Il nuovo progetto di Michele Pastrello è dedicato al Piave: “Può sembrare una landa di un mondo parallelo”

In questo Natale dai tratti completamenti differenti si inserisce anche “Andromeda”, il surreale videoclip natalizio che ha per scenario il Piave.

L’opera è nata dalla mente geniale di Michele Pastrello (in foto), regista e musicista trevigiano che, nel corso degli anni, ha segnato un percorso artistico ben preciso, quello cioè di raccontare l’animo umano, le sue precarietà, la sua condizione, le sue fragilità, speranze e fantasticherie.

Quest’anno il regista veneto ha esordito anche come musicista, componendo e realizzando un album musicale dal titolo “L’anima fa rumore”, del quale per molte canzoni ha realizzato un videoclip d’autore.

L’ultimo di questi video è stato reso pubblico la notte di Natale ed è un surreale fantasy natalizio, ambientato tutto tra Vidor e Moriago della Battaglia, lungo il Piave, fiume selvaggio, amato ma anche bistrattato e poco tutelato.

“Andromeda nasce di notte, dopo aver sentito un bellissimo free-loop di chitarra di un musicista belga – racconta Pastrello -. Da lì la scelta di integrarlo in un pezzo musicale da me composto, che volevo fosse uno dei più eterei dell’album. Il video invece è stato concepito dopo, desideravo fosse qualcosa a metà tra il fantasy e la favola adulta e che avesse un richiamo al Natale”.

“Una nota scrittrice disse “il vero messaggio del Natale è che noi tutti non siamo mai soli”  – prosegue –  e Andromeda, in qualche forma, racconta questo, pur se calato in un contesto narrativo onirico e surreale, quanto al contempo malinconico. L’alveo del Piave nel Quartier del Piave e la natura circostante, se filmati nel modo giusto, possono sembrare lande di un mondo parallelo, soprattutto con i colori naturali dell’inverno. Era lo scenario che mi serviva per realizzare questa mia creazione”.

L’anima fa rumore è il suo esordio musicale, nonostante Michele debba molto alla musica, fin dalla più tenera età: a 13 anni già suonava il piano e amava inventare melodie.

Per molti anni la musica è stato affare privato, poi l’incontro con Piero Lorenzetto, produttore e mixerista del disco, è capitato nel momento in cui sentiva di voler esplorare questa passione: è uscito così un disco di 15 tracce, tra electroclash e la musica cosmica.

Stretto rimane però il legame con il territorio trevigiano e bellunese: dal Quartier del Piave alle cime di Valdobbiadene, da Feltre a Vittorio Veneto fino al Montello.

“Sono un regista con un gusto del racconto cosmopolita, eppure sono al contempo molto local – conclude Pastrello -, fare l’artista non è per nulla semplice, fare video è oneroso e i compromessi in termini di costi per la produzione sei forzato a farli. Questo compromesso però mi ha portato a conoscere il Veneto, la mia terra, meglio e ad esplorarlo, per far sì di avere come scenografa Madre Natura.

“Tutto il mio cinema utilizza l’ambiente naturale non solo come sfondo, ma latentemente spesso come soggetto nascosto del racconto – conclude Pastrello -. Il Veneto è un territorio che offre molto se si ha il coraggio di slegarsi dalle stereotipate e più note cartoline per cui siamo conosciuti al mondo”.

(Fonte: Ylenia Bigolin © Qdpnews.it).
(Foto: per concessione di Michele Pastrello).
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