“Albino Luciani è vivo e presente tra noi”: inaugurata la mostra fotografica dedicata a papa Giovanni Paolo I. In piazza Flaminio la sua storica Lancia Flavia

Oltre 150 scatti fotografici, diversi video e un documentario ripercorrono la storia del neobeato, cittadino onorario di Vittorio Veneto: taglio del nastro nella mattinata di oggi, sabato 26 novembre, per la mostra a Palazzo Todesco dedicata ad Albino Luciani. La città vittoriese, assieme a Diocesi, enti ed istituzioni locali ha voluto rendere omaggio al suo ex vescovo – poi pontefice e patriarca -, salito agli onori degli altari il 4 settembre scorso.

L’inaugurazione ha preso il via al Teatro Lorenzo Da Ponte con gli interventi dei vari soggetti promotori, coordinati dall’assessore vittoriese alla cultura Antonella Uliana: “Si tratta di una mostra emozionante – ha detto -, frutto di un lungo, appassionato e meticoloso lavoro di recupero e studio dei documenti e di ricerca e restauro digitale del materiale fotografico”.

“L’esposizione – ha proseguito – si percorre seguendo il sorriso di Luciani e la nostra memoria, perché può essere che, tra i tanti volti che circondano Luciani, ci capiti di riconoscere l’immagine di persone che fanno o hanno fatto parte della nostra vita”.

Presenti anche il sindaco di Canale d’Agordo Flavio Colcergnan con l’assessore alla cultura Marilisa Luchetta, alcuni nipoti di Luciani e i rappresentanti di realtà legate al pensiero e all’opera del neo beato come La Nostra Famiglia e l’Azione Cattolica diocesana di Vittorio Veneto.

Collegato da Roma il cardinale pievigino Beniamino Stella, postulatore della causa di beatificazione: “Con questo evento e con le varie iniziative di questi mesi, papa Giovanni Paolo I è tornato vivo e presente tra noi: con la sua umiltà e discrezione, con il suo passo rapido e spedito, con il suo volto sereno e sorridente, con il profilo di pastore autentico e convincente – ha affermato il porporato -. È stato un uomo e un sacerdote senza pieghe e senza ombre, che si è fatto e si fa voler bene, e per questo oggi noi lo invochiamo come modello da seguire e come segno luminoso per la Chiesa”.

Gli ha fatto eco, in collegamento da Milano, Andrea Tornielli, direttore editoriale del Dicastero per la comunicazione della Santa Sede, che ha sottolineato come “la mostra e il documentario ci aiutino a (ri)scoprire la figura di Luciani e a trarre degli spunti per le nostre vite, facendo riferimento alla sua umiltà, al suo stile di ironia e al valore supremo dell’unità nella Chiesa”.

Presente in sala, è intervenuto il vescovo di Vittorio Veneto monsignor Corrado Pizziolo, che ha evidenziato come Giovanni Paolo I sia stato “un uomo riconosciuto dalla comunità vittoriese, che lo insignì anche della cittadinanza onoraria” e abbia costituito “il fulcro di una fruttuosa collaborazione tra l’Amministrazione e la Diocesi, a testimonianza di come Luciani abbia trasmesso degli importanti valori anche alla società civile”.

Il sindaco Antonio Miatto ha ricordato come “Vittorio Veneto abbia potuto godere per oltre dieci anni della presenza di Luciani, che ha lasciato il segno nel cuore di chi lo ha conosciuto e ha fatto esperienza di tutti i doni che aveva. È stato un dovere categorico come Amministrazione ricordarne la figura in occasione della sua beatificazione”.

Il responsabile del progetto don Andrea Dal Cin ha messo in luce lo spirito di “servizio” che ha animato l’intero lavoro, portato avanti con “costanza, pazienza e tenacia”. L’intera iniziativa è stata realizzata grazie al contributo di Banca Prealpi SanBiagio, rappresentata dal suo vicepresidente Flavio Salvador, che ha posto in evidenza lo spirito di servizio e di bene per la società e la comunità incarnati da Luciani.

La mostra, visitabile fino al 26 febbraio 2023, si è concretizzata con la collaborazione del Musal – Museo Albino Luciani di Canale d’Agordo: nel suo intervento, il direttore Loris Serafini ha fatto memoria dell’attualità del suo messaggio e dei suoi valori, testimoniati fino all’ultimo istante di vita.

I partecipanti si sono poi spostati al vicino Palazzo Todesco per il taglio del nastro, e hanno potuto visitare e apprezzare le varie sale dedicate alla mostra che hanno ripercorso la vita e la storia di Luciani, a partire dall’infanzia: a suscitare particolare interesse sicuramente le immagini del periodo vittoriese, davanti alle quali gli astanti hanno sostato alla ricerca di un qualche conoscente ritratto in foto assieme all’allora vescovo. Le testimonianze, tratte dall’archivio diocesano, dal Musal e da collezioni private, ritraggono Luciani anche da patriarca, al momento dell’elezione pontificale e nei pochi ma importanti momenti del suo magistero come successore di Pietro, a capo della Chiesa universale.

Una novità curiosa: davanti al palazzo, in piazza Flaminio, è stata posta temporaneamente la vettura appartenuta a Luciani da vescovo di Vittorio Veneto, una Lancia Flavia 1800 targata TV100966.

(Foto: Qdpnews.it © riproduzione riservata).
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