A piedi da Vittorio Veneto a Venezia. “Una scommessa con me stesso” racconta il 18enne Matteo Artuso. L’idea nata durante il lockdown

La pioggia caduta a tratti leggera, in altri momenti davvero intesa, l’ha inevitabilmente scoraggiato ma lui la sfida con se stesso l’ha voluta portare a termine. E vincerla.

Il 18enne Matteo Artuso è andato da Vittorio Veneto a Venezia a piedi. Un percorso lungo 82 chilometri, più un’altra decina per percorrere in lungo e in largo Venezia, che ha compiuto in solitaria e seguendo un tracciato studiato durante l’ultimo lockdown.

“Sono un grande appassionato di Venezia, della città e della sua storia – racconta Matteo che ha concluso la quarta informatica all’Itis “Città della Vittoria” di Vittorio Veneto – A questo si aggiunge una passione per la camminata che coltivo da un anno, ma che al massimo mi ha visto cimentarmi su distanze di una trentina di chilometri. Da un po’ di tempo mi dicevo che avrei dovuto arrivare a piedi a Venezia. E, a inizio anno, mentre eravamo a casa da scuola causa lockdown, ho iniziato un po’ per gioco a disegnare il percorso. Ne ho parlato con i miei amici e anche con il mio professore di educazione fisica, il prof. Francesco Cirillo, che è un gran camminatore. E lui mi ha spronato e convinto a compiere questa camminata”.

Partito da Costa di Vittorio Veneto alle 5.30 di domenica 4 luglio, nonostante l’allerta meteo gialla di quel giorno, il 18enne dopo aver trascorso la notte a Preganziol è arrivato a Venezia alle 13.30 di lunedì.

“Il primo giorno ho percorso 56 chilometri – racconta Matteo – Fino a quando non sono uscito da Conegliano il tempo non passava, un primo periodo di crisi poi superato. I tratti con la pioggia sono stati sconfortevoli, in particolare ricordo il diluvio in località Madonnetta ad Arcade”.

Percorrendo strade secondarie parallele alla Pontebbana, Matteo è arrivato a Treviso, quindi ha seguito il Terraglio ed ha preso la ciclabile San Trovaso-Preganziol. Ancora altre ciclabili e strade secondarie fino a Mestre e la ciclabile che costeggia il Ponte della Libertà che conduce a Venezia.

Non sono mancati gli imprevisti legati a qualche strada imboccata erratamente che ha allungato di un po’ il tracciato: “Arrivato a Venezia – ricorda –, quella mattina si potevano vedere il Pizzoc e il Visentin, le montagne che sovrastano la mia città, il luogo da cui ero partito”.

Per percorrere Vittorio Veneto-Venezia non sono mancati negli ultimi mesi gli allenamenti con camminate quotidiane in zona. “Questa era la prima volta che mi cimentavo in una simile distanza, complessivamente ho fatto 96 chilometri. È stata una scommessa con me stesso che ho vinto, anche se ho riportato una piccola infiammazione al tendine d’Achille. Prossimi progetti? Mi piacerebbe fare la Via Flavia da Aquileia a Muggia oppure la Via degli Dei, 120 chilometri da Bologna a Firenze. Mi piacciono molto le città d’arte e questa potrebbe essere l’occasione anche per visitarle”.

(Foto: Matteo Artuso).
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