Pubblico incantato per il concerto di Iacampo all’abbazia di Vidor. L’artista: “Riconquistiamo la normalità”


“Riconquistiamo la nostra normalità”: queste le parole dell’artista Marco Iacampo che ieri sera, domenica 21 giugno 2020, ha incantato le persone che hanno assistito al suo concerto nell’incantevole scenario dell’abbazia di Santa Bona a Vidor in occasione del Festival delle Abbazie.

Lo spettacolo proposto, ideato dallo stesso Iacampo, ha incontrato il gradimento degli spettatori che hanno apprezzato molto la location che regala uno sguardo privilegiato sul fiume Piave.

Già dal mattino, inoltre, si sono tenute delle visite guidate all’abbazia di Santa Bona che solo in occasioni particolari viene aperta al pubblico per conoscere i segreti di un luogo che conserva delle importanti memorie storiche.

Come racconta la storica Maurizia Manto nel suo libro “L’Abbazia benedettina di Santa Bona in Vidor. Una storia millenaria”, “l’abbazia rappresenta per Vidor e per l’intero Quartier del Piave un luogo significativo perché impregnato di storia. Ancora oggi la sua immagine sotto la collina col profilo del campanile e della chiesa conserva e riflette quel fascino particolare, quasi un messaggio rimasto intatto nel tempo, dell’impronta benedettina”.

“Il giorno 8 agosto 1106 – si legge nel libro – Giovanni Gravone, signore di Vidor, donava a Geronimo, abate di Pomposa, la cappella di Santa Bona situata a “Vidore” sopra il fiume Piave, il porto sul fiume Piave, 30 masserizie e l’intero monte Zimilione o Zimione. Alla donazione partecipavano, oltre a Giovanni Gravone e a Walfardo suo figlio, Wazilino figlio di Giovanni il Maggiore che rappresentava suo padre (assente forse perché già deceduto), Giovanni Maliacera e altri undici nobili locali”.

“Si trattava certamente di una donazione particolare – continua – per la consistenza e l’estensione dei beni donati, segno non solo dell’importanza del progetto ma anche del prestigio e della ricchezza della famiglia nobiliare. La cappella, originariamente dedicata a Santa Maria e successivamente a Santa Bona, era già edificata ed era situata in un posto sopra il fiume Piave”.

Questo è solo l’inizio di una storia incredibile che merita di essere approfondita anche grazie ad eventi come il Festival delle Abbazie che ha come obbiettivo quello di accendere i riflettori su questi straordinari tesori della storia e dell’arte della Marca Trevigiana.

Presenti al concerto dell’artista Marco Iacampo, oltre alla storica Maurizia Manto, anche il sindaco di Vidor, Albino Cordiali e l’assessore alla cultura Nicola Zandò.

Iacampo, nato a Mestre nel 1976, fin da giovanissimo si è appassionato alla musica e al canto. Dopo aver studiato i fondamentali di pianoforte, approfondito la chitarra moderna e mosso le prime esperienze con una cover band, si è esibito in numerosi concerti con diverse formazioni, partecipando a manifestazioni locali.

È stato il primo italiano ad essere ospitato nella trentennale trasmissione “Zund Funk” della radio Nazionale Bavarese, tenendo 45 minuti di concerto. Nei suoi brani ha spesso affrontato il tema dell’acqua.

Ieri sera ha raccontato che durante il lockdown si è avvicinato ai fondamenti del Tai Chi, l’arte marziale che porta a muoversi come se si “nuotasse sulla terra”.

Lo spettacolo si è svolto nel rispetto delle regole necessarie per il contrasto al Coronavirus, mantenendo le distanze di sicurezza e igienizzando le mani prima di accedere all’area del concerto.

Ieri si è avvertito un grande bisogno di normalità che è stata riconquistata con gioia dal pubblico presente, rapito dalla bellezza dei luoghi e dal potere della musica.

 

(Fonte: Andrea Berton © Qdpnews.it).
(Foto e Video: Qdpnews.it © riproduzione riservata).
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