Lo “sgambetto” dell’Ue sul Prošek scatena le reazioni. Polegato: “Iniziativa da bloccare, rischia di infangare un nome diventato internazionale”

Continua a far discutere l’annuncio dell’Unione Europea riguardante la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della richiesta di protezione della menzione “Prošek” per il tipico vino dolce da dessert croato, che rischia di produrre dei danni alla denominazione, all’area di produzione e al vitigno del Prosecco italiano, generando confusione nei consumatori.

Sul tema si è espresso anche Giorgio Polegato, presidente di Coldiretti Treviso, che ha parlato di un segnale negativo che arriva da un Paese vicino all’Italia, la Croazia, che fa anche parte dell’Unione Europea.

Già questo fa pensare che non siamo sulla strada giusta – afferma Polegato – poi, che tutto questo possa essere avallato dall’Ue, è ancora peggio. Io credo che si debba fare non tutto ma di più per bloccare queste iniziative che vanno ad infangare un nome che in questi anni si è fatto sempre più forte, radicato e internazionale”.

Il presidente di Coldiretti Treviso ha invitato gli eurodeputati italiani e veneti a fare tutto quello che serve per fermare questa iniziativa.

“Parliamo comunque di due cose completamente diverse – precisa Polegato – Con il Prošek parliamo infatti di un vino dolce, non di una bollicina. In ogni caso sono manovre che non si devono fare perché possono dare il “la” a tante altre iniziative che possono danneggiare il Made in Italy e l’Italian Sounding. Credo che ci siano tutti i presupposti per fermare questa proposta: abbiamo le persone giuste e le armi giuste per rivendicare ancora di più quello che è un patrimonio straordinario, il Prosecco, che deve essere visto non solo a carattere veneto, trevigiano o del Triveneto ma nazionale”.

Rispetto alla vendemmia 2021 nel territorio del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg, l’esponente di Coldiretti ha preannunciato una grande qualità.

“Quest’anno possiamo dire che sarà una vendemmia a 5 Stelle – conclude -, per la sanità delle uve e per le condizioni che si sono create, nonostante le difficoltà e le grandinate sul territorio. Per la gran parte del raccolto sarà un’annata di grande qualità che darà un vino straordinario con quei profumi, con quelle piacevolezze e con quelle caratteristiche che hanno fatto grande questo spumante. Ancora oggi non si vede una via del tramonto o una fine, perché sono talmente grandi le potenzialità di questo prodotto, soprattutto nei mercati internazionali, che ne sentiremo parlare ancora positivamente per tanti anni”.

(Video: Qdpnews.it © riproduzione riservata).
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