L’analisi di Coldiretti sul mercato del lavoro: nella Marca 1.335 nuovi assunti in agricoltura tra aprile e giugno. Balzo in avanti del 17,4% per le ore lavorate

Con un balzo del 17,4% crescono le ore lavorate in agricoltura, che non si è mai fermata anche durante le fasi più acute della pandemia per garantire le forniture alimentari alla popolazione.

È quanto emerge dall’analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat relativi al mercato del lavoro nel secondo trimestre del 2021 che conferma la dinamicità del settore in grado di offrire opportunità sia per fare una esperienza di lavoro come dipendenti che per esprimere creatività imprenditoriale.

I dati di Veneto Lavoro confermano la tendenza anche per l’occupazione regionale: “Nei mesi di giugno, luglio e agosto sono state oltre 13mila le assunzioni di manodopera specializzata e no nei campi, nelle stalle, nelle aziende agricole – commenta Coldiretti Veneto, che per agevolare i lavoratori stagionali nella prevenzione e sicurezza sul posto di lavoro ha inoltre siglato accordi con le Ulss del territorio per procedere alle vaccinazioni dei dipendenti provenienti dall’estero”.

L’attività di vendemmia, raccolta di olive e frutta di stagione in corso e in programma durante il terzo trimestre fa presagire che i numeri siano ancora in aumento. “Da qui la necessità di prorogare – continua Coldiretti – i permessi di soggiorno ai lavoratori stagionali extracomunitari già presenti in Italia almeno fino al 31 dicembre 2021, onde evitare che molti lavoratori siano costretti a tornare nel loro Paese”.

Si tratta peraltro di operai agricoli stagionali qualificati che ormai da anni sono impiegati sul territorio nazionale, tanto da essere diventati indispensabili per l’attività di molte aziende nostrane, con cui in molti casi sono nati rapporti anche di amicizia.

“Ma per rassicurare il sistema produttivo – continua Coldiretti – è importante anche la pubblicazione del decreto flussi per il 2021 che possa consentire la presentazione sia delle istanze per lavoro stagionale che le richieste di conversione dei permessi stagionali”.

Ma “per salvare le produzioni Made in Italy occorre anche – conclude la Coldiretti – dare la possibilità a percettori di ammortizzatori sociali, studenti e pensionati italiani di poter lavorare nei campi attraverso una radicale semplificazione del voucher “agricolo”.

Un provvedimento che interesserebbe almeno 25mila italiani in un momento in cui tanti lavoratori sono in cassa integrazione e le fasce più deboli della popolazione sono in difficoltà.

Le assunzioni nel secondo trimestre 2021 di operai a tempo determinato specializzati e non qualificati, italiani e stranieri, secondo i dati di Veneto Lavoro, parlano di 1.335 unità in provincia di Treviso, così suddivise: 335 ad aprile, 495 a maggio e 505 a giugno.

(Foto: archivio Qdpnews.it).
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