Nel 2022 c’è ancora una valida ragione per proseguire la tradizione del cargàr montagna? Per Roberto Gallina la transumanza in alpeggio era tutta la sua vita fin da bambino: era infatti uno degli ultimi custodi di un mestiere ormai poco praticato.
Ieri un malore improvviso lo ha colto mentre riposava dopo pranzo e, per la prima volta dopo 75 anni, non salirà in Barbaria, ai 1.460 metri della malga comunale che gestisce con il figlio Luca e la sua famiglia da molto tempo.
“Faccio questo mestiere da sempre, ogni anno salgo in malga – aveva raccontato Roberto a Qdpnews.it nel 2019 -, la vita in malga è dura, deve piacere, altrimenti non si sta qua. Il meteo molto variabile, con piogge e fulmini improvvisi, rende le cose difficili ma tutto sommato è bello”.
In paese, tra gli affezionati clienti e a Valdobbiadene la notizia della morte del 75enne ha lasciato tutti senza parole: nessuno pensava di non poterlo vedere più felice tra i suoi pascoli del Cesen, tra le sue mucche e nel cason da lat a preparare il formaggio.
Grande lo sconforto e la vicinanza ai familiari; la comunità è vicina alla moglie Luigina, ai sei figli Luca, Lorena, Michele, Marzia, Emiliano e Davide, ai generi, alle nuore, ai nipoti Manuel, Mattia, Erica, Anna, Elisa e Nicole, alle sorelle Maria Pia, Loredana e Tiziana, ai cognati, ai parenti e amici.
Il rosario sarà recitato domenica 22 maggio alle 19.30 nella chiesa di San Pietro di Barbozza, dove lunedì alle 16 si terrà il funerale.
(Foto: archivio Qdpnews.it).
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