I trovatelli: con Giovanni Tomasi il quinto appuntamento con l’origine dei cognomi

Nelle società arcaiche di un tempo c’era una categoria di persone molto ampia che oggi, fortunatamente, è diventata praticamente inesistente: si tratta dei trovatelli.

Nel Medioevo e in tutta l’età moderna erano numerosissimi per svariati motivi ed erano mantenuti e gestiti da grandi strutture che funzionavano grazie alla pietà popolare.

“L’orfanatrofio più grande dalle nostre parti era quello di Treviso – racconta Giovanni Tomasi, medico umanista ed esperto dell’origine dei cognomi – ospitava centinaia di orfani e disponeva di una struttura sanitaria per poterli curare e di spazi per insegnare loro qualcosa per arrangiarsi nel futuro”.

Venivano anche dati “a balia” fuori dal centro, per questo anche in molti dei nostri paesi erano presenti i trovatelli: potevano venire accuditi dalle famiglie contadine, che venivano pagate per questo, e spesso vi rimanevano definitivamente. 

Questi bambini prendevano il cognome della casa da cui provenivano, cioè l’orfanatrofio: a partire dal ‘600 si chiamano infatti Del Pio Luogo, (in riferimento alla struttura di Treviso), successivamente dal ‘700 si chiameranno Casagrande oppure Della Pietà.

“Sono tutti cognomi tipici dei trovatelli della nostra zona – precisa Tomasi – per esempio a Roma ci sono i Proietti, a Napoli gli Esposito e così via”. Gli orfani venivano quindi sempre identificati con un nome che certificava da dove venivano ed era chiaro e riconoscibile a tutti.

Sarà solo con l’ ‘800 che le cose cambieranno drasticamente: “Il governo austriaco infatti emise una legge sociale che impediva di dare ancora questi cognomi per non identificare subito la persona che li portava, dato che era come un marchio che si portava per tutta la vita” spiega.

Quindi dal 1830 i parroci danno dei cognomi di loro invenzione: questo complica certamente le cose perché mentre prima c’era una traccia identificativa, dai primi dell’800 tutto si basava sulla fantasia dei preti, il che ha reso del tutto irriconoscibile la provenienza dei trovatelli.

(Foto e video: Qdpnews.it © riproduzione riservata).
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