Treviso, l’analisi del sindaco Conte dopo la “sfida” tra baby gang: “Problema nazionale, non locale. In due anni abbiamo assunto 15 vigili urbani in più”


Il tema della sicurezza è stato tra quelli affrontati ieri, domenica 19 settembre, a Palazzo Sarcinelli a Conegliano, in occasione di un incontro elettorale a supporto del candidato sindaco Piero Garbellotto, alla presenza anche dell’assessore regionale Cristiano Corazzari (vedi articolo).

Un tema che ha in particolar modo interessato la città di Treviso in questi giorni, dopo che nel weekend delle “baby gang” si erano date appuntamento in centro, tramite i social, per affrontarsi tra gruppi avversari.

Il fatto è avvenuto nel pomeriggio di sabato 18 settembre, ma non sarebbe stato neppure l’unico: una sfida lanciata su Instagram che ha portato un numero considerevole di giovani a ritrovarsi di fronte al Duomo cittadino per dare vita a una rissa, filmare il pestaggio e poi dileguarsi prima dell’arrivo delle Forze dell’Ordine, come da copione.

Fortunatamente sabato gli intenti dei due gruppi contendenti non si sono realizzati: gli agenti di Polizia e i Vigili urbani si sono concentrati proprio nell’area del Duomo trevigiano e, di conseguenza, la tempestività dell’intervento ha consentito che la folla di giovani via via si diradasse.

Un fatto di cui il sindaco del capoluogo Mario Conte era al corrente e, a proposito del quale, ha fatto riferimento alla necessità, per una città, di investire proprio sulla sicurezza.

“Si tratta di un fenomeno non trevigiano, ma nazionale – ha dichiarato Mario Conte – In questo caso è necessario capire e ricostruire quelli che sono dei vuoti legati a dei problemi famigliari”.

“Lo scontro è stato evitato grazie alle telecamere di videosorveglianza – ha proseguito il primo cittadino – ovvero un numero maggiore di telecamere, dotate di un software avanzato”.

Il primo cittadino ha fatto poi riferimento a un altro episodio legato al tema sicurezza, per confermare la necessità di un sistema di videosorveglianza efficiente: la sera della finale degli europei di calcio, durante i festeggiamenti c’è chi ha avuto un atteggiamento euforico esagerato, sfociato poi nel danneggiamento di alcune auto in una via cittadina.

“Alcuni dei responsabili sono stati identificati dopo 15 giorni e ora ce ne manca uno, ma arriveremo anche a lui – ha spiegato Conte – A Treviso non ci sono stati episodi gravi come a Conegliano, però è necessario risalire alla radice e capire quali sono i problemi sociali alla base”.

Il riferimento fatto da Conte è evidentemente rivolto al caso del pestaggio andato in scena la scorsa primavera a Conegliano, in piazza Cima e nel corso di quella che avrebbe dovuto essere una domenica pomeriggio come tante altre.

“A Treviso le Forze dell’Ordine sono intervenute preventivamente e ciò ha consentito di bloccare la rissa – ha proseguito – Nei nostri primi due anni di mandato sono stati infatti assunti 15 agenti di Polizia locale in più”.

In sostanza, secondo Conte investire sulla strumentazione e sugli agenti di sicurezza pubblica è la soluzione per poter così intervenire contro fenomeni urbani come quello che avrebbe potuto scaturire sabato, anche se la vera soluzione è quella di risalire ai disagi sociali alla base dei fenomeni stessi, per poter mettere in scena un’azione preventiva in tal senso.

Un tema, quindi, quello della sicurezza che continua a essere in cima alla lista delle questioni da tenere sotto controllo in diverse realtà comunali, non solo del territorio locale.

(Foto: archivio Qdpnews.it).
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