Commercianti tra saldi “stanchi” e resilienza: “I negozi chiave dello sviluppo armonico delle città”

Beatrice Paludetti

La primavera è in arrivo e le vetrine allestite sono promessa di futuro per i piccoli e medi commercianti di moda della provincia di Treviso. Sono iniziati i weekend che conducono alla primavera e poi alla Pasqua, periodo dei “tradizionali acquisti di primavera”, agevolati, in molti casi, dalle passeggiate, dagli eventi, mostre e manifestazioni che animano le città della Marca.

“Il bilancio dei saldi invernali nella nostra provincia – spiega la vittoriese Beatrice Paludetti, presidente di Federmoda-Confcommercio – riflette l’andamento nazionale. Per il 47% l’andamento è stato stabile rispetto all’anno precedente, per il 25% c’è stata una contenuta crescita (soprattutto per l’abbigliamento femminile), per il 28% c’è stato un calo. Sicuramente – prosegue la Paludetti – l’autunno inverno è stato molto impegnativo e i saldi hanno avuto una forte variabilità. Dopo una fiammata iniziale, si sono sfilacciati nel mese di febbraio per concludersi con varie formule di “fuori tutto””.

Le cause sono varie, secondo l’analisi della presidente: “Pesantezza dei magazzini, saturazione dell’offerta, proliferazione delle promozioni, bassa propensione al consumo e infine un calendario “stanco” che richiede scelte precise e più coraggiose. O lo slittamento dell’inizio a febbraio o la tanto discussa liberalizzazione, sono i due temi urgenti per la categoria”.

Conforta – secondo Paludetti – la “resilienza adattiva del retail trevigiano, pur in un contesto critico in cui noi commercianti soffriamo per la contrazione dei margini e per l’affaticamento finanziario, ed i saldi sembrano perdere peculiarità”.

Una resilienza che appare compresa anche dai consumatori, visto secondo varie fonti nazionali che 4 su 5 ritengono che i negozi di prossimità alimentino l’economia locale, innervino le comunità e rendano più vivibili i centri urbani.

“Credo – conclude la presidente Paludetti – che esista una buona consapevolezza collettiva del valore intrinseco del commercio indipendente. Per questo motivo occorre ripensare seriamente al rilancio del settore, coinvolgendo tutti gli interlocutori e le Pubbliche Amministrazioni, introducendo a breve e medio termine misure di incentivazione per i negozi dei centri storici o delle zone urbane a rischio degrado. La nostra non è una battaglia nostalgica che rivendica un “tempo che fu”, ma una ferma volontà di sostenere uno sviluppo territoriale armonico costruito attorno ad una qualità della vita che poggia su relazioni propulsive coi cittadini – clienti, a città vive animate da vetrine che nascono dalla cultura e dalla creatività. Perché la moda non è solo bellezza, ma anche libertà e qualità sociale e per questo merita di essere difesa e promossa”.

(Autore: Redazione di Qdpnews.it)
(Foto: Confcommercio Treviso)
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