedente a 65230 nel 2025), attraversoun’ attenta attività di analisi dei dati a disposizione, compresa la geolocalizzazione dei reati predatori, con l’obiettivo di intervenire nel momento più efficace per contrastare i fenomeni di microcriminalità.
Più volte ho ricevuto da commercianti e cittadini complimenti e attestazioni di soddisfazione per l’attività svolta sul territorio dai nostri poliziotti, con evidenziazione della loro abilità nella gestione degli eventi anche nelle situazioni più difficili, della loro professionalità e anche della loro gentilezza. Permettetemi di ringraziarli in questo giorno particolare, per l’attenzione e la cura con cui svolgono il loro compito, loro sono l’eccellente biglietto da visita di un lavoro continuo che stiamo svolgendo che si fonda sul rapporto di empatia e di attenzione che la Polizia di Stato di Treviso si è impegnata ad instaurare con i cittadini della marca gioiosa.


La nostra attenzione è focalizzata sul malessere dei giovani, negli ultimi anni qui a Treviso, come in tutte le città d’Italia, sempre più crescente, che si esterna in condotte aggressive e spesso culmina in fatti costituenti reato che creano allarme sociale. Lo spartiacque nella nostra città è rappresentato da quello che possiamo considerare un caso limite avvenuto il 12 dicembre 2024, la morte di un ventenne a seguito di una lite tra giovanissimi in pieno centro cittadino. L’attività repressiva svolta a seguito delle indagini condotte dalla nostra Squadra Mobile ha permesso di identificare tutti gli autori (ben sette minorenni e tre maggiorenni) ed individuare il futile movente alla base della lite. Da quel momento abbiamo rimodulato i nostri servizi di ordine e sicurezza pubblica con modalità più incisive e stringenti volte a dare un segnale ai giovani, in particolare a coloro che non intendono osservare le regole elementari del vivere civile. Tale complessa attività di cambiamento operativo è stata possibile grazie all’eccellente ruolo di cabina di regia dell’Ufficio di Gabinetto, longa manus del Questore, che ringrazio.


I servizi interforze organizzati e quelli con l’ausilio dei nostri Reparti specializzati, dedicati soprattutto al fenomeno dell’intemperanza giovanile ed estesi anche al territorio di Conegliano Veneto, sono raddoppiati rispetto all’anno 2024 e il numero dei soggetti controllati quintuplicato. Il messaggio che intendiamo trasmettere soprattutto ai giovani è un messaggio di civiltà che è connaturato al rispetto dei propri simili e alla consapevolezza che deve esistere un senso del limite. E’ evidente che quando parliamo di giovani agire solo sul piano repressivo, alle volte necessario, segnerebbe il fallimento della Società. Fondamentale il lavoro di rete con le famiglie, le scuole, alle quali rinnoviamo la nostra offerta di collaborazione e le altre Istituzioni volto al loro recupero e alla loro responsabilizzazione. Questo è l’obiettivo che vogliamo raggiungere con l’aumento esponenziale nella nostra Provincia dei provvedimenti di ammonimento del Questore nei confronti dei cosidetti “bulli”, con il progetto “peer education” sviluppato in collaborazione con l’Istituto comprensivo Coletti di Treviso e con la sottoscrizione del Protocollo d’intesa con la Task force educativa 118 della ULSS 2 finalizzato proprio alla presa in carico educativa e al supporto dei minori destinatari dei provvedimenti di prevenzione del Questore.
Per incidere più efficacemente sulle condotte aggressive tra giovani e sugli episodi di devianza sociale e di microcriminalità che si sono verificati in alcune zone del centro cittadino e della stazione ferroviaria è stata introdotta anche nella nostra città, per periodi circoscritti, la misura di tutela rafforzata degli spazi pubblici cosidetta “zona rossa” che offre modalità più agevoli di allontanamento, dalle aree oggetto di tutela, dei soggetti molesti che con le loro condotte minano la percezione di sicurezza dei cittadini. Sino ad oggi nelle zone oggetto di tutela rafforzata sono state controllate più di diecimila persone di cui più di quattromila stranieri.
Anche i servizi organizzati in collaborazione con il Comune di Treviso e con la nostra sezione di Polizia Ferroviaria cosidetti di “mercato Sicuro” finalizzati a rendere serenamente fruibili, soprattutto ai nostri anziani, le aree della città nei giorni di mercato, si muovono nella direzione di una particolare attenzione alla serenità dei cittadini.


La Provincia di Treviso si attesta tra le provincie italiane con la maggiore presenza di cittadini stranieri regolari (102.005), quotidianamente gestiti dal nostro Ufficio Immigrazione, la cui attenzione si è focalizzata anche in questo anno, con servizi dedicati, all’attività di contrasto all’immigrazione irregolare che già nell’anno precedente aveva avuto una crescita esponenziale, ulteriormente consolidata con un aumento di oltre il 50% di provvedimenti di espulsione e con un incremento del 125% di espulsioni con accompagnamento immediato alla frontiera: il messaggio che deve passare è che chiunque sia presente irregolarmente sul nostro territorio è persona indesiderata che verrà messa in condizioni di non farvi più ritorno.
In questo contesto voglio sottolineare il lavoro importante svolto dalla Polizia di Frontiera Aerea che ha gestito una notevole mole di passeggeri in transito dall’aeroporto Canova procedendo anche ad arresti e respingimenti alla frontiera di soggetti indesiderati , una particolare menzione al lavoro dei colleghi della Polizia Stradale anche nell’ottica della grande attività di prevenzione che stanno svolgendo, ed infatti, nel periodo di riferimento si è registrato un miglioramento del dato provinciale relativo ai feriti e ai morti a causa di incidentalità stradale proprio grazie all’efficace lavoro di controllo svolto sulla strada che ha visto raddoppiato il numero di patenti ritirate.
Una menzione all’importante attività svolta dalla sezione operativa per la sicurezza cibernetica della polizia postale e telecomunicazioni di Treviso particolarmente attiva nel contrasto al crimine economico e nel contrato alla pedopornografia ed adescamento in rete a tutela dei minori.
E’ stata più che quadruplicata l’attività di controllo ai pubblici esercizi svolta con grande attenzione dalla Divisione Polizia Amministrativa e di Sicurezza della Questura, con l’obiettivo di offrire un divertimento sicuro agli avventori, questa energica azione di controllo ha comportato la necessaria e tempestiva adozione di provvedimenti di chiusura temporanea dei locali (art.100 t.ul.p.s) e di provvedimenti sanzionatori che in quest’anno hanno avuto un significativo incremento a garanzia dell’ordine e sicurezza pubblica.
L’attività di prevenzione ha la sua massima estrinsecazione con l’importante lavoro svolto dalla Divisione Anticrimine che mi piace definire il braccio operativo del Questore, attraverso il monitoraggio dei soggetti socialmente pericolosi ed il sequestro di patrimoni illecitamente accumulati. Di assoluto rilievo il dato dei 21 provvedimenti di Divieto di accesso alle manifestazioni sportive irrogati su proposta della nostra Digos nei confronti delle frange di ultrà violente.
Siamo molto attenti ad intervenire tempestivamente in tutti gli episodi di lite in famiglia con la misura di prevenzione dell’ammonimento del Questore per violenza domestica ed atti persecutori, anche in questa provincia è stato reso operativo il Protocollo Zeus che produce l’effetto di inviare il soggetto ammonito a seguire un percorso di recupero finalizzato a comprendere il disvalore della sua condotta; efficacissimo strumento di prevenzione, che l’Europa ci invidia, volto a scongiurare la recidiva e bloccare sul nascere l’escalation di violenza dentro le mura domestiche. Voglio sottolineare che l’efficace attività di prevenzione svolta in questo anno ha comportato una diminuzione in questa provincia dei reati di maltrattamenti in famiglia e di atti persecutori, vedete aumenta la prevenzione e diminuiscono i reati, l’analisi statistica è inconfutabile, ci rende fieri del percorso intrapreso, e deve infondere sicurezza ai cittadini. E proprio per affermare l’importanza della prevenzione e del lavoro di rete, lo scorso 16 novembre, tutti insieme abbiamo corso per le vie del centro cittadino per dire basta ai femminicidi, nella consapevolezza che la violenza di genere è un problema sociale e ci vede tutti coinvolti e la metafora della corsa rappresenta un movimento dinamico verso un grande traguardo di civiltà: raggiungere il numero O rispetto ai femminicidi.


Quando non possiamo prevenire il verificarsi di fatti di reato, la nostra strategia è puntare su una azione repressiva tempestiva ed efficace per dare una risposta immediata alla collettività, e possiamo dire che questo obiettivo nel corso di quest’anno è stato ampiamente raggiunto dagli uomini della Squadra Mobile con le tante operazioni di polizia giudiziaria svolte con il coordinamento della Procura della Repubblica di Treviso che ringrazio.
In questo periodo storico complesso e caratterizzato da conflitti internazionali che hanno inevitabili ripercussioni sulle nostre piazze un ringraziamento alla nostra Digos che con estrema perizia svolge la silenziosa attività preventiva di informazione finalizzata al pacifico svolgimento delle pubbliche manifestazioni e che, con un intervento immediato, ha reso possibile l’identificazione, l’arresto e l’irrogazione del Daspo sportivo agli ultrà trevigiani e veneziani che lo scorso 21 dicembre hanno creato problemi di ordine pubblico nel nostro centro cittadino. Oggi è qui con noi e premiamo l’autista della azienda Mom che ha fornito il suo personale contributo alla positiva risoluzione dei fatti, dando un grande esempio di senso civico e incarnando a pieno lo spirito che contraddistingue il concetto di “sicurezza partecipata” .
Ed infatti, affinchè il complesso e delicato ingranaggio della sicurezza di cui siamo responsabili possa funzionare appieno abbiamo bisogno della collaborazione dei cittadini, ognuno deve svolgere il proprio segmento per raggiungere l’obiettivo: è evidente che la legalità e la sicurezza siano inscindibilmente collegati al benessere sociale , al punto tale da far affermare a uno dei massimi conoscitori dell’animo umano, Sigmund Freud, che l’uomo civile ha barattato una parte della sua possibilità di felicità per un po’ di sicurezza.


Oggi più che mai il bisogno di sicurezza è una priorità per i cittadini, siamo consapevoli di essere di fronte a scenari sociali che hanno fatto di aggressività e violenza modello di vita, dove i più giovani, emulando esempi distorti da un uso smodato dei social media, hanno sempre più spesso l’attitudine a far vincere il coltello sulla parola, manifestando con la distruzione rabbiosa e con la logica del branco la loro presenza nella società.
In questo momento storico, il nostro compito di garanzia della legalità e di gestione della sicurezza è più complesso che mai, percepiamo con chiarezza il senso di questa responsabilità e proprio per questo voglio rassicurare i cittadini della nostra Provincia, noi faremo la nostra parte per contribuire al loro benessere sociale.
E tuttavia, ritengo importante sottolineare che tutti insieme, ciascuno nel proprio ruolo e con le proprie prerogative, abbiamo il dovere di contribuire alla educazione e alla crescita dei nostri giovani, a loro vanno forniti modelli comportamentali positivi che possano fungere da strumenti di riflessione sulla necessità di saper tollerare anche il peso delle inevitabili frustrazioni che talvolta la vita ci presenta, e ciò senza che un tale fardello debba tramutarsi esclusivamente in quella rabbiosa spinta distruttiva che pocanzi ho citato e al manifestarsi della quale talvolta dobbiamo assistere.
Mi piace concludere ribadendo che la sicurezza è di tutti, essa è ormai unanimemente considerata un diritto di libertà, ognuno di noi, nella consapevolezza di poter fornire il proprio contributo al raggiungimento dello scopo finale, in relazione al proprio ruolo sociale e ai doveri che il nostro ordinamento gli impone, deve sentirsi parte di un’unica Squadra il cui obiettivo è eliminare ogni possibile condizione ostativa alla serena fruibilità della vita e del benessere della nostra società.
Viva la nostra Repubblica
Viva la Polizia di Stato di Treviso
(Autore: Simone Masetto)
(Foto e video: Simone Masetto)
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