“Un goto de bianco co i omi”: torna la Festa della Spillatura del Torchiato di Fregona

Oggi, 2 agosto, a Fregona si rinnova uno degli appuntamenti più rappresentativi della propria tradizione vitivinicola con la “Festa dei Omeni“, la manifestazione dedicata alla spilatura del Torchiato di Fregona Piera Dolza. Un momento che racchiude la storia, il lavoro e la passione delle famiglie produttrici e che diventa occasione per raccontare il valore di un vino profondamente legato al territorio.

La Festa dei Omeni nasce dal recupero di un’antica consuetudine: un tempo i produttori di Torchiato, rappresentati dalle famiglie della zona che custodivano questa particolare lavorazione, si riunivano per presentare la nuova annata e condividere il risultato del proprio lavoro. Era un momento di incontro e confronto che segnava l’inizio del percorso di maturazione di un vino che richiede tempo, cura e pazienza.

“La spillatura che facciamo oggi è una rieducazione della tradizione – spiega Francesco Tomasi, titolare dell’Azienda Agricola Tomasi – perché una volta tutti i produttori, che erano tutte le famiglie di questa zona che producevano il Torchiato, si riunivano. Era il primo confronto sulla nuova annata, un momento importante per ritrovarsi e raccontare il proprio lavoro”.

Oggi questa tradizione continua con un nuovo significato, mantenendo vivo il legame tra passato e futuro e accompagnando il percorso di crescita del prodotto.

“Abbiamo recuperato questa tradizione – prosegue Tomasi – perché da questo momento in poi si ha l’opportunità di accompagnare l’evoluzione del Torchiato, da un vino giovane fino a un prodotto finito, un percorso che richiede cinque o sei anni prima di raggiungere la sua piena espressione”.

Il Torchiato di Fregona Piera Dolza nasce dall’impegno dei sette produttori storici riuniti nella Cantina Produttori Fregona s.c.a., cooperativa nata per la gestione del centro di appassimento realizzato proprio nel comune che dà il nome al vino. Una realtà nata con l’obiettivo di valorizzare questa eccellenza vitivinicola, promuovendone la conoscenza anche fuori dai confini locali e preservando allo stesso tempo la storia, le tecniche produttive e il forte legame con il territorio.

La valorizzazione del Torchiato passa anche dalla capacità di coinvolgere le nuove generazioni, una delle sfide principali per il futuro della produzione.

“Non è facile avvicinare i giovani – sottolinea Tomasi – perché questo è un lavoro fatto di passione, impegno e sacrificio, con una remunerazione che spesso non rispecchia tutto il lavoro necessario. Il valore di questo vino nasce da un insieme di elementi: dalla cura della vigna, dai tempi di produzione e dalla dedizione che ogni produttore mette nel proprio lavoro”.

Nonostante le difficoltà, il settore guarda avanti e punta al ricambio generazionale: “L’auspicio è che ci siano giovani interessati a entrare in questo mondo. C’è qualcuno alla finestra che vuole entrare e presto annunceremo l’ingresso di un nuovo socio: sarebbe un evento importante, perché non accade da circa dodici anni”.

A sostenere questo percorso anche Banca Prealpi SanBiagio, presente alla Festa dei Omeni con il vicepresidente Flavio Salvador, che ha evidenziato il ruolo della cooperazione nel sostenere le realtà locali e nel preservare le identità del territorio: “La nostra presenza qui sta a significare la materializzazione dello scopo mutualistico e la preservazione delle identità locali – afferma Salvador –. La nostra banca di credito cooperativo, nata nel 1894 come cassa rurale, ha un legame imprescindibile con l’agricoltura, la viticoltura e il territorio”.

Il sostegno della banca, infatti, non riguarda soltanto l’aspetto economico, ma anche la tutela di una storia collettiva e il passaggio tra generazioni: “Non è solamente un’operazione commerciale, ma un’operazione rivolta a preservare quelle che sono le identità locali e lo stretto legame con il territorio. Ci proponiamo di sostenere queste attività dal punto di vista tecnico, economico e finanziario, favorendo il passaggio generazionale e creando un collegamento tra passato, presente e futuro”.

Nel corso della giornata è stato inoltre rivolto un ringraziamento a chi ha contribuito alla realizzazione dell’evento.

Si conferma così, un appuntamento capace di unire memoria e prospettiva: un momento in cui il Torchiato di Fregona racconta non solo il sapore di un vino, ma la storia di una comunità che continua a custodire le proprie radici e a guardare alle generazioni future.

(Autrice: Mihaela Condurache)
(Foto e video: Mihaela Condurache)
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