Valdobbiadene, consegna degli attestati alla Protezione civile. Bottacin: “Nella pandemia sapevamo di poter contare sui volontari”

Dopo più di un anno di lotta al Covid e di sacrifici per tutte le persone che hanno tolto del tempo alle famiglie per compiere la loro “missione”, non lascia indifferenti vedere decine di volontari della Protezione civile della Regione Veneto radunati insieme per ricevere l’attestato del brevetto di operatore radio di Protezione civile tipo “C”.

Ieri, al piano terra dell’ex ospedale Guicciardini di Valdobbiadene, Mauro Bisetto, presidente e coordinatore del Servizio Emergenza Radio della Provincia di Treviso, ha moderato la cerimonia di consegna degli attestati ai 64 volontari che hanno superato il corso per l’abilitazione alle grandi emergenze di Protezione civile (36 ore di videoconferenza e 16 ore di lezioni pratiche).

L’iniziativa è stata promossa dai formatori volontari di Protezione civile della Federazione Italiana Ricetrasmissioni, Coordinamento Provinciale Tlc di Treviso, e ha coinvolto volontari provenienti dai coordinamenti provinciali di Belluno, Padova, Treviso, Venezia e Vicenza.

Presenti alla consegna il sindaco di Valdobbiadene, Luciano Fregonese, l’assessore regionale alla Protezione civile, Gianpaolo Bottacin, il direttore generale dell’Ulss 2 Marca Trevigiana, Francesco Benazzi, l’onorevole Angela Colmellere, il referente tecnico dell’ospedale, Aldo Lorenzon, l’assessore valdobbiadenese Anna Vettoretti, il consigliere comunale Edoardo Buso, il presidente dell’Avab di Valdobbiadene, Cristian Tessaro, l’infermiera e consigliere comunale Rita Zago e Gabriele Padoan, presidente del gruppo di Protezione civile Cavalieri dell’Etere di Conegliano.

Dopo il superamento di questi esami, i volontari potranno partire per primi con la Federazione Italiana Ricetrasmissioni in caso di necessità nelle emergenze a livello nazionale.

“Negli ultimi anni abbiamo sperimentato sulla nostra pelle che le emergenze di tipo ‘C’ accadono anche in Veneto – ha affermato l’assessore Bottacin – In questi casi le comunicazioni sono determinanti, lo abbiamo visto anche con Vaia sul campo. Ringrazio il direttore generale Benazzi che ha ricordato il ruolo dei volontari in questi 14 mesi di gestione della pandemia. Io dico sempre che in questo periodo ci sono state le truppe d’assalto che sono stati i medici e gli operatori socio-sanitari che erano in prima linea, ma dietro c’erano le truppe logistiche rappresentate dai volontari della Protezione civile”.

“In Veneto abbiamo fatto una scelta che è passata sottotraccia – precisa Bottacin – Noi non abbiamo fatto ospedali in fiera e non abbiamo scelto i capannoni perché abbiamo voluto riaprire gli ex ospedali: sapevamo che l’operazione non sarebbe stata semplice ma eravamo consapevoli di poter contare sui volontari della Protezione civile. Penso anche al supporto nei punti tamponi e nei punti vaccinali o alla consegna delle mascherine. Insomma, in un anno di pandemia i volontari della Protezione civile hanno regalato alla collettività 213.494 giornate”.

Ancora una volta l’assessore regionale ha voluto sottolineare la forza del mondo del volontariato in Veneto (in questo caso un volontariato preparato che si forma costantemente), un’eccellenza di una terra generosa che ha mostrato il suo volto più bello in un momento di prova e sofferenza come quello rappresentato dall’emergenza Covid.

(Foto: Qdpnews.it © riproduzione riservata).
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