Imprenditori, attivisti, avversari politici (qui era più scontato), e soprattutto… sacerdoti. Ne ha per tutti il sindaco di Treviso, Mario Conte, che ha derubricato a “provocazione strumentale” l’iniziativa di un gruppo di “autoctoni” (tra cui appunto sacerdoti, volontari, attivisti sociali e politici) che ieri sera, domenica, ha scelto di dormire in via del Municipio per solidarietà con i ragazzi di origine straniera che non sono entrati nei centri di accoglienza dopo lo sgombero dal park Dal Negro.
Una forma di protesta che potrebbe ripetersi anche questa sera. “Io certamente sono a disposizione del Prefetto, se serve allargare il coinvolgimento per arrivare a una soluzione condivisa – le parole del primo cittadino trevigiano -. Sono tra coloro che chiedeva uno sforzo a quegli imprenditori che di giorno utilizzano la manovalanza di queste persone, le stesse che poi la sera vengono scaricate in mezzo a una strada”.
Poi l’affondo di Conte che, mutatis mutandis, sembra far rivivere i fasti guareschiani di don Camillo e Peppone: “Non ho visto i parroci andare a dormire nel parcheggio Dal Negro in mezzo agli escrementi, in mezzo ai rifiuti, alle bottiglie, ai cacciaviti, a tutta quella sporcizia che abbiamo raccolto. Non ho visto la consigliera Dozzo andare lì a dormire al parco Dal Negro, così come non l’ho vista andare a dormire al parcheggio Appiani, ma ho visto invece un sindaco che, con la Polizia locale e con Contarina e tutti gli operatori che sono intervenuti, ha sanificato e ridato dignità a un luogo. Però evidentemente per far notizia li portano (i senzatetto, ndr) sotto il municipio. Non ho visto per esempio i due parroci portare questi migranti sotto al porticato del Duomo, piuttosto che dove c’è il seminario. E lì ci sono degli spazi”.
“Quindi si tratta di una provocazione politica che respingo – sottolinea Conte -. Noi lavoriamo con grande serietà, ascoltando quelle che sono le istanze, le preoccupazioni della gente e cercando noi stessi di dare dignità. Ricordo che questa è un’Amministrazione che ha investito 750 mila euro sull’accoglienza, che ha raddoppiato gli spazi a disposizione per le persone in difficoltà e che sta supportando tutte quelle realtà che si mettono a disposizione”.
“C’è stato un esperimento a Monigo che è durato poche settimane, perché anche i volontari si sono resi conto che poi non c’è più fine a questo tipo di servizio. Cominci con 10, il giorno dopo ne hai 20, il giorno dopo ne hai 30 fino a quando non hai più le forze, le risorse, i volontari per far fronte a questo tipo di emergenza. Allora capisco il cuore che abbiamo tutti, capisco l’umanità che non deve assolutamente mai mancare, però poi chi fa l’amministratore pubblico deve avere anche il pragmatismo di lavorare in squadra, lavorare in rete, lavorare con le istituzioni”.
“Lascio fare coloro che lavorano semplicemente per provocare, però francamente non sono molto interessato alla loro posizione” chiosa il primo cittadino.
Infine un riferimento più diretto: “Non capisco perché don Giovanni Kirschner (parroco di Sant’Angelo e Santa Maria sul Sile) continua a provocare l’Amministrazione comunale su un tema legato all’accoglienza dei migranti, quando sa benissimo che il Comune sta facendo degli sforzi enormi, più di chiunque altro sinceramente in questo territorio – prosegue Conte -. Quindi per me lui può continuare tranquillamente a provocare, non mi interessa. Noi lavoriamo con Caritas, lavoriamo con Sant’Egidio e lavoriamo in coordinamento con la Prefettura per gestire nel migliore dei modi questo fenomeno che sta mettendo tutti in difficoltà, al netto di quelle persone che strumentalmente ieri sera sono andate a raccogliere questi migranti per fare una polemica politica. Per me possono venire anche tutte le sere qui sotto il municipio, non è un problema“.
E gli “autoctoni” di cui sopra? Uno di loro, Gigi Calesso di Coalizione civica per Treviso, spiega: “Abbiamo voluto rivolgere una proposta al Comune di Treviso: utilizzare i 20 posti letto liberi nel dormitorio di via Pasubio per ospitare i richiedenti asilo, una proposta che fa seguito ai numerosi interventi di ‘supplenza’ che associazionismo, volontariato, parrocchie hanno svolto dando un tetto a decine di senza fissa dimora durante la stagione fredda. Abbiamo deciso di dormire con loro perché ci sono dei momenti in cui alle parole devono fare seguito atti concreti: abbiamo messo a disposizione le nostre persone per una iniziativa che è di una sola ‘parte politica’, quella del senso di umanità e dei diritti”.
Pronta, anche qui, la replica del sindaco: “Mettere in campo un ulteriore centro di accoglienza, tra l’altro in via Pasubio, sarà anche oggetto di una programmazione di lavori pubblici, per offrire un servizio diverso da quello che era il dormitorio, però l’Amministrazione comunale ha dato e sta dando da un punto di vista economico e di spazi il massimo che poteva fare. Ora, se qualcuno vuole mettersi a disposizione lo deve fare con spazi privati: penso alle parrocchie, penso agli spazi che sono a disposizione anche di altri enti, però l’amministrazione pubblica la sua parte la sta facendo e la fa con impegno, con risorse, con spazi. Credo che adesso debba muoversi anche qualcun altro”.
(Autore: Alessandro Lanza)
(Foto: Qdpnews.it e Coalizione civica per Treviso)
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