L’estate di Red Canzian, testimonial della grande bellezza veneta, tra concerti in quota e il musical su Giacomo Casanova

Così innamorato della propria terra d’origine, il Veneto, da regalarle un video che ne promuove la bellezza e le virtù turistiche, trasmesso dalle televisioni italiane. Red Canzian quest’estate è il testimone eccellente della Regione Veneto, mentre sta alacremente lavorando all’allestimento di un musical teatrale che ha come protagonista il più famoso avventuriero veneziano: Giacomo Casanova.

Il bassista, compositore e cantante trevigiano (classe 1951), entrato nella storia del pop italiano con i Pooh, quando non segue la laboriosa produzione del nuovo spettacolo, si rifugia con la moglie Bea nella sua villa di Sant’Elena di Silea, circondata dal parco lambito dal fiume Sile.

Nel mese di luglio farà la spola con Treviso, poichè il Teatro Comunale “Mario Del Monaco” ospiterà la preparazione del casting. Solo un’altra volta il teatro di Corso del Popolo,  che solitamente chiude la stagione a giugno con il concorso lirico “Toti Dal Monte”, è rimasto aperto a luglio. E fu quando i Pooh vi tennero un memorabile concerto, in cui erano accompagnati da una grande orchestra.

Lo spot promozionale della grande bellezza veneta è una creazione di Red, vulcanico musicista multitasking.

“Ringrazio la Regione Veneto che mi ha chiesto di rappresentarla. – afferma Red – E’ stato un onore, ci sarei rimasto male se l’avessero chiesto a qualcun’altro. Mi è piaciuto talmente tanto, che ho deciso di farlo, scriverlo, girarlo e regalarlo alla mia terra, perchè quando ami qualcuno è bello fargli qualche regalo“.

Red Canzian da oltre cinquant’anni, però, è “patrimonio” della musica leggera italiana così come lo sono Roby Facchinetti, Dodi Battaglia e Stefano D’Orazio, la cui improvvisa scomparsa nel novembre 2020 (stroncato dal coronavirus), ha gettato nel totale sconforto la grande famiglia dei Pooh e una moltitudine dI fan sparsi in tutto il mondo.

Ancora non mi rendo conto che Stefano, con cui ho fatto tantissime cose, non ci sia più” dice con profonda tristezza il musicista trevigiano.

Se “The show must go on” è il motto che governa gli artisti, anche dopo i momEnti più dolorosi, pure Red, nella seconda estate dell’era Covid-19, si sta preparando a tornare davanti al proprio pubblico,  con tanta prudenza  e con un progetto musicale “minimal”. “Solo pianoforte, voce, basso e immagini che raccontano delle grandi storie”, dice il musicista, di cui è nota la capacità affabulatoria, già dimostrata in palcoscenico con lo show basato sulla sua autobiografia “Ho visto sessanta volte fiorire il calicanto”, pubblicata da Mondadori nel 2012.

Il 12 agosto sarà ad un passo dal cielo, suonando a quota 2200 metri al Piz Boè, la vetta più alta del Gruppo del Sella, al confine tra le province di Bolzano, Belluno e Trento. Già lo scorso anno ha tenuto un concerto estivo in questo straordinario sito dolomitico, patrimonio dell’Unesco. Una prova estrema, che lo emoziona solo a parlarne.

La maggior parte delle sue energie, però, si stanno concentrando sulla narrazione in stile pop e rock sinfonico (quasi un ritorno al progressive dei primi Pooh) della vita del  veneziano sicuramente più noto al mondo. E’ il Giacomo Casanova che Matteo Strukul ha messo al centro del romanzo “La sonata dei cuori infranti”.

Intrighi politici, duelli, fughe, azione, amicizia e il primo grande amore del libertino della Serenissima costituiscono la trama che ha affascinato il Pooh trevigiano. Che però non vuole “spoilerare” troppo, su quanto avverrà in palcoscenico.

Si sa che i costumi sono affidati al “mago” Stefano Nicolao, che le grandiose scenografie stanno prendendo forma in un laboratorio di Silea (“marito e moglie, bravissimi, stanno scavando queste enormi colonne che sembrano di pietra”), che le musiche sono eseguite dall’Orchestra regionale del Veneto (sessanta elementi) e che il cast sarà presentato a settembre. La vera star del musical, comunque, è Venezia.

La Serenissima capitale del Settecento europeo, ma anche quella di oggi, ripresa lo scorso anno nella sua “nudità”, senza turisti accalcati nelle calli e nei campielli. “E’ tutto basato su immagini di realtà aumentata – spiega Canzian – E’ una Venezia magica, quasi disneyana. Fotografie scattate durante il lockdown, quando non c’era in giro nessuno, per cui sembra un set cinematografico. Se Dio vuole, debutteremo a teatro il 20 gennaio 2022, ovviamente a Venezia“.

(Foto e video: Qdpnews.it © riproduzione riservata).
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