Non esistono segnali che indichino l’arrivo del colpo di sonno. Il direttore del Suem: “Evitate di mettervi alla guida dopo la discoteca o se siete stanchi”

“Ragazzi, se siete stanchi dopo la discoteca fermatevi a dormire non mettetevi alla guida”.  È questo l’appello del direttore del Suem di Treviso Marialuisa Ferramosca.

L’incidente non è un incidente – continua – ma è dovuto alla mancata attenzione mentre si è alla guida. Ad esempio, la strada non è pericolosa, ma è il comportamento di chi è alla guida del mezzo che la rende tale“.

Con l’inizio della stagione estiva e l’abolizione di alcune restrizioni contro il Covid-19 saranno in numero sempre crescente i giovani che trascorreranno le loro serate fino a notte fonda in discoteche e locali notturni, prima di salire in auto per tornare a casa.

Non esistono segnali che indichino l’arrivo del ‘colpo di sonno’ – avverte Ferramosca – l’unico modo per evitare che questo accada è di non mettersi alla guida se si è stanchi o se si ha bevuto. Anche l’alcool infatti aumenta la stanchezza. Nel caso si vada in discoteca sarebbe bene organizzarsi con dei pulmini o fermarsi a dormire prima di partire. Queste pratiche potrebbero evitare molte morti”.

Da inizio anno il bilancio degli incidenti mortali avvenuti nelle strade della provincia di Treviso è drammatico. “Dai dati in nostro possesso sono 13 le persone che sono decedute sul posto dell’incidente, – prosegue Ferramosca – questo è un dato sottostimato in quanto poi bisogna aggiungere i decessi avvenuti nei giorni successivi”. Dal mese di gennaio il numero delle vittime si alza se si considerano gli incidenti avvenuti al di fuori della provincia di Treviso che hanno coinvolto dei trevigiani. In totale sono 18 i morti, e 9 di questi avevano meno di 30 anni.

Secondo i dati nazionali, confermati anche in provincia di Treviso, “il colpo di sonno” è la terza causa di incidenti stradali dopo la guida sotto l’effetto di alcool o droghe e la distrazione come l’utilizzo del cellulare: “Se guardiamo il nostro smartphone per tre secondi mentre siamo in autostrada a 130 km/h è come percorrere 100 metri ad occhi chiusi”.

I decessi in seguito a incidenti stradali, in Italia, sono la prima causa di morte per la fascia d’età tra i 15 e i 29 anni: “Sono i nostri giovani – continua –, in medicina l’unica morte evitabile è proprio quella che avviene in seguito a delle distrazioni alla guida”.

Dall’inizio dell’anno sono 3530 le missioni di soccorso del Suem 118 di Treviso per incidenti in genere, compresi quelli domestici o sul lavoro. Di questi, 1283 in seguito a sinistri stradali: “Bisogna evitare di mettersi alla guida – conclude il direttore – se non si è nel pieno delle proprie capacità”.

(Foto: Ulss 2 Marca Trevigiana).
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