Dai “Luoghi dimenticati” alle curiosità locali. Raccogliendo sempre, grazie alla rubrica di Eventi Venetando, promossa dal Consorzio Pro Loco Quartier del Piave, fatti, avvenimenti o aspetti della vita riguardanti i singoli paesi della nostra zona un secolo fa.
Il tutto per merito anche del sapiente lavoro di recupero, riordino e stesura a cura del professor Enrico Dall’Anese. Proseguiamo il nostro format con Vidor.
Nel 2022 ricorreva il centenario dell’esecuzione della prima fase degli affreschi di Guido Cadorin nella chiesa parrocchiale di Vidor. In quegli anni (1921-1926) l’artista fu di casa a Vidor. Poco più che ventenne (era nato a Venezia nel 1892) è proprio qui che consolida la sua fama e merita pertanto qualche cenno per ricordarlo.
Il paese era uscito semidistrutto dalla guerra. Mentre si approntavano le prime baracche di fortuna col ritorno dei profughi, la comunità decise di mettere subito mano alla riparazione della sua artistica chiesa.
Restaurata alla meglio la struttura, si pensò subito alla sua decorazione. Perché si optò per il Cadorin?
L’artista era qui già abbastanza conosciuto. Nel 1920 aveva partecipato alla Mostra nazionale d’arte sacra a Venezia, con alcune tempere e bozzetti, per la decorazione musiva di chiese danneggiate dalla guerra, impegno che gli aveva procurato la commissione degli affreschi nella vicina parrocchiale di Col San Martino eseguiti con l’aiuto di Astolfo De Maria e Bortolo Sacchi.
Al 1921 data l’incontro con l’industriale della seta Arrigo Zadra, che lo incaricò appunto della decorazione della parrocchiale di Vidor alla quale prese parte anche Bortolo Sacchi: la Resurrezione ed Ascensione di Cristo nel soffitto, La Sacra Famiglia, l’Adorazione dei Magi e la Crocifissione nella cappella maggiore; il Padre Eterno nell’abside. Poco dopo fu raggiunto anche da suo padre Vincenzo, intagliatore ed ebanista, che compose nel 1924 nell’altare del Carmine il gruppo scultoreo della Madonna del Carmine, di San Simone Stok e Santa Teresa.
In quegli stessi anni, nel 1923, Guido Cadorin ricevette la commissione per la decorazione di villa Zadra, nella quale scelse come aiuto il pittore-decoratore Giovanni Zanzotto, padre del grande poeta Andrea di Pieve del quale si sta celebrando il centenario della nascita. Gli affreschi e “sgraffiti” di Villa Zadra, secondo il critico De Guttry, costituiscono una fantasmagorica decorazione che prende l’avvio dagli affreschi veronesiani per mescolarsi alle più accattivanti soluzioni secessioniste; il tutto però controllato da una geometrica griglia distributiva.
Per tale opera venne menzionato nell’enciclopedia Treccani.
Ma l’attività del Cadorin a Vidor non finì qui.
Nella chiesa-monumento ai caduti, inaugurata nel 1925, realizzò una pala raffigurante la Deposizione e i tre Santi Rocco, Sebastiano e Stefano. Fu trafugata nel 1986 e sostituita con una pala di Alfonso De Sordo (martirio di San Sebastiano).
Morì a Venezia nel 1976.
(Autore: Venetando)
(Foto: Eventi Venetando)
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