Valdobbiadene saluta monsignor Serena: il sacerdote delle lunghe camminate nei boschi che “sta sempre da Dio” torna a Este

Dopo 14 anni, monsignor Danilo Serena lascia Valdobbiadene ma, come dice sempre lui, continuerà a “stare da Dio” perché ritornerà nella sua amata Este, dove è stato arciprete abate per molti anni.

Monsignor Serena, che compirà 89 anni in luglio, è arrivato in paese nel 2007, dopo aver risposto alla chiamata del parroco di allora, don Marcello Bettin.

Ha apprezzato fin da subito le colline e le montagne valdobbiadenesi, che ha imparato a conoscere nelle sue lunghe camminate quotidiane: infatti lo si poteva incontrare spesso nei boschi sopra Valdobbiadene.

Sempre sorridente e positivo, le sue grandi passioni sono la fede, la natura, i giovani e il canto.

Perfino quando è caduto nei boschi della valle San Liberale a Paderno del Grappa, ai soccorritori intervenuti con l’elicottero per aiutarlo aveva cantato “Lodate Dio schiere beate del cielo”, per far capire che stava bene e per agevolarli ad individuare la sua posizione.

Nel mese di gennaio 2021, il sacerdote ha anche affrontato il Covid con coraggio, trascorrendo l’isolamento di un mese a Santo Stefano, dove gli arrivavano un sacco di piatti in plastica, che non sapeva come gestire, per il pranzo e la cena.

Una vita piena, ricca di esperienze e di incontri, della quale è orgoglioso e per la quale ringrazia il Signore, che fin da bambino voleva servire scoprendo presto la vocazione sacerdotale.

Monsignor Serena nasce a Liedolo di San Zenone degli Ezzelini l’11 luglio del 1932 e ha avuto 6 fratelli: nella sua famiglia di mezzadri, che lavoravano la terra per conto dei conti Canal, la madre è sempre stata molto religiosa (non si mangiava se prima non si erano dette le preghiere) mentre il padre, che scavava pozzi, non ha mai parlato di Dio ma i figli percepivano comunque la sua fede.

Sarebbe dovuto entrare in seminario minore a Thiene in prima media ma, visto che a quel tempo era pieno di ragazzi, ha dovuto aspettare fino alla seconda media.

Monsignor Serena ricorda anche una benefattrice di Segusino, una certa Stramare, che aiutava economicamente i giovani a entrare in seminario.

Dopo il seminario maggiore a Padova diventa sacerdote l’8 luglio del 1956 e inizia la sua esperienza come cappellano nella parrocchia di Cristo Re in via Sant’Osvaldo a Padova, dove la chiave di interpretazione era la croce e perfino i lampadari avevano le corone di spine.

Lì rimane fino al 1967 e poi diventa assistente dell’Azione Cattolica Giovani: in quell’esperienza conosce Ezechiele Ramin, missionario comboniano che è stato assassinato in Brasile a causa del suo impegno in favore dei piccoli agricoltori e degli indios Surui nativi della Rondônia nella loro lotta contro i latifondisti locali.

Gli altri incarichi sono stati vicario dell’apostolato dei laici nel 1973, assistente dell’Agesci (Associazione Guide e Scouts Cattolici Italiani), arciprete abate nella parrocchia di Santa Tecla ad Este (7 ottobre 1979), dove rimane 22 anni, e vicario generale della diocesi di Padova prima di arrivare a Valdobbiadene.

Monsignor Serena abbraccia virtualmente la comunità cristiana di Valdobbiadene, che lo saluterà domenica 11 aprile nelle messe delle ore 7.30 e delle 10, con l’invito a credere maggiormente nell’Eucaristia e a confidare sempre nell’infinita bontà del Signore: per Valdobbiadene non mancheranno mai una preghiera e un ricordo affettuoso.

(Foto: archivio Qdpnews.it).
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