Oggi, soprattutto con l’avvento delle mascherine trasparenti, sta passando l’idea che per allineare i denti basti mettere un qualche apparecchio, spostare la dentatura e il gioco è fatto.
Sei sicuro sia così facile?
Oppure ti metto meglio la domanda: una volta che hai allineato i denti desideri ti rimangano in quella posizione?
Immagino la tua risposta sia sì. E’ proprio nella stabilità del lavoro che cambiano le cose ed entrano in gioco le competenze del medico.
Perché mi permetto di dirti questo? Mi chiamo Laura Siviero, sono una dottoressa specialista in ortodonzia e sono la responsabile dell’area ortodontica presso Clinica Pellegrini SRL a Valdobbiadene.
Per esperienza so che una delle cose che danno più fastidio ai pazienti è quella che si chiama recidiva. La recidiva è il ritorno dei denti, dopo un trattamento con l’apparecchio, alla situazione iniziale.
E’ una cosa che si deve ovviare e che dipende da differenti fattori come le abitudini viziate (es. mangiarsi le unghie) alcune parafunzioni come il bruxismo, disequilibri tra le forze muscolari di labbra, guance e lingua, assenza di adeguato equilibrio nella chiusura…
Insomma governare nel tempo queste cose è complesso e qualche piccolo assestamento dei denti nella vita delle persone è naturale, l’importante è non tornare alla situazione iniziale.
Per questo è necessario rivolgersi a persone competenti, magari specializzate in questa branche dell’odontoiatria.
La parte fondamentale per evitare spiacevoli sorprese nel tempo è la diagnosi iniziale e il piano di studio.
Prima di tutto è fondamentale un’attenta valutazione del paziente alla poltrona durante la visita.
Seconda cosa sono necessari degli esami radiografici per vedere sia la dentatura sia le strutture ossee. Esami radiografici che devono essere a basse dosi per pazienti spesso di giovane età.
Terza cosa servono studi della situazione di partenza come la cefalometria (la misurazione di alcuni punti sulla radiografia per valutare la forma delle strutture scheletriche, la direzione di crescita e l’inclinazione dei denti), oppure le scansioni digitali che permettono visioni differenti della bocca e sono utili con gli allineatori trasparenti oppure la simulazione tramite computer del possibile trattamento. Ovviamente il computer deve essere guidato dalla mente e dalle competenze del professionista!
Quarta cosa può essere necessaria la collaborazione con altri professionisti, primo fra tutti il logopedista, oppure con altri odontoiatri del team per approcci multidisciplinari se per completare il caso servissero gestione delle gengive, ricostruzioni estetiche, faccette..
Dopo aver analizzato tutti i fattori sarà possibile procedere al progetto del caso per sapere già in anticipo dove si vuole e si può arrivare.
A volte per poter avere una bocca realmente in equilibrio bisogna avere il coraggio di assumersi alcune responsabilità. Per esempio a volte, per fortuna sempre meno grazie alle nuove tecniche, si è costretti a estrarre alcuni denti permanenti. Questa cosa, come è normale che sia, crea disagio e preoccupazione nei genitori. Chi toglierebbe mai un dente sano al proprio figlio? A volte questi sacrifici servono per avere una bocca realmente stabile nel tempo, che permetta un adeguato equilibrio della muscolatura e una chiusura stabile nel tempo. I compromessi sono sempre un qualcosa che porta prima o poi a pagare pegno e in questi lavori, dopo trattamenti onerosi e lunghi, per mia esperienza, so che il pegno è sempre molto antipatico.
In Clinica Pellegrini diciamo sempre che vogliamo la scelta che nel tempo sia ancora quella giusta. Per questo è essenziale dedicare il giusto tempo alla diagnosi e allo studio del caso.
Spero che questo articolo ti sia stato utile e ti consigli di rivolgerti a un professionista esperto nel settore.
Direttore Sanitario Dr. Jacopo Pellegrini, iscrizione all’Albo dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Treviso nr.1133. Informazione sanitaria ai sensi delle leggi 248/2006 e 103/2023
(Autore: Dplay)
(Foto: Clinica Pellegrini)
(Articolo di proprietà di Dplay Srl)
#Qdpnews.it riproduzione riservata








