“Allora con tutto il peso della responsabilità che sento, è meglio svegliarsi dall’incubo e tornare nel mondo reale”. Con queste parole, scritte alla fine di un lungo post nei social, lo scorso sabato 24 giugno Stefano Marcon ha sorpreso tutti dimettendosi dall’incarico di sindaco di Castelfranco Veneto.
Chi conosce bene il presidente, però, era al corrente del suo disagio legato, come lui stesso ha evidenziato, ad “assessori che lavorano un paio d’ore alla settimana”, “consiglieri che creano il gruppo misto e condizionano l’attività amministrativa rimanendo leghisti” e altri amministratori che si sentono degli “strateghi politici” della città.
La delusione riguarda anche alcuni aspetti del suo partito (la Lega) che, come ha scritto nel suo messaggio social, “strizza l’occhio alle comunità Lgbt per questioni meramente di consenso”.
In tanti, persone comuni e amministratori pubblici, hanno chiesto a Marcon di ripensarci, ma questi sono giorni delicati in casa Lega.
Il presidente della Regione Veneto Luca Zaia non si è ancora espresso sulla vicenda che, come ha confermato a Qdpnews.it, sta seguendo anche dai vari interventi nella stampa.
Sono giorni difficili anche per il vicepresidente della Provincia di Treviso, l’assessore valdobbiadenese Martina Bertelle (in foto), alla quale in molti si sono rivolti per conoscere il destino dell’ente attualmente presieduto da Marcon.
“Al momento Stefano Marcon è ancora il presidente della Provincia di Treviso – afferma Bertelle -. Di fatto firma ancora tutti gli atti dell’ente e in ogni caso, fino al prossimo 14 luglio, non decadrà dal suo ruolo. Personalmente non conosco le dinamiche che lo hanno portato a dimettersi da sindaco di Castelfranco Veneto, aspetti che sono interni al suo Comune. Vorrei che non rinunciasse al suo ruolo perché la Provincia ha bisogno del suo presidente, visto che con le regole attuali il potere decisionale appartiene a lui”.
“Nel caso decidesse di fare un passo indietro – continua -, il vicepresidente dovrebbe indire nuovamente le elezioni del presidente entro 90 giorni (in pratica si andrebbe a votare in autunno ancora con il sistema che non prevede il coinvolgimento degli elettori ma solo degli amministratori dei Comuni). In questi giorni ho sentito il presidente Marcon ed era tranquillo, ovviamente si aspetta che accada qualcosa rispetto alla situazione che lo ha portato a dimettersi”.
“Il prossimo 5 luglio ci sarà il consiglio provinciale – conclude -, che spetterà a me presiedere. Da tempo si discute sul ruolo delle Province in Italia. Se Stefano Marcon confermasse le dimissioni, sarebbero eleggibili i sindaci della provincia il cui mandato scada non prima di diciotto mesi dalla data di svolgimento delle elezioni”.
La Legge numero 56 del 2014 eliminò l’elezione degli organi provinciali da parte del corpo elettorale, stabilendo che essi siano eletti dai sindaci e dai consiglieri dei Comuni della provincia.
Sul “caso Marcon” non si sbilancia il sindaco di Treviso Mario Conte, intervenuto questa mattina a margine del convegno del CEIS Treviso, pur ammettendo che personalmente spera in un “ripensamento” da parte del primo cittadino di Castelfranco Veneto: “Io credo che siamo chiamati a dare risposte alla nostra comunità che ci ha dato fiducia attraverso il voto e che si riconosce nella Lega e negli uomini della Lega – commenta – e proprio alle nostre comunità siamo chiamati a dare delle risposte con senso di responsabilità e impegno.
“Se ci sono le condizioni per andare avanti ad amministrare, dobbiamo farlo con grande determinazione. Se ci sono condizioni diverse, che ad oggi io non conosco, come nel caso di Castelfranco Veneto, è giusto che ogni amministratore faccia le sue riflessioni che però – ribadisce Conte – sono singole e riguardano solo il Comune di Castelfranco. Io spero che da parte di Marcon ci sia un ripensamento, proprio per il bene della comunità e per il bene dei cittadini che gli hanno dato fiducia.
Riguardo a possibili scissioni dopo il congresso della Lega, Conte è ottimista: “I congressi servono per decidere chi è il leader. La base si è espressa e noi tutti dobbiamo rispettare e condividere la scelta per lavorare assieme a un unico grande obiettivo che è quello di far crescere la Lega del buon governo in quanti più Comuni possibile”.
(Ha collaborato Rossana Santolin. Foto: Qdpnews.it © riproduzione riservata).
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