Siamo qui oggi con Nicola Zandò, il candidato sindaco della lista Obiettivo Comune per le prossime elezioni comunali a Vidor. Da dove nasce questo progetto?
Il progetto nasce da un confronto tra un gruppo di persone che, incontrandosi e riflettendo insieme sul futuro del nostro comune, ha maturato la volontà di mettersi in gioco. Durante questi incontri è emersa la necessità di lavorare su progetti a lungo termine, invece di concentrarsi su singole problematiche puntuali.
Un comune che si limita all’ordinaria amministrazione tende a funzionare “nel presente”, occupandosi soprattutto di gestire i problemi quotidiani senza costruire una visione per il futuro, con il rischio di produrre effetti negativi, tra cui:
– difficoltà a partecipare a bandi pubblici e ad intercettare finanziamenti;
– realizzazione di interventi frammentati e poco coordinati, utili nel momento ma incapaci di costruire un cambiamento duraturo.
Così abbiamo deciso di incontrarci periodicamente con l’obiettivo di costruire un programma che tenesse in considerazione queste esigenze e, contestualmente, in maniera molto naturale abbiamo raccolto attorno a questo primo gruppo altre persone che sentivano, come noi, la necessità di avere le idee al centro di un programma. La lista è stata completata proprio per questo motivo e solo dopo gli stessi membri della lista hanno scelto il proprio candidato sindaco. Una modalità che sottolinea come per noi le idee e il gruppo sono centrali nel nostro progetto. Tanto che ciascun membro della nostra lista si è preso l’incarico di portare avanti personalmente una voce, o parte di esse, del nostro programma.
Effettivamente è una modalità inusuale, ma dà il senso del progetto al centro del lavoro. Ma cosa intende quando parla di soluzioni puntuali?
Vede, noi siamo convinti che una giunta comunale non debba lavorare esclusivamente per l’arco temporale dei 5 anni dell’amministrazione, ma debba avere una visione a lungo termine, capace di dare continuità ai progetti e alla crescita del territorio. Ancor più se si parla di un piccolo comune come Vidor.
Dobbiamo lavorare sì sui progetti immediati, ma soprattutto su quelli di lungo periodo, anche quando sappiamo che, probabilmente, non saremo noi a portarli a termine. Perché amministrare bene significa avere la responsabilità di dare risposte oggi, ma anche il coraggio di costruire il futuro del nostro comune.
Dobbiamo inoltre collaborare in modo concreto e strutturato con i comuni limitrofi, per sviluppare progettualità condivise, migliorare i servizi e valorizzare il territorio nel suo insieme, superando i confini amministrativi quando necessario per il bene della comunità.
Per comodità, e solo come esempio, guardiamo le piste ciclabili. Nel caso di traffico intenso, ha certamente senso mettere in sicurezza un tratto di strada per facilitarne l’utilizzo e tenere in sicurezza gli abitanti, ma se oltre le poche centinaia di metri di ciclabile poi i cittadini si trovano in bicicletta su altre strade trafficate non si è risolto un problema e quello che doveva essere un investimento è solo un costo. Non ha forse più senso progettare un piano di viabilità ciclabile che prenda in considerazione l’intero comune e che si integri in modo coordinato con i comuni limitrofi? Un progetto di questo tipo permetterebbe di migliorare la qualità della vita dei cittadini, aumentando la sicurezza delle nostre strade e offrendo una visione del nostro territorio più moderna, anche in chiave turistica.
Il linguaggio che utilizzate non è solito in ambito politico. Quale è l’obiettivo che vi ponete per queste elezioni?
Vorremmo che i cittadini, al momento del voto, si concentrassero non solo sui programmi, sui contenuti, sulla concretezza e fattibilità delle idee, ma anche sulle persone che compongono il nostro gruppo e sul nuovo modo di lavorare che intendiamo portare nell’amministrazione comunale.
Siamo una squadra fatta di competenze diverse, esperienze eterogenee e punti di vista differenti, che consideriamo valori fondamentali per permettere di affrontare i problemi con maggiore equilibrio, concretezza e capacità di ascolto.
Persone diverse ma con un Obiettivo Comune, il bene della nostra comunità.
(Autore: Dplay)
(Foto: Obiettivo Comune)
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