Avvistamento sul Monte Cesen: immortalata rara cicogna nera. L’esperto: “In Veneto non risultano coppie censite, evento sensazionale”

Un eccezionale avvistamento naturalistico sta catturando l’attenzione degli esperti e degli appassionati di fauna selvatica sul Monte Cesen, arricchendo il patrimonio di biodiversità del territorio locale.

Grazie alla grande passione e alla profonda conoscenza dell’ambiente montano di Alfio Geronazzo, ex forestale di Valdobbiadene stimato per il suo costante impegno nel monitoraggio ambientale, è stata documentata la presenza di una splendida cicogna nera, una specie decisamente rara la cui apparizione ha immediatamente attivato i circuiti ornitologici. Geronazzo è riuscito a catturare immagini nitide e ravvicinate dell’esemplare mentre si trovava nei pressi di una pozza d’acqua nella zona di malga Mariech.

La straordinaria portata scientifica di questo evento è stata confermata e approfondita da Paolo Vacilotto, responsabile del centro LIPU “Le Cicogne” di Silea, un punto di riferimento che solitamente si occupa della tutela della cicogna bianca ma che monitora con attenzione tutte le specie sul territorio. Vacillotto ha spiegato che la cicogna nera è una delle due sole specie di cicognidi che vivono in Italia e in Europa, sottolineando come nel Veneto non vi sia attualmente nemmeno una coppia nidificante censita.

L’aver visto questo individuo posato nel laghetto sul Cesen rappresenta quindi un fatto del tutto particolare e, secondo l’esperto, l’elemento davvero sensazionale risiede nel fatto che l’animale sia stato intercettato in una situazione di stanzialità e non durante un volo di puro passaggio. La cicogna si stava infatti alimentando, sfruttando con ogni probabilità la ricca presenza di rane e piccoli anfibi all’interno delle pozze d’alpeggio utilizzate come abbeveratoi.

A rendere l’evento ancora più significativo è la collocazione temporale dell’avvistamento, avvenuto tra la fine di maggio e l’inizio di giugno. Il responsabile della LIPU ha infatti precisato che, se l’osservazione fosse avvenuta nei mesi di marzo o aprile, si sarebbe trattato del normale transito dei pochissimi individui che passano in primavera per poi fare ritorno a fine estate, mentre un rilevamento in questo periodo dell’anno delinea uno scenario completamente diverso, che accende l’auspicio che questi splendidi volatili possano prima o poi fermarsi stabilmente per nidificare nelle nostre zone.

Dal punto di vista biologico, Vacilotto ha tenuto a evidenziare le profonde differenze tra le due specie, ricordando che mentre la cicogna bianca vive prevalentemente in pianura e tollera la vicinanza degli insediamenti umani, la cicogna nera possiede una biologia totalmente opposta, caratterizzata da una spiccata timidezza che la spinge a mantenersi distante dall’uomo. Essa necessita infatti di aree boschive integre per poter costruire i propri nidi e di pascoli aperti e ricchi di prede per nutrirsi, potendo contare anche sulle vicine aste fluviali come quella del Piave, un corridoio ecologico che per la capacità di volo di una cicogna dista appena cinque minuti dal Cesen.

Il territorio prealpino si conferma quindi un’area fortemente vocata a ospitare una futura colonizzazione da parte di questa specie, che a livello globale e locale sta vivendo un graduale e positivo momento di espansione del proprio areale. Proprio per favorire questo processo di ritorno, in un’epoca segnata dalla perdita di molti importanti uccelli, la LIPU ha annunciato l’intenzione di avviare un monitoraggio mirato e costante della zona nelle prossime settimane. L’obiettivo primario sarà fare tutto il possibile affinché l’esemplare non subisca alcun tipo di disturbo antropico, preservando la tranquillità necessaria a un eventuale insediamento.

(Autore: Francesco Bruni)
(Video:
Alfio Geronazzo)
(Articolo di proprietà di Dplay Srl)
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