Costa cara l’acqua della piscina comunale: la bolletta annua da 18mila a 74mila euro in cinque anni. Miatto: “Spalmiamo la spesa con tutti i comuni”

Bollette negli anni sempre più care per l’acqua utilizzata dai comuni nelle piscine comunali. E da qui la proposta, lanciata dal sindaco di Vittorio Veneto Antonio Miatto, di spalmare i costi dell’acqua delle piscine comunali del territorio, di cui ne beneficiano non solo i cittadini del comune in cui si trova la piscina, tra tutti i comuni consorziati con Piave Servizi, la società del servizio idrico.

In cinque anni la bolletta idrica pagata dal comune di Vittorio Veneto per la piscina comunale di piazzale Moro è più che quadruplicata.

“Se nel 2014 per 34mila metri cubi di acqua il comune spendeva 18mila euro, nel 2019 – spiega l’assessore Bruno Fasan – per 38mila metri cubi il comune ha speso 74mila euro. Oltre all’aumento del canone dell’acqua, è venuto a mancare lo sconto che veniva fatto per i servizi sociali. Ho calcolato che dal 2001 il comune ha versato nelle casse di Piave Servizi per la sola piscina quasi 900mila euro”.

“E’ vero che ci sono delle tariffe dell’acqua che vanno applicate obbligatoriamente. Ho già contattato diversi sindacio di comuni che hanno piscine e tutti stanno soffrendo di questi costi elevati – evidenzia il sindaco Antonio Miatto -. Ho imbastito con loro un certo tipo di ragionamento: ci sono dei comuni che subiscono dei costi perché hanno la piscina che è fruita da tutti i comuni del circondario“.

“Dovrebbe esserci un altro sistema: mettere quei 2 centesimi in più sull’acqua di tutti, perché tutti fruiscono degli impianti di alcuni comuni. Già i nostri comuni sono caricati di spese per le scuole che poi sono fruite da altri comuni. Anche la voce piscine è una cosa che facciamo per altri. Varrebbe la pena spalmare la spesa con tutti con notevoli riduzioni per chi ha la fortuna, o la sfortuna, di avere l’impianto”.

(Foto: archivio Qdpnews.it).
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