Danni provocati dai cinghiali, per Coldiretti Valdobbiadene “la misura è colma”. Il presidente Fabio Piccolin: “Urgente un piano di controllo”

Hanno colpito tutti, ma non chi conosce bene la montagna valdobbiadenese, le foto dei danni che i cinghiali continuano a compiere alle imprese agricole del territorio, da Pianezze al Monte Cesen.

Non è certamente un problema solo di Valdobbiadene, perché quella che in molti chiamano “emergenza cinghiali” riguarda diverse zone dell’Alta Marca Trevigiana.

La misura è colma – afferma Fabio Piccolin, presidente di Coldiretti Valdobbiadene – Al loro passaggio compiono vere devastazioni, sembra che passino dei mezzi meccanici per costruire nuove vie. Non si può più attendere, ogni anno perdiamo pascoli perenni a discapito degli agricoltori che, con amore e passione, sfalciano, pascolano e puliscono questo meraviglioso territorio, per poi vederlo distrutto da animali non autoctoni”.

“Il problema dei cinghiali va affrontato e in un modo o nell’altro deve avere delle soluzioni che ci diano chiarezza – conclude – Coldiretti è scesa più volte in piazza non per protestare, ma per raccontare il disagio e i pericoli di questa situazione. Diventa facile da capire che serve un coordinamento e, soprattutto, un piano di controllo dei cinghiali da parte delle autorità competenti”.

Lo scorso mese di luglio, per esempio, si era tenuto un flash mob di Coldiretti davanti al piazzale della stazione di Venezia Santa Lucia per sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema dei cinghiali.

La manifestazione, alla quale hanno partecipato circa 300 imprenditori agricoli di Coldiretti, ai quali si sono aggiunti circa un centinaio tra turisti e cittadini, si è svolta in contemporanea a livello nazionale in tutti i capoluoghi regionali.

“Purtroppo il problema dei cinghiali è sentito da diversi anni su tutto il nostro territorio – ha affermato Pierantonio Geronazzo, vicesindaco e assessore all’agricoltura di Valdobbiadene – ed è stato segnalato più volte agli organi sovracomunali competenti ai sensi di legge per la gestione. Purtroppo, ad oggi, senza risultati concreti. Devo esprimere il mio ringraziamento alle associazioni venatorie che, con il loro impegno, si danno da fare per cercare di contenere il proliferare di questo animale non autoctono che causa molti danni sui pascoli delle nostre montagne”.

(Foto: Romeo Meneghello).
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