Valdobbiadene, dibattito sulla mancata diffusione del numero dei positivi al Covid: “La vera sfida è la prevenzione”

Ci sono posizioni differenti tra i cittadini di Valdobbiadene rispetto alla decisione del Comune di non diffondere i dati sul numero dei positivi al Covid-19 in paese.

Alcuni valdobbiadenesi accusano la poca trasparenza rispetto agli altri comuni che invece hanno sempre informato i cittadini con aggiornamenti settimanali; per altri cittadini, la vera priorità è quella della prevenzione e questi dati sarebbero poco utili ai fini del contrasto alla diffusione del coronavirus.

La pubblicazione di dati di questo tipo, riferiti ad un’area limitata come quella di un singolo comune, può avere una dubbia valenza dal punto di vista statistico ed epidemiologico, offrendo una fotografia parziale della situazione sanitaria, anche in considerazione del numero dei tamponi realmente effettuati.

Inoltre, l’effetto della pubblicazione di dati di questo tipo potrebbe portare ad un inutile “caccia alle streghe” per capire quali siano le famiglie dei positivi all’interno della comunità interessata.

Infine – ma non è meno importante – la diffusione del numero dei contagi da Covid-19 in un piccolo paese può scatenare reazioni incontrollate nella popolazione chiamata a interpretare quanto riportato dalle autorità sanitarie o amministrative.

Le autorità sanitarie della Provincia di Treviso hanno sempre invitato gli amministratori pubblici ad essere cauti rispetto a questo argomento, nella consapevolezza che negli ospedali veneti, nonostante le difficoltà, la situazione sia sotto controllo.

“Pensiamo che ci siano delle precise motivazioni legate alla mancata diffusione dei dati dei positivi al Covid nel Comune di Valdobbiadene – ha affermato Simone Adami, capogruppo della Civica Endimione – In ogni caso, riteniamo che in questa fase non spetti a noi fare questo tipo di considerazioni”.

“Il nostro impegno – conclude Adami -, come abbiamo comunicato al sindaco, è quello di cercare in tutti i modi di diffondere l’importanza del rispetto delle regole (lavaggio delle mani, distanziamento sociale e utilizzo della mascherina) del lockdown soft e del lockdown severo. Siamo convinti che queste misure abbiano un effetto importante sul calo dei contagi e speriamo di uscire presto da questa maledetta situazione”.

“Riteniamo che non bisogna temere – aggiunge Anna Spinnato, capogruppo di Valdo d’Italia e d’Europa – La consapevolezza, anche rispetto ai numeri del contagio, accresce di solito la responsabilità dei cittadini. L’importante è che i numeri vengano forniti in modo adeguato. Il numero dei contagi va sempre rapportato al numero di abitanti, per non incorrere nell’errore, ad esempio, di confrontare i contagi di Veneto e Lombardia, senza tener conto che la Lombardia ha più o meno il doppio di abitanti del Veneto”.

“Ai responsabili della comunità il compito di spiegare ai cittadini la difficoltà del momento – conclude Spinnato -, il significato e la necessità dei provvedimenti restrittivi, in modo da accrescere la solidarietà e il rispetto reciproco”.

(Fonte: Andrea Berton © Qdpnews.it).
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