Bus de la Lum monumento nazionale per evitare che rimanga a vita un “simbolo perpetuatore della memoria divisa”. Lo chiede in una lettera inviata ai presidenti delle regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia il portavoce di Società, ambiente e cultura, Sac, di Vittorio Veneto, Michele Bastanzetti, mettendo per conoscenza anche Soprintedenti ai Beni ambientali e i sindaci di Caneva, Tambre, Vittorio Veneto e Fregona.
“Propongo con la presente il conferimento dello status di Monumento Nazionale al geosito in oggetto noto come Bus de la lum, per quanto accadutovi nel 1943-45 e per quanto esso ha rappresentato dal dopoguerra ad oggi” spiega Bastanzetti, rifacendo la storia delle varie posizioni sul ruolo di foiba che il Bus de la Lum ha rappresentato durante quella che è stata una guerra civile sfociata nella Liberazione.
“Nel dopoguerra, e tuttora continua, si susseguì il balletto delle cifre di infoibati con una contrapposizione netta su quelle vicende tra la memoria delle aree politico-culturali coinvolte – continua Bastanzetti – e semplificando sono la post-partigiana, la post-fascista e quella della popolazione civile non schierata”.
Per il portavoce di Sac col passare del tempo è sempre più alto il rischio che le zone d’ombra “vengano colonizzate da negazionismo, revisionismo, strumentalizzazione partitica, indifferenza. Quindi – conclude – riconoscere la dignità testimoniale del Bus de la lum sia invece, il modo per dare valore alla storia come ricerca della verità e maestra di vita. E sia viatico verso quella riconciliazione mai pienamente avvenuta”.
(Foto e video: archivio Qdpnews.it).
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