Alla Mostra del Cinema il “corto” della Polizia contro la violenza di genere. Pisani: “Ai figli un ruolo fondamentale”

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Il grande schermo non serve solo a raccontare storie di evasione, ma possiede la forza di squarciare il velo su realtà dolorose e spesso invisibili. In una cornice solitamente dominata dal glamour, l’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia ha scelto di ritagliare uno spazio di profonda riflessione civile. Oggi giovedì pomeriggio, i riflettori del Lido si sono accesi su uno dei temi più urgenti e drammatici della nostra quotidianità: la violenza di genere.

Il palcoscenico scelto è lo Spazio Incontri dell’Hotel Excelsior: nell’ambito del Venice Production Bridge, è stato presentato in anteprima assoluta il cortometraggio Al di sopra di ogni sospetto. L’evento ha visto la partecipazione in prima linea del Capo della Polizia – Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, il Prefetto Vittorio Pisani, a testimonianza di come la Polizia di Stato sia costantemente alla ricerca di nuovi strumenti, dal linguaggio cinematografico ai canali digitali, per raggiungere un pubblico sempre più ampio e trasversale nella lotta contro gli abusi.

Nel cortometraggio si vede un ragazzo che corre in commissariato per denunciare di aver picchiato la propria madre, facendosi carico delle violenze del padre – “al di sopra di ogni sospetto” – e trovando il coraggio di denunciare quanto accaduto tra le mura domestiche.

“Di violenza di genere, purtroppo, non possiamo parlare in termini di dati statistici – ha commentato il Prefetto Pisani – perché, anche se rimane solo un omicidio che viene commesso, è purtroppo un omicidio di una donna per futili motivi. Quindi è un fenomeno che dobbiamo continuare ad affrontare finché non ci sarà più nessun omicidio determinato soltanto dal genere”.

Pisani ha poi evidenziato un segnale importante che emerge dall’attività delle Forze dell’Ordine: “Sicuramente è aumentato il coraggio delle donne, lo rileviamo noi da un dato statistico, perché gli ammonimenti che i Questori fanno a seguito delle denunce presentate, sono cresciuti enormemente. Da 3.500 all’anno sono arrivati a quasi 8 mila: c’è sicuramente una forte presa di coraggio da parte delle donne e l’ammonimento ha un grande effetto deterrente e preventivo. Però, questo elevato numero ci conferma quanto, purtroppo, ancora oggi siano diffuse le situazioni di violenza che maturano all’interno della coppia”.

La scelta della Polizia è stata quella di voler individuare un nuovo soggetto che può contribuire al fine preventivo: il ragazzo, il figlio che vive dentro casa la tragedia dell’aggressività del padre nei confronti della madre. “Di fronte alla paura, alla mancanza di coraggio da parte della donna per motivi sentimentali, economici o per qualsiasi altro motivo, che ancora non ha la forza di varcare la soglia dell’ufficio di polizia, subentra il coraggio del bambino” aggiunge il Capo della Polizia.

Proprio per questo motivo, il cortometraggio avrà una forte valenza educativa: “La sua diffusione deve avvenire all’interno della scuola – ha concluso Pisani – perché il messaggio deve essere diretto ai ragazzi. Dire ai ragazzi: laddove mamma non ha il coraggio di denunciare, dovete prenderlo voi il coraggio di andare all’ufficio di polizia e far sì che si intervenga a tutela di vostra madre. Questo è il forte messaggio del cortometraggio: individuare il figlio, anch’egli vittima della violenza quotidiana all’interno delle mura domestiche, cercare di responsabilizzarlo e dargli la forza di prendere l’iniziativa laddove la mamma non ce l’ha”.

Diretto da Clemente De Muro e Davide Mardegan, il corto vanta un cast di prim’ordine che include Alessandro Preziosi, Barbora Bobulova, Salvatore D’Angeli, Lucio Patanè e Patrizia Iorio. A produrre l’opera è Ohana Production di Luca Bernabei, in stretta collaborazione con la Polizia di Stato e l’Associazione Giuridicamente Libera.

Il titolo del cortometraggio non è casuale. Al di sopra di ogni sospetto richiama infatti quell’illusione di intoccabilità e di rispettabilità dietro cui, troppo spesso, si celano le feroci dinamiche di controllo psicologico ed economico che caratterizzano la violenza domestica. La missione del progetto è chiara: sfruttare il forte impatto emotivo del cinema per rompere il muro di omertà, l’impunità e la terribile “normalizzazione” che ancora oggi circondano queste violenze, aiutando spettatrici e spettatori a riconoscere i primi segnali di un abuso, passo fondamentale per chiedere aiuto.

L’incontro che ha accompagnato la proiezione è stato moderato dalla giornalista e conduttrice Myrta Merlino, la quale ha guidato un panel d’eccezione. Accanto al Prefetto Pisani hanno preso la parola il produttore Luca Bernabei, il neuropsichiatra infantile Prof. Narciso Mostarda, il co-regista Clemente De Muro e l’attore Alessandro Preziosi. A suggellare l’importanza istituzionale e culturale dell’iniziativa è intervenuto, per un indirizzo di saluto, il Presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco. Presenti anche il Questore di Venezia Antonio Sbordone, il vicepresidente della Regione Veneto Lucas Pavanetto e molte autorità civili e militari.

(Autore: Simone Masetto)
(Foto e video: Qdpnews.it)
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