“Dov’è il dramma nell’anticipare le messe di mezzanotte? Tante parrocchie già lo fanno”. Don Alessio Magoga (nella foto), direttore del settimanale diocesano L’Azione, prende posizione su uno dei temi più discussi in vista dei prossimi provvedimenti del Governo che dovranno coniugare festività di fine anno e restrizioni per il contenimento del Covid.
In una lunga riflessione, don Magoga ricorda la recente uscita (“non tra le più felici” sostiene) del ministro Francesco Boccia, secondo il quale “fare nascere Gesù Bambino qualche ora prima non è un’eresia”.
Frase che ha innescato numerose polemiche e che riguarda l’opportunità di celebrare, in tempo di pandemia e coprifuoco, la tradizionale santa messa alla mezzanotte tra il 24 e il 25 dicembre.
“Il ministro ha espresso una preoccupazione legittima – scrive il direttore de L’Azione – quella di fare rispettare il coprifuoco (per le 22), ipotizzando un’alternativa per la celebrazione della messa di Natale (anticipare l’orario di qualche ora). Dov’è il dramma?” domanda il presbitero e giornalista, che volge lo sguardo alla diocesi vittoriese: “Sarebbe davvero un peccato impedire la celebrazione della messa di mezzanotte o comunque doverla, per motivi futili, mortificare.
Tuttavia, da un semplice sguardo agli orari delle messe di mezzanotte delle nostre parrocchie si scopre che già da tempo, in varie comunità, i parroci celebrano in anticipo: alle 23.30 o alle 23.
“Qualcuno anche prima. Nessuno mai – almeno dalle nostre parti – ha gridato allo scandalo. Ma proprio nessuno! Che si possa anticipare ulteriormente di qualche ora credo non sia impossibile, ma lascio la valutazione ai vescovi e ai liturgisti che sono certamente più preparati di me. Faccio solo presente che per la solennità del Natale la liturgia prevede ben quattro diverse celebrazioni: la messa vespertina della vigilia, la messa nella notte, la messa dell’aurora e quella del giorno. E poi dovremmo aggiungere anche la messa della sera di Natale, celebrata in diverse comunità. Insomma, chi vuole vivere spiritualmente il Natale trova senza alcuna fatica altrettanto valide alternative”.
Don Magoga riserva un capitolo della sua riflessione a chi vuole difendere il cenone di Natale e le antiche tradizioni familiari: “Lo faccia, ma per favore sganci la fede da questo genere di dibattito, che riguarda le “tradizioni degli uomini” e non la “tradizione di Dio”.
(Fonte: Redazione Qdpnews.it).
(Foto: L’Azione).
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