Pensavano di passarla liscia ma ciò che hanno messo nei social è stato visionato in poco tempo dai titolari del marchio turistico del Consorzio di Valdobbiadene, utilizzato da un riveditore di vini lombardo, e per i diretti interessati è arrivata subito la richiesta di rimuovere foto e marchio.
Si tratta di un post commerciale fraudolento che ha iniziato a circolare su Instagram con le immagini e il marchio turistico del Consorzio, utilizzati da un rivenditore di vini lombardo.
“Un marchio turistico, regolarmente registrato, e l’immagine di un territorio, Patrimonio dell’Umanità, non possono e non devono essere utilizzati da chicchessia, tantomeno a fini commerciali”: con queste parole Isidoro Rebuli, presidente del Consorzio di Valdobbiadene, ha commentato a caldo la triste vicenda.
L’immagine in questione è una fotografia delle colline valdobbiadenesi, scattata per il Consorzio dal fotografo Arcangelo Piai, insieme al logo Duplavilis, utilizzata da un distributore di bevande lombardo allo scopo di reclamizzare i vini di una cantina di Ponte di Piave, in una zona di produzione Doc e non Docg.
“Si tratta di un’azione truffaldina – continua il presidente Rebuli – Ho immediatamente intimato al titolare del profilo social di rimuovere foto e marchio. Se non provvederà, sarò costretto ad adire le vie legali al fine di tutelare il Consorzio, che rappresento, l’Ufficio Turistico, in prima linea nella promozione di questo magnifico territorio, ma pure quanti lavorano, lo ribadisco, eroicamente su queste vigne”.
“Mi rammarico per quanto accaduto – aggiunge il sindaco di Valdobbiadene, Luciano Fregonese – L’utilizzo improprio di un marchio registrato non può essere tollerato. Condivido e appoggio la diffida di Isidoro Rebuli. Ribadisco inoltre che è necessario, quasi impellente, un’azione di controllo verso e contro i furbetti, dentro e fuori dai social”.
“È infatti innegabile la forte azione attrattiva esercitata dal nostro territorio – conclude il primo cittadino di Valdobbiadene – Una forza prodotta però da un’azione congiunta di storia, tradizione e marketing. Un valore che dobbiamo difendere a tutti i costi”.
Questa vicenda deve spingere a una riflessione importante: le colline di Valdobbiadene, ora sito Unesco, sono sicuramente celebrate dai media ma la loro immagine viene utilizzata molto spesso da privati senza portare un beneficio diretto per la comunità o, ancor peggio, per pubblicizzare prodotti o realtà che non hanno nulla a che vedere con le eccellenze valdobbiadenesi.
(Fonte: Andrea Berton © Qdpnews.it).
(Foto: Consorzio Valdobbiadene).
#Qdpnews.it







