Ieri il primo Virtual Tour del Conegliano Valdobbiadene, alla scoperta dell’annata 2020 e di un territorio unico

Si è svolto ieri, venerdì 16 aprile, il primo Virtual Tour del Conegliano Valdobbiadene Festival 2021, un’occasione per presentare la nuova annata pronta per il consumo, ovvero il Prosecco superiore della vendemmia 2020.

Sono state percorse le rive più impervie e le colline Unesco, mettendo in luce gli aspetti più significativi e comprendendo quanti sono gli aspetti agronomici e culturali che contribuiscono, ogni anno, a portare nel calice del consumatore un prodotto simbolo del Made in Italy.

“La Denominazione del Conegliano Valdobbiadene comprende 15 Comuni, all’interno di essi esiste una molteplicità di terroirs – spiega Diego Tomasi – I 19 terroirs individuati contribuiscono alla differenziazione delle produzioni, non solo grazie agli aspetti geologici e geomorfologici, ma anche per la cultura stessa di coltivazione dei singoli vigneti, ognuno gestito da viticoltori diversi”.

Questa ricchezza culturale del territorio è uno degli aspetti distintivi che aiutano a sottolineare, come spiega il biologo Diego Ivan, le potenzialità di questa Denominazione. Diego Ivan ha evidenziato come proprio la differenza di gestione di una molteplicità di piccoli vigneti favorisce la biodiversità la quale, a sua volta, diventa naturale “fertilizzante” per una terra sempre più sostenibile.

La degustazione, è stata condotta dall’enologo Gianfranco Zanon che ha suggerito ai partecipanti le principali caratteristiche delle tipologie attraverso cui si è analizzata l’annata 2020 del Conegliano Valdobbiadene Prosecco superiore Docg. Sono state illustrate le caratteristiche organolettiche dei vari vini, dal Brut, versione che contempla i tipici fiori bianchi (glicine e acacia) con al palato una netta mineralità e persistenza, all‘Extra Dry, la più venduta, con profumi di fiori e frutta fresca, un vino speciale per l’aperitivo.

Gli assaggi si sono conclusi con il Cartizze, apogeo del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg, un vino dai molteplici aromi e dell’aspetto rotondo, pieno e appagante come si addice al vertice qualitativo del Docg.

A chiusura della degustazione, la parola è passata ai protagonisti veri e propri delle colline: Vanessa Follador, una viticoltrice che ha espresso molto intensamente la passione con cui lei e la sua famiglia curano il loro vigneto. Veri custodi di un territorio e di una tradizione secolare, che ancora oggi esprime l’anima della Denominazione.

E infine Davide Buffon, ex studente dell’Istituto Cerletti di Conegliano, prima scuola enologica d’Italia che oggi diploma gli esperti di domani. Nelle parole di Davide un chiaro indirizzo alla tutela del territorio e al valore della sostenibilità tra le colline del Conegliano Valdobbiadene Prosecco superiore Docg.

(Foto: archivio Qdpnews.it).
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