Bestiario: Biodiversità, la parola

Tutti gli esseri viventi comunicano, molti vocalizzano, alcuni parlano, ma la nostra è l’unica specie che per comunicare usa un raffinato linguaggio simbolico attraverso il quale esprimiamo le nostre capacità intellettive.

Parlare significa dare dei nomi alle cose (sostantivi), ai loro attributi (aggettivi) e agli eventi (verbi), insomma il linguaggio ci permette di avere un’idea del mondo in cui viviamo, e lo facciamo in 6000 modi diversi (6000 sono le lingue attualmente parlate sulla terra).

Siamo 8 miliardi di individui che parlano, molti di meno si ascoltano e ascoltano. Parlare significa innanzitutto identificarsi; il linguaggio, in tutte le sue sfumature, identifica la nostra e la altrui provenienza e la capacità di pensiero lineare. Conosciamo in media 35-40 mila delle 270.000 parole della lingua italiana (in realtà, l’italiano conta complessivamente 2 milioni di parole dicibili e scrivibili), ma ne usiamo poco più di 2000.

La stessa parola poi, a seconda del contesto e del tono in cui la uso, può assumere significati diversi; tutto questo, e tanto altro, avviene quando parliamo e quando pensiamo (attività che prevede l’uso di parole non parlate) usando quello che chiamiamo il linguaggio comune, strumento che da 300.000 anni (l’età della nostra specie) forgia, consolida e distrugge culture e sapienze umane.

I linguisti ci mettono in guardia dalle parole polisemiche, parole che hanno significati diversi, alcuni addirittura opposti, e dalle insidie delle diverse sintassi delle diverse lingue. Tra i tanti saperi che caratterizzano la nostra specie, la scienza utilizza un linguaggio che non prevede alcuna possibilità di fraintendimento, la scienza parla con il linguaggio che descrive la verità scientifica, il linguaggio dei numeri.

Quando oltre ai numeri dobbiamo usare delle parole, a quelle parole la comunità degli scienziati dà un significato ben preciso. Tutti gli scienziati del mondo quindi usano lo stesso linguaggio, quello scientifico; in tutti i continenti quando i chimici parlano di una molecola d’acqua, parlano di due atomi di idrogeno e di un atomo di ossigeno uniti da un legame covalente, e in tutti i continenti i biologi identificano l’animale che adesso mi russa accanto come Canis lupus familiaris (nella foto, un esemplare ndr).

Tutti noi possiamo parlare del nostro cane senza conoscerne il nome scientifico, ma come fare quando dobbiamo parlare di un concetto scientifico che non conosciamo e di cui sappiamo leggere solo la parola? Questo è il caso che riguarda la Biodiversità, parola molto frequentata, ma dal significato ignorato su cui indagheremo nel prossimo bestiario.

(Autore: Paola Peresin. Foto: Pixabay).
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