Le aspettative degli studenti trevigiani in campo affettivo, sociale e lavorativo

“Quante probabilità pensi di avere di realizzarti in ambito affettivo, sociale, lavorativo?“ Questo l’interrogativo posto agli studenti delle scuole secondarie superiori nell’ambito dell’indagine contenuta nel Primo rapporto dell’osservatorio sulle dipendenze.

A ciascuno studente è stato chiesto di stimare quante probabilità pensava di avere di realizzarsi negli ambiti sopra indicati invitando a segnalare il livello di probabilità nelle seguenti modalità: scarse possibilità di realizzazione (0-20%), medie (50%), elevate (70-100%).

La maggior parte degli studenti, con percentuali che variano dal 54 al 64% tra i maschi e dal 51 al 60% tra le femmine a seconda dell’ambito, ha dichiarato di avere ottime probabilità (> del 70 %) di realizzazione. Sia tra i ragazzi che tra le ragazze l’ambito in cui si nutrono maggiori sicurezze è quello professionale, mentre l’affettivo è quello dove le aspettative di realizzazione, pur alte, sono minori.

In tutti gli ambiti i ragazzi si sono dimostrati più ottimisti delle ragazze; differenze per età, invece, si sono notate solo in ambito lavorativo, dove la fiducia in una futura realizzazione diminuisce con l’aumentare dell’età.

Poco meno del 30% degli studenti ha manifestato un certo grado di incertezza, dandosi un’aspettativa “media” di successo, mentre il 15-20% ha dichiarato di avere poche probabilità di buona riuscita nei tre ambiti esplorati: un sottogruppo minoritario ma significativo che manifesta difficoltà a intravedere possibilità di realizzazione futura. In particolare, questa percentuale “pessimista” è più alta tra chi fa uso di stupefacenti più di una volta al mese rispetto a chi non ne fa uso (nei ragazzi in tutti e tre gli ambiti indagati, tra le ragazze in ambito affettivo e lavorativo) e, per il solo ambito lavorativo, tra chi sta collegato in internet per più di 3 ore al giorno, indipendentemente dal genere. Differenze di genere invece si notano riguardo al consumo di alcol (i ragazzi che bevono più volte alla settimana sono più pessimisti rispetto a chi non beve, mentre nelle ragazze non si notano difformità) e al gioco d’azzardo (qui sono le ragazze che giocano a essere più pessimiste rispetto a quelle che non giocano, mentre questa discrepanza non c’è tra i ragazzi).

“La stima delle probabilità di successo in ambito affettivo, professionale e sociale – spiega il dottor Roberto Manera, direttore del Dipartimento per le dipendenze -, ha molto a che fare con il bagaglio di esperienze che ciascuno porta con sé, la fiducia nelle proprie capacità di fronteggiare i principali compiti evolutivi tipici dell’età, il livello di autostima e autoefficacia, il sostegno e le conferme ricevute dal contesto e la proiezione futura di aspettative e i desideri. La fiducia verso il proprio futuro tende a generare sentimenti positivi e a determinare la messa in atto di comportamenti adattivi, induce le persone a pianificare obiettivi realistici e a perseguirli in modo efficace. Alcuni hanno evidenziato una relazione positiva tra la fiducia personale e la capacità di fronteggiare situazioni avverse, il rispetto di sé, la qualità della vita e la resilienza, in particolare tra gli adolescenti”.

L’adolescenza – prosegue Manera – è indubbiamente una fase della vita piuttosto complicata, ricca di cambiamenti sul piano fisico, psicologico, relazionale e le modalità con cui gli adolescenti affrontano e gestiscono questa complessità sono estremamente variabili e dipendono molto dal supporto che ricevono dal proprio ambiente di vita. La variabilità nella gestione della complessità rende gli adolescenti difficilmente inquadrabili in categorie definite, sfuggono alle classificazioni, rendono incerto il percorso evolutivo”.

“Per questo motivo richiedono – precisa – in misura ancora maggiore rispetto ad altre fasi della vita, un approccio personalizzato e attento al contesto, in primis alla storia e alle qualità delle relazioni famigliari, all’esperienza scolastica, all’interesse mostrato per alcune attività, alle situazioni di socializzazione, agli obiettivi perseguiti o che sono risultati attrattivi in passato e continuano a suscitare curiosità, interesse e disponibilità a mettersi in gioco”.

“Sulla base di queste premesse si è cercato di esplorare, nel questionario proposto agli studenti, il grado di fiducia nella propria realizzazione personale e la correlazione tra il grado di fiducia e i comportamenti a rischio tenuti dagli studenti. L’indagine restituisce uno spaccato degli adolescenti e giovani adulti della provincia di Treviso estremamente variegato, vitale che rifugge qualsiasi semplificazione e invita ad avvicinarsi al loro mondo con interesse, attenzione e disponibilità all’ascolto” conclude.

(Foto: archivio Qdpnews.it).
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