“Sono stati 20 secondi di follia”: descrivono così, i residenti di via Botteniga, quanto accaduto ieri sera nella zona residenziale sulle sponde dell’omonimo fiume. L’albero che crolla, le urla di Pietro Monici, quelle dell’amico che era con lui, rimasto miracolosamente illeso, e il suono delle sirene dei soccorsi che irrompono nella tranquilla sera primaverile del quartiere.
Inutile ogni tentativo dei Vigili del Fuoco, corpo di cui Pietro faceva parte come volontario, e del Suem 118 di estrarlo vivo da sotto il grosso tronco dell’albero spezzato e finito proprio dove il 39enne stava pescando. Per lui non c’è stato nulla da fare.
C’è chi ha visto la scena dai balconi e chi si è precipitato in strada cercando in qualche modo di aiutare. Tra i primi a raggiungere il luogo della tragedia anche Emanuela, residente nella zona: “Sì, in un primo momento ero in casa, ho sentito solo l’albero spezzarsi e poi il tonfo, all’inizio non avevo collegato. Poi ho sentito mia madre che mi ha chiamato, che mi ha detto che era successo, che avevano saputo di un ragazzo rimasto sotto. A quel punto mi sono precipitata giù, ma erano già arrivati i soccorsi”.
Momenti concitati, scanditi dalla disperazione e dall’impotenza di fronte a quanto accaduto in pochi istanti. L’amico che era con lui, sotto shock, è stato tra i primi a chiedere aiuto, mentre nel quartiere iniziavano a riecheggiare le sirene dei mezzi di emergenza con i lampeggianti che hanno illuminato le sponde del Botteniga fino a notte inoltrata.
“Il mio pensiero oggi è per Pietro, nostro concittadino mancato ieri sera in via Botteniga – ha scritto questa mattina il sindaco di Treviso Mario Conte sul proprio profilo Facebook -. È un momento di grande dolore. Prego per lui e per i suoi familiari”.
E proprio dal Comune si fa presente che la competenza sull’albero spezzatosi appartiene al Genio civile.
(Autore: Simone Masetto)
(Foto: Simone Masetto)
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