La cittadinanza come punto di arrivo di un percorso fondato sul rispetto delle regole e dei valori condivisi: è questo il tema al centro della riflessione lanciata dal sindaco di Treviso Mario Conte, che interviene sul tema della responsabilità educativa e delle conseguenze dei comportamenti illeciti, soprattutto quando a commetterli sono giovani e minorenni.
“La responsabilità penale è personale. È un principio fondamentale del nostro ordinamento e nessuno lo mette in discussione”, premette il primo cittadino in un post social nel quale la sua foto è accompagnata dalla frase virgolettata “Alle famiglie di chi delinque andrebbe tolta la cittadinanza”. Un principio che, secondo Conte, deve però essere affiancato da un altro elemento altrettanto importante: la responsabilità educativa.
Il sindaco evidenzia come sempre più spesso si assista a comportamenti caratterizzati da una mancanza di rispetto verso le regole, le persone e la convivenza civile. Una situazione che, quando coinvolge ragazzi minorenni, porta inevitabilmente a interrogarsi sul ruolo educativo svolto dalle famiglie.
“La famiglia resta il primo luogo in cui si trasmettono valori, rispetto e senso del limite”, sottolinea Conte, spiegando come sia necessario affrontare senza timori il tema della responsabilizzazione dei genitori. “Non per attribuire colpe automatiche alle famiglie, ma perché educare significa anche accompagnare i propri figli nelle conseguenze delle loro scelte”.
Secondo il sindaco, nel dibattito pubblico si parla troppo spesso di diritti e troppo poco di doveri. Due concetti che invece, a suo giudizio, devono procedere insieme per garantire una società equilibrata e coesa.
Il ragionamento si allarga poi al tema dell’integrazione e della cittadinanza: “Per quanto riguarda gli stranieri o gli italiani di seconda generazione, chi cresce nel nostro Paese deve sapere che il rispetto delle regole non è facoltativo e che la cittadinanza è l’appartenenza a una comunità fondata su valori condivisi” afferma.
Da qui la proposta di aprire una riflessione su strumenti più incisivi nei confronti di chi si rende protagonista di reati gravi, compresa l’ipotesi di prevedere conseguenze anche sul piano della cittadinanza. Una possibilità che, precisa Conte, richiede approfondimenti giuridici e un confronto serio, ma che nasce da una convinzione precisa: “Chi delinque deve sapere che le proprie azioni producono effetti concreti, non solo per sé stesso ma anche sul percorso di integrazione e sul rapporto di fiducia con la comunità che lo accoglie”.
Per il sindaco di Treviso il tema centrale resta quello della responsabilità individuale e collettiva: “Non possiamo rinunciare a chiedere responsabilità. Una società forte è quella che ha il coraggio di affrontare i problemi, affermando con chiarezza che ogni diritto comporta anche dei doveri e che ogni scelta porta con sé delle conseguenze”.
(Autore: Simone Masetto)
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