Bocciata la mozione del Pd per nuove risorse da destinare a famiglie in difficoltà per il caro bollette. Miatto: “Introiti ancora incerti, non ci sentiamo ad oggi di farlo”

Un consiglio comunale di Vittorio Veneto che ha lasciato l’amaro in bocca ad alcuni quello di mercoledì 14 dicembre. La seduta si è aperta, dopo le comunicazioni del sindaco Antonio Miatto, con una mozione di estrema attualità a firma dei consiglieri del Partito Democratico Giulio De Antoni, Barbara De Nardi, Marco Dus e Roberto Tonon: obiettivo, individuare nel bilancio delle risorse da stanziare a favore delle famiglie con reddito basso, da distribuire tramite un bando.

“È evidente a tutti la situazione generalizzata di difficoltà di famiglie ed imprese nel contesto di oggi – si legge nella mozione -. Gli interventi da parte del Governo sono insufficienti e a volte negativi. Il Comune non può svolgere altrove lo sguardo. La nostra proposta è che il Consiglio comunale deliberi di impegnare sindaco e Giunta a prevedere debite variazioni degli strumenti del bilancio del Comune, per consentire entro il 15 gennaio 2023 l’adozione di una delibera di Giunta che fissi le modalità e criteri di accesso a contributi straordinari per il sostegno alle difficoltà connesse al caro bollette”.

I consiglieri hanno quindi chiesto dei sostegni concreti compresi tra 100 e 250 euro per ciascun nucleo familiare con reddito a fini Isee inferiore a 20 mila euro. La modalità di accesso sarebbe tramite un bando pubblico con criteri di distribuzione degli importi per scaglioni progressivamente più alti al calare del reddito ai fini Isee di riferimento. Inoltre la mozione chiedeva al sindaco di riferire eventuali progressi del bando in Consiglio comunale.

“Chiediamo che l’amministrazione si attivi come altre, in tutta Italia, hanno già fatto – ha detto De Nardi – affinché le famiglie possano avere un minimo di aiuto in questa situazione sempre più pesante e prolungata nel tempo”.

Ad essere assolutamente d’accordo il gruppo consigliare di Rinascita Civica: “Ritengo sia doveroso procedere in questo modo – ha dichiarato Mirella Balliana -. È necessario intervenire dopo aver studiato le necessità, con precisione, dei cittadini”.

Ad inquadrare le situazione del Comune è intervenuto il sindaco Antonio Miatto con, a supporto, una nota scritta dall’assessore Antonella Caldart, assente dalla sala consiliare: “L’argomento è estremamente serio e importante – ha dichiarato il primo cittadino -. Tutti ci rendiamo conto delle difficoltà che investono due aspetti principali: il sociale e l’economico. Il termometro che noi abbiamo è abbastanza efficace ed efficiente, ma naturalmente non si può arrivare ovunque. Già la nostra amministrazione sul tema proposto lavora ed è impegnata. Ad oggi abbiamo erogato quasi 392 mila euro e sono 238 le famiglie assistite”.

Caldart ha messo in evidenza il lavoro degli Uffici dei servizi sociali: “La situazione è monitorata attraverso gli accessi ai Servizi comunali. Sono richieste che arrivano allo sportello famiglia o casa e trovano riscontro anche grazie al lavoro delle associazioni che quotidianamente operano nel nostro territorio. Sostenere va sempre bene, basta che i fondi pubblici siano destinati proficuamente a bisogni reali e dimostrabili. L’Isee infatti non indica un reale bisogno, bisogna basarci su altro come il ‘fondo famiglie’”.

“Abbiamo intenzione di integrare il più possibile queste cifre – conclude Miatto – ma non abbiamo un metro ancora di misura se andiamo a variare il limite Isee attualmente valutato a 15 mila euro. Sono circa più di 2 mila le famiglie con Isee sotto i 20 mila euro, quindi comporterebbe una spesa dai 300 ai 500 mila euro. Un apporto di altri 200 euro non porta ad un radicale cambiamento della situazione. Prevedere oggi un intervento di fronte ad introiti ancora incerti aiutando con qualcosa di minimo non cambia di molto la situazione delle famiglie. Non ci sentiamo quindi ad oggi di farlo, augurandoci di poterlo fare successivamente”.

“In periodo Covid abbiamo speso di più di quello che ci è stato dato con i finanziamenti dello Stato – aggiunge il vicesindaco con delega al bilancio Gianluca Posocco -. Per le attività produttive abbiamo speso quasi un milione di euro, e 170 mila euro per le associazioni. La gestione è stata oculata e 300 mila euro sono stati versati da fondi nostri. Possiamo tagliare qualcosa, risparmiare per ottenere più fondi da dare alle famiglie perché è importante, ma dobbiamo mettere in conto che i costi dell’energia sono triplicati”.

Dalla parte della Giunta il consigliere di maggioranza Gianni Varaschin: “Vogliamo aiutare le famiglie in difficoltà ma non sappiamo ancora i contributi che arriveranno dallo Stato e dobbiamo fare i conti con le possibilità del nostro Comune”. A concordare, il gruppo Lega Liga Veneta: “Non sappiamo quale sarà il nostro futuro economico – ha dichiarato Alberto Pagotto – e abbiamo piena fiducia nei Servizi sociali che non ci hanno chiesto ad oggi ulteriori fondi”.

Dopo il dibattito, la mozione è stata bocciata con 9 voti contrari e 5 favorevoli.

(Foto: archivio Qdpnews.it).
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