Le colline del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG continuano a sorprendere anche i professionisti internazionali del vino più esperti. La settimana scorsa il Consorzio ha accolto dieci professionisti dell’alta ristorazione e hotellerie che hanno raggiunto le colline di Conegliano Valdobbiadene da diverse parti degli Stati Uniti: da New York a Las Vegas, da Chicago a Sonoma County passando per il Texas e il Colorado. Buyer e sommelier che hanno raccontato un’esperienza che va ben oltre la degustazione: un incontro diretto con un paesaggio unico, con la viticoltura eroica e con una cultura del vino profondamente legata alla terra.
Kaysie Rogers è Lead Sommelier del Single Thread, ristorante 3 * Michelin, situato all’interno di un’altra importante regione vinicola, Sonoma Wine Country (California). Descrive il primo impatto con questa area come qualcosa di difficile da immaginare attraverso le sole fotografie: “L’avevo vista solo in fotografia, quindi la prima cosa che mi ha colpito è stata la straordinaria bellezza del territorio” racconta parlando delle colline, delle pendenze ripidissime e della possibilità di osservare il paesaggio sotto condizioni climatiche diverse, tra sole e pioggia.
La sensazione più forte, però, è arrivata entrando nei vigneti: “Nelle fotografie capisci che si tratta di viticoltura eroica, ma abbiamo scalato diversi vigneti e sono arrivata in cima decisamente senza fiato”. Un’esperienza che le ha permesso di comprendere concretamente quanto questo territorio sia complesso e diverso rispetto ad altre zone vitivinicole visitate in passato: “Ci sono zone incredibilmente scoscese e altre più dolci, tutte all’interno della DOCG, e questo dimostra la bellezza e la varietà della regione”.
Le immagini che oggi associa al Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG sono immediate: “colline ripide e terroir”. Per Rogers si tratta infatti di “una regione vinicola unica”, dove paesaggio, viticoltura eroica e identità territoriale convivono in modo straordinario.
Anche Tyler Alken, Master Sommelier e Director of Food & Beverage del resort Willows Lodge, vicino a Seattle, sottolinea quanto il valore culturale e paesaggistico di queste colline sia ancora poco conosciuto all’estero: “È qualcosa di stupefacente, incredibile”. Secondo Alken, il vero problema è riuscire a trasmettere a chi non è mai stato qui la forza emotiva e visiva di questi luoghi: “Bisogna riuscire a comunicare quanto questo paesaggio sia davvero spettacolare”.
Dal punto di vista qualitativo, il potenziale internazionale della Denominazione appare enorme: “La qualità è già alta”, spiega Alken, evidenziando come nel territorio si percepiscano “una grande passione da parte dei produttori ed una forte volontà di elevare ulteriormente il livello qualitativo”.
Negli Stati Uniti, il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG viene già riconosciuto come un vino di qualità, ma secondo Alken manca ancora una piena consapevolezza del valore del territorio: “Non credo che nel mio mercato sia arrivata davvero la storia che racconta quanto siano speciali questi paesaggi, le colline, la rilevanza storica e il metodo produttivo”. Per questo motivo, aggiunge, “questa storia deve essere raccontata e sostenuta”.
Un concetto condiviso anche da Taylor Parsons, sommelier e wine educator che dopo una lunga carriera nella ristorazione (è stato nominato anche “Sommelier of the Year” dalla nota rivista Food & Wine), ora collabora con l’agenzia Marq Wine Group, che rappresenta il Consorzio negli Stati Uniti. La settimana scorsa ha accompagnato il gruppo dei buyer e sommelier a visitare la Denominazione. Secondo Parsons, visitare il territorio è fondamentale per comprenderne davvero il valore: “Conegliano Valdobbiadene è una vera regione del vino, con un terroir autentico. Ha alcuni dei migliori terroir d’Italia, e forse del mondo, ma chi non viene qui non può saperlo. È impossibile trasmettere davvero la diversità, la complessità, le difficoltà e la qualità del terroir senza vedere tutto con i propri occhi”.
Ciò che rende unica questa realtà, secondo la sommelier americana, è anche la pluralità delle interpretazioni produttive presenti all’interno della Denominazione: “È importante parlare di questa regione come di qualsiasi altra grande regione vinicola”, spiega, sottolineando la necessità di raccontarne ogni aspetto: “il clima, i suoli, la biodiversità, le persone che lavorano qui, la storia, la cultura… tutto”.
Dalle parole dei professionisti americani emerge quindi un’immagine chiara: il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG non è soltanto un vino riconosciuto per la sua qualità, ma un territorio identitario, complesso e autentico, dove il vino diventa espressione diretta del paesaggio, della cultura e del lavoro umano.
(Autrice: Mihaela Condurache)
(Foto e video: Mihaela Condurache)
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