Avrebbe picchiato i familiari per oltre un anno (dall’agosto 2022 a fine di ottobre 2023) minacciandoli di morte e danneggiando tutto quello che è presente in casa. A fare da “padre – padrone”, soprattutto dopo la morte del papà, un 24enne di origini senegalesi che in casa avrebbe instaurato un vero clima di terrore a cui ha sottoposto la mamma e i sei giovani fratelli, quattro dei quali minorenni.
Il 24enne, secondo le indagini, pretendeva di essere mantenuto e trattato come un re facendosi servire e addirittura lavare dai fratelli. Il clima di terrore – oltre che da frasi minacciose come “guardatevi bene perché avete davanti un serial killer” pronunciata brandendo una catena, sarebbe stato fomentato anche dalla rottura di alcune finestre gettando fuori casa alcuni elettrodomestici, tra cui anche una televisione.
All’esito di indagini dei Carabinieri della Compagnia di Vittorio Veneto, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Treviso, il Giudice per le indagini preliminari ha emesso un’ordinanza di applicazione della misura della custodia cautelare in carcere nei confronti del giovane ritenuto gravemente indiziato, con recidiva reiterata, di maltrattamenti contro familiari, lesioni personali e minacce.
Al giovane vengono contestate numerose vessazioni fisiche e psicologiche, con un’offensività crescente nei confronti dei familiari. Numerosi gli interventi da parte dei Carabinieri, attività che assieme alla presenza di referti medici, denunce e dichiarazioni presentate nel corso del tempo dalla famiglia sono costate ben tre arresti al 24enne.
Il quadro descritto dagli inquirenti è quello di continue aggressioni fisiche e verbali, anche gratuite, di minacce, di ripetuti danneggiamenti di arredi, di esplosioni d’ira da parte dell’indagato, a conferma della personalità violenta, irascibile e aggressiva e all’assenza di autocontrollo del giovane, anche a causa di stati di alterazione psicofisica verosimilmente indotti dall’abuso di sostanze stupefacenti.
La misura cautelare è stata notificata all’indagato nella Casa Circondariale di Santa Bona, dove si trovava già detenuto.
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