Nel weekend, al Rifugio San Bernardo in località Pianezze di Valdobbiadene, si è svolto uno degli appuntamenti della rassegna “Armonie – musica nel paesaggio, musica per il paesaggio”, con protagonista il maestro Paolo Tagliamento.
A fare da cornice al concerto non una tradizionale sala, ma il paesaggio delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene. Il verde, il vento e l’orizzonte delle colline hanno accompagnato le note del violino, trasformando l’esibizione in un incontro tra musica e natura.
A rendere ancora più particolare l’appuntamento è stato lo strumento utilizzato da Tagliamento: un violino costruito a Venezia nel 1740 dal liutaio Santo Serafino, uno dei protagonisti della grande tradizione liutaria veneziana.
Uno strumento che porta con sé quasi tre secoli di storia e che fu realizzato prendendo a modello il lavoro dei fratelli Antonio e Girolamo Amati di Cremona. A testimoniarlo è anche il cartiglio interno con la dicitura latina “Ad exemplar Antonii & Hieronymi Amati Cremonensium”, accanto all’etichetta originale di Serafino datata 1740.
Particolarmente ricercati anche i materiali utilizzati: la tavola armonica è composta da due pezzi di abete a vena stretta, mentre fondo, fasce e testa sono in acero, caratterizzato dalla particolare figurazione conosciuta come “occhio di pernice”.
Ed è proprio attraverso questo violino che a Pianezze hanno preso vita le musiche di Johann Sebastian Bach, con le celebri Sonate e Partite per violino solo, pagine tra le più complesse e affascinanti del repertorio violinistico.
Un’unica voce strumentale capace di moltiplicarsi, suggerendo più linee melodiche e armoniche. Una musica nata oltre tre secoli fa che, portata fuori dal teatro e immersa nel paesaggio, ha assunto un carattere ancora diverso.
Per Paolo Tagliamento, suonare in un luogo come Pianezze significa infatti confrontarsi con un ambiente che non resta semplicemente sullo sfondo, ma entra nell’esecuzione. Il violinista ha raccontato: “È emozionante suonare in un contesto così, all’aperto, con un paesaggio straordinario. L’acustica naturalmente è diversa rispetto a quella di una sala da concerto, ma è stata una bellissima esperienza”.


E anche gli elementi naturali diventano parte di ciò che il musicista percepisce mentre suona. Tagliamento ha spiegato: “Sentire il rumore del vento mentre si suona è molto ispirante. Sono sensazioni che normalmente in teatro non si possono avere. Guardare un albero, osservare ciò che ci circonda, può suggerire qualcosa proprio in quel momento. Sono esperienze che rimangono nella memoria, anche interiore”.
Una risposta positiva è arrivata anche dal pubblico, che ha seguito con attenzione l’esibizione. Il maestro ha sottolineato: “Il pubblico è stato molto attento, interessato e coinvolto. Gli applausi fanno piacere perché significano che qualcosa è arrivato, ed è questa la cosa più importante: la musica serve proprio a trasmettere qualcosa”.
A raccontare il significato più ampio della rassegna è stato anche Federico Della Puppa, sottolineando il rapporto tra musica, paesaggio e valorizzazione del territorio.
Della Puppa ha spiegato: “Siamo in un luogo incredibile, una terrazza con una vista sulle Colline patrimonio dell’umanità. È un concerto insolito all’interno di Armonie, una rassegna che continua a proporre musica nel paesaggio e musica per il paesaggio, per celebrare questo nostro meraviglioso patrimonio”.
È proprio questa la filosofia di Armonie: portare la musica fuori dai luoghi nei quali tradizionalmente viene ascoltata e farla dialogare con il territorio, trasformando paesaggi e scorci delle Colline del Prosecco in scenari naturali nei quali vivere l’esperienza artistica.
A Pianezze, per qualche ora, il Rifugio San Bernardo è diventato così una sala da concerto a cielo aperto.
(Autrice: Mihaela Condurache)
(Foto e video: Mihaela Condurache)
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