Uno vive ad Arcade ed è un insegnante di religione in pensione, l’altro è di Silea ed è un ingegnere. Entrambi hanno una famiglia, vivono diversi servizi nelle loro parrocchie, e alcuni anni fa hanno intrapreso un percorso di discernimento e formazione, che sabato 14 marzo li ha portati ad essere ordinati diaconi permanenti dal vescovo, mons. Michele Tomasi, in cattedrale. Un servizio, quello del diacono, rivolto soprattutto alla carità, all’annuncio della Parola di Dio e alla liturgia.


Pieraugusto De Pin ha 65 anni, vive ad Arcade. È sposato dal 1994 con Rita Grespan. Hanno due figli: Chiara di 30 anni e Jimmy di 27. Pieraugusto ha conseguito il Magistero in Scienze religiose a Padova. Dal 1982 al 2023 è stato insegnante di Religione cattolica nelle scuole medie superiori. Dal 2023 è in pensione. Svolge numerosi servizi nella sua parrocchia di origine; negli ultimi tre anni insieme alla moglie Rita è animatore dell’équipe di formazione al matrimonio del Vicariato di Nervesa.
Luca Taffarello ha 61 anni e vive a Silea. È sposato dal 1995 con Sabina Feltre. Hanno due figlie, Sara di 25 anni ed Elena di 20. Luca ha conseguito la laurea in Ingegneria civile edile e lo scorso anno il Baccalaureato in Scienze Religiose a Treviso, presso l’Istituto superiore di Scienze religiose “Giovanni Paolo I”. Lavora come ingegnere libero professionista. È impegnato in numerosi servizi pastorali nella sua parrocchia di origine e in un gruppo culturale a livello diocesano. Pieraugusto e Luca hanno percorso la loro formazione nel gruppo di aspiranti e candidati al diaconato permanente della Diocesi di Treviso. Un ministero che a Treviso ha 43 anni, con le prime ordinazioni avvenute nel 1983.


Il Vescovo Tomasi, nell’omelia della celebrazione eucaristica con il rito di ordinazione, ha sottolineato il significato del loro servizio alla Chiesa di Treviso, a partire dal Vangelo della IV domenica di Quaresima, che narra la guarigione del cieco nato. “Siete già testimoni, assieme alle vostre spose, dell’amore sponsale di Cristo per la sua Chiesa, ora diventate segno e strumento della sua condizione di servo. Ricordate sempre, ed aiutate noi a ricordare, che non sarà nessuna apparenza, nessun particolare compito, nemmeno una qualche capacità personale (che pure il Signore vi ha donato) a contare davvero, quanto piuttosto il cuore nuovo, che il Sacramento dell’ordine conforma al cuore stesso di Gesù, Gesù servo dell’umanità, della vita” ha sottolineato il Vescovo.


“Al di là degli incarichi concreti, mostrate la vera libertà dei figli, confermando la vostra fiducia verso Gesù, il Cristo – ha aggiunto -. Fate risplendere nel vostro cuore la sua luce e proclamate che Lui è la nostra vera salvezza. Partendo da qui, si illuminerà anche il vostro ministero, “nel servizio della carità, nell’annuncio e nella liturgia, mostrando in ogni contesto sociale ed ecclesiale in cui sarete presenti la relazione tra Vangelo annunciato e vita vissuta nell’amore, e promuovendo nella Chiesa intera una coscienza e uno stile di servizio verso tutti, specialmente i più poveri”, come esorta i diaconi il documento finale del recente sinodo dei Vescovi, “Per una Chiesa sinodale: comunione, partecipazione, missione”.


“Siamo chiamati a essere portatori di luce e di speranza – ha detto il Vescovo rivolto a tutti i presenti -. Non da individui isolati, ma come comunità intera, insieme inviati ad annunciare e a mostrare il Regno di Dio, regno di pace e di speranza, di giustizia, di verità. Ogni ministero nella Chiesa è a servizio della sua missione, ci deve aiutare ad essere Popolo di Dio, Corpo di Cristo nella storia, testimoni credibili di Cristo risorto, artigiani di pace, luce di speranza”.
(Autore: Redazione di Qdpnews.it)
(Foto: Diocesi di Treviso)
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