Per l’occasione della domenica di Pasqua, i vescovi delle diocesi di Treviso e Vittorio Veneto, rispettivamente monsignor Michele Tomasi e monsignor Riccardo Battocchio, sono intervenuti con dei messaggi di fede, speranza e pace.
Tomasi: “Scelte di perdono e solidarietà”
Nell’omelia della messa di Pasqua, celebrata in Cattedrale a Treviso, monsignor Tomasi ha ripreso il racconto di Pietro della prima lettura, esortando tutti “a sentire come rivolto a noi quell’annuncio delle grandi opere di Dio in Gesù Cristo, l’annuncio rinnovato di ciò che sappiamo forse già, ma che non è ancora diventato del tutto il cuore della nostra vita, delle nostre scelte, del nostro modo di vivere”.
“Anche noi – ha aggiunto – abbiamo resistenze, anche noi facciamo talvolta fatica a credere che la Parola annunciata sia rilevante e significativa per la nostra vita. Oggi, di fronte alle preoccupazioni per un futuro che si presenta sempre più incerto, di un presente cupo, tra la ricomparsa della guerra come strumento legittimato di soluzione dei problemi internazionali, di crescente violenza nelle relazioni tra persone a tutti i livelli, di chiusura di orizzonti di dialogo e di pace in cui avevamo sinceramente sperato, sembra che non ci sia possibilità di credere davvero nella vita, nella riconciliazione, nel bene”.
“Anche oggi questo ascolto nella fede ci chiede di cambiare – ha osservato -. Di credere nella possibilità della pace. Di credere nell’impegno possibile per il bene, a partire da noi. Di credere nella possibilità di realizzare insieme un mondo più giusto, più equo, dove nessuno sia escluso, dove tutti si prendono cura gli uni degli altri.
“Possiamo e dobbiamo scegliere – ha detto Tomasi -. Tornare nelle abitudini di sempre, chiuderci in piccoli o grandi egoismi, cedere a vecchie o nuove paure. Oppure, possiamo fidarci della testimonianza data al Signore risorto, accoglierlo vivo nelle nostre esistenze, e compiere scelte significative e coraggiose di riconciliazione, di perdono, di autentica vita comunitaria, di condivisione, di solidarietà, di azione secondo lo Spirito che dona speranza”.
Battocchio: “Non abituiamoci allo scandalo della guerra”
Per monsignor Battocchio si è trattato della prima Pasqua da vescovo della diocesi vittoriese, essendo stato ordinato il 25 maggio dello scorso anno.
Durante la Settimana Santa, il presule ha rivolto ai fedeli della Chiesa di San Tiziano un messaggio, pubblicato sul sito della diocesi: “Vorrei semplicemente rivolgere a tutti i cristiani della nostra Diocesi l’invito a fare spazio – a continuare o a cominciare a fare spazio – al desiderio di incontrare Gesù, il Crocifisso Risorto”.
“Possiamo incontrare il Crocifisso Risorto – ha ricordato – quando rivolgiamo alle persone che ci stanno attorno, ai più fragili, a noi stessi, uno sguardo attento e benevolo. Quando non rimaniamo indifferenti sapendo che ci sono uomini, donne, bambini e bambine che patiscono e muoiono a causa di guerre volute da persone scriteriate, incapaci di andare al di là degli interessi immediati, individuali o di gruppo”.
“Non abituiamoci allo scandalo della guerra e all’idea che si possano risolvere i problemi facendo fuori le persone e distruggendo l’ambiente – ha affermato ancora -. Ci dispiaccia, almeno, che esseri umani desiderino la morte di altri esseri umani.
“Gesù Cristo, il Crocifisso Risorto, verrà a giudicare i vivi e i morti – ha concluso Battocchio -. Verrà alla fine dei tempi ma il suo giudizio è efficace già ora e noi possiamo scegliere da che parte stare, se dalla parte della vita o dalla parte della morte”.
(Autrice: Beatrice Zabotti)
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