“Vedere l’invisibile e fare l’impossibile”: al via la settima edizione di Fregona Borghi e Natura

Martedì 25 agosto, in conferenza stampa, gli organizzatori di Fregona Borghi e Natura hanno presentato la VII edizione di Fregona Borghi e Natura, il Festival delle Prealpi Trevigiane che, dal 3 al 6 settembre, tornerà ad animare i borghi, le piazze e le vie di Fregona.

“Il Festival è ideato e organizzato dall’Associazione Fregona Borghi e Natura, con la collaborazione, in qualità di co-organizzatori, della Pro Loco Fregona e dell’Associazione San Giorgio di Osigo. Ogni appuntamento vede poi impegnati gli organizzatori insieme a collaboratori e persone che mettono a disposizione tempo, competenze ed energie per realizzare una rassegna – un vero e proprio sogno che ogni anno prende forma – in grado di lasciare il senso. È grazie a questa rete che Fregona Borghi e Natura riesce a crescere e a coinvolgere sempre più persone. Una rete nella quale continua a essere particolarmente importante la presenza dei giovani, impegnati non soltanto nei giorni del Festival, ma anche nei mesi di preparazione: dalla logistica alla comunicazione, dall’allestimento degli spazi all’accoglienza del pubblico. Un ruolo fondamentale è svolto dagli sponsor e dalle realtà che ogni anno scelgono di sostenere il Festival. Il loro contributo non rappresenta soltanto un aiuto economico, ma una vera partecipazione a un progetto culturale che cresce insieme al territorio. È anche grazie alla loro fiducia se possiamo continuare a proporre incontri di qualità, coinvolgere ospiti, curare gli allestimenti e mantenere molti appuntamenti accessibili al pubblico.

Ad aprire il Festival, giovedì 3 settembre alle ore 20.45 al Centro Sociale di Fregona, sarà iDance, un sogno che ha preso vita grazie ad Alex e Alice, i fondatori della scuola di danza sportiva. Insieme ai loro ballerini porteranno sul palco energia, passione e talento, dando vita al primo grande momento di questa edizione dedicata ai sogni”, scrive Cinzia Dal Mas, presidente dell’Associazione.

“La rassegna di quest’anno ruota attorno ad un tema centrale, “Sogni”. L’illustrazione che accompagna l’edizione è realizzata dall’artista Monica Parussolo. Al centro dell’opera un grande albero, il Fagheron di Borgo Luca. Attraversato dalla luce, raccoglie tra i propri rami piccoli borghi che appartengono ad un’unica comunità. Una bambina ne abbraccia il tronco, quasi cercando di ascoltarne il respiro. È un’immagine che sintetizza bene lo spirito dell’edizione: le radici rappresentano la storia, l’appartenenza al proprio territorio, i rami la possibilità di guardare oltre. I borghi sono luoghi collegati gli uni agli altri e la bambina sembra mostrarci quella capacità di immaginare legami dove gli adulti vedono ostacoli e senza la quale nessuna comunità può davvero progettare ciò che verrà. Anche i sogni più grandi, sembra dirci la bambina, hanno bisogno di radici profonde, di relazioni e di persone capaci di condividerli.

Perché proprio i sogni quest’anno? Il sogno comincia esattamente nel momento in cui riusciamo a vedere qualcosa che ancora non c’è: un’immagine, una possibilità, una direzione verso cui muoverci. Prima ancora di diventare un progetto o un desiderio consapevole, il sogno è infatti uno sguardo capace di oltrepassare ciò che è già dato. A volte questo ponte nasce durante il sonno, attraverso immagini imprevedibili e misteriose; altre volte prende forma nella fantasia, nella ricerca, nell’arte, nella vita quotidiana. Può essere un’intuizione improvvisa, un desiderio coltivato, un progetto condiviso o una domanda che ci spinge a cercare. In ogni caso il sogno ci invita a non considerare la realtà come qualcosa di definitivo, ma come uno spazio ancora aperto, nel quale è possibile intervenire, inventare e trasformare.

Da qui nasce anche il motto che ci accompagna, in fondo, sin dall’inizio della nostra avventura: “Vedere l’invisibile e fare l’impossibile”. Vedere l’invisibile è immaginare ciò che ancora non c’è. Fare l’impossibile è provare, con la propria forza di volontà, la propria conoscenza, lavorando insieme, a trasformarne almeno una parte in realtà. Il Festival è proprio questo: un sogno condiviso.

Con Giulio Bernardi parleremo della scienza del sonno e del sogno per capire cosa accade nella nostra mente mentre dormiamo. Con Liborio Parrino affronteremo alcuni dei principali temi legati al riposo e ai suoi disturbi, per capire meglio come funziona il sonno, quali fattori possono comprometterne la qualità.

Con Michele Cortelazzo, accademico della Crusca, entreremo nell’universo della parola “sogno” partendo dall’etimologia, dal legame col sonno, fino ad arrivare alle espressioni che ancora oggi vengono utilizzate nella lingua italiana. Anche il modo in cui definiamo e utilizziamo una parola racconta, infatti, qualcosa del modo in cui una società interpreta il desiderio, l’immaginazione e il proprio futuro. Con Stefano Piccin parleremo della Luna e dell’esplorazione dello spazio, perché raggiungere ciò che per secoli era stato soltanto osservato da lontano è forse una delle immagini più potenti di ciò che significa trasformare un sogno apparentemente impossibile in una possibilità concreta.

Sogni da ascoltare, immaginare e condividere: il Festival li racconterà attraverso scienza, storia, musica, cinema ed economia, affiancando agli incontri anche un laboratorio d’eccezione con la vincitrice di MasterChef, Erica Liverani, un laboratorio itinerante insieme alla formatrice Ilaria Baldin, lo spettacolo itinerante a Borgo Luca su “Il Principe Ranocchio” insieme al Centro Teatrale Da Ponte, i laboratori per i più giovani e una serata musicale, “Sogni in musica”, sotto il campanile di Fregona, tra mille candele, insieme al quartetto d’archi Ensemble Palladio”, scrive Alberto Maso, vicepresidente dell’Associazione.

“Ancora una volta saremo nei luoghi di Fregona e trasformeremo piazze, borghi, cortili e sentieri in spazi di cultura, incontro e condivisione, cercando di far conoscere le peculiarità del nostro territorio ai visitatori. Carlo Cottarelli sarà uno dei protagonisti centrali del Festival e parlerà dell’Italia che sogniamo e di quella che abbiamo realmente costruito, mettendo a confronto desideri e realtà attraverso i temi dell’economia, della crescita, del debito e delle scelte collettive. Con Federico Blumer ripercorreremo la storia di Venezia cercando di capire come una città, che oggi può apparire quasi un sogno, sia diventata una delle più straordinarie realtà politiche e civili della storia europea.

Quest’anno abbiamo cercato di fare un salto in avanti dal punto di vista della visibilità. Il sito di Fregona Borghi e Natura, completamente aggiornato, vuole diventare non solo il punto di riferimento per conoscere il programma del Festival, ma anche una vera porta d’ingresso al territorio. Il visitatore può trovare tutti gli appuntamenti aggiornati, gli orari, le location, le modalità di partecipazione e le informazioni utili per organizzare la propria presenza agli eventi. Accanto al calendario, il sito dedica spazio anche ai luoghi che ospitano il Festival, con pagine pensate per raccontare borghi, paesaggi, storia e punti di interesse, così da permettere a chi arriva a Fregona di conoscere meglio ciò che lo circonda e magari fermarsi più a lungo.

Un festival che porta cultura nei borghi genera anche economia, perché richiama visitatori, sostiene le attività locali e crea nuove opportunità”, scrive Matteo Poloni di FBN.

“Anche la veste grafica è stata rinnovata.La nuova comunicazione punta a rafforzare l’identità di Fregona Borghi e Natura come Festival culturale delle Prealpi Trevigiane, rendendo il marchio ancora più riconoscibile e immediatamente associato alla sua proposta culturale.

Per la brochure abbiamo scelto un formato a libricino che raccoglie il programma: ogni evento è presentato in modo semplice e completo, con l’indicazione delle categorie tematiche di riferimento e un QR code che permette di approfondire e accedere rapidamente ai contenuti digitali. Ogni appuntamento è inoltre collegato agli sponsor che lo sostengono, offrendo loro una maggiore visibilità all’interno della comunicazione del Festival.

A questo si aggiungono una presenza più capillare della cartellonistica sul territorio e una promozione social pensata per raccontare e valorizzare al meglio ogni singolo appuntamento e chi contribuisce alla sua realizzazione”, scrive Monica Maso di FBN.

“Il Festival comincia quest’anno a superare i confini di Fregona. Una passeggiata tra gli olivi porterà il Festival anche a Cappella Maggiore, grazie alla collaborazione con La Ruota, mentre è stato avviato il rapporto con Portole-Oprtalj, in Istria. Una rappresentanza del comune istriano sarà infatti presente al Festival: un segno concreto di una collaborazione che vogliamo far crescere nel tempo e trasformare nella base per nuove iniziative condivise tra i due territori. C’è poi un legame storico particolarmente significativo che unisce Fregona, il Cansiglio e l’Istria. Il Bosco del Cansiglio e il Bosco di Montona, in Istria, condividono infatti una storia legata alla Repubblica di Venezia, che considerava queste foreste risorse strategiche per il proprio arsenale.

Uno spazio particolare sarà dedicato al tema dell’esodo insieme a Katja Hrobat Virloget per ripercorrere una vicenda che ha segnato profondamente il Novecento adriatico e riflettere sul rapporto tra confini, identità e memoria. Sempre per la parte dedicata alla storia, il Festival proporrà un incontro con Liviana Gazzetta e Valentina Ciciliot si parlerà di “Fede e lavoro”, il sogno dell’emancipazione, mettendo al centro il percorso delle donne, il lavoro e la volontà di riscatto sociale tra Otto e Novecento”, scrive Andrea Falsarella di FBN.

“E poi ci sono i giovani. Non soltanto i giovani che aiutano a costruire il Festival, ma i giovani che vogliamo vedere anche tra il pubblico, partecipi, curiosi e coinvolti nelle diverse proposte. Sui social stiamo lavorando soprattutto in questa direzione: se i giovani non arrivano spontaneamente al Festival, deve essere il Festival a raggiungerli nei luoghi digitali che frequentano ogni giorno. Quest’anno abbiamo scelto linguaggi, esperienze e protagonisti capaci di parlare direttamente a loro. Sarà con noi Alberto Niero, campione italiano ed europeo di beatbox; con Alessio Puccio, doppiatore di Harry Potter, e Giorgio Cantarini, attore ne “La vita è bella”, avremo la possibilità di incontrare da vicino chi ha trasformato una passione in una professione, nel doppiaggio e nel cinema.

Saranno incontri pensati anche per chi guarda al mondo dello spettacolo come possibile strada per il proprio futuro, perché permetteranno di conoscere da vicino esempi concreti di chi ha trasformato un sogno in un percorso fatto di talento, scelte e sacrifici.

Accanto ai social un altro strumento importante sarà l’applicazione FBN, scaricabile dagli store. Attraverso l’app sarà possibile rimanere aggiornati sugli appuntamenti, ricevere informazioni utili, orientarsi tra eventi, luoghi e iniziative e avere sempre a portata di mano il programma”, scrive Alex Pedron di FBN.

“Desidero ringraziare e complimentarmi con gli organizzatori per aver costruito ancora una volta un Festival di grande qualità, capace di proporre un programma ricco, vario e di alto livello. Fregona Borghi e Natura dimostra di conoscere profondamente il territorio e di saperne valorizzare i luoghi, portando cultura anche nei borghi e creando occasioni di incontro che fanno conoscere e vivere il territorio in modo nuovo”, scrive Francesca Bertolin, presidente della Pro Loco di Fregona.

“Ogni edizione di Fregona Borghi e Natura nasce da un entusiasmo che si rinnova e che riesce a coinvolgere organizzatori, associazioni e volontari. Sappiamo bene quanto lavoro, impegno e attenzione ci siano dietro un Festival di questa portata e proprio per questo siamo felici di farne parte e di sostenerlo. L’Associazione San Giorgio è con voi, con convinzione, perché crede nel valore della collaborazione e nella capacità di costruire insieme qualcosa di importante per il territorio e per tutta la comunità”, scrive Luigi Zanette, vicepresidente dell’Associazione San Giorgio di Osigo.

“Il valore di questo Festival sta anche nella capacità di mettere insieme persone, associazioni e realtà diverse del paese attorno a un progetto comune. In fondo, uno dei sogni più belli è proprio questo: vedere una comunità che collabora, che unisce energie, competenze e passioni per costruire qualcosa di importante per tutti. Fregona Borghi e Natura è un esempio concreto di quanto possa nascere quando un territorio sceglie di lavorare insieme”, scrive Emanuela Del Bianco, assessore alla cultura del comune di Fregona.

Dopo sette edizioni continuiamo quindi a credere che un Festival possa essere qualcosa di più di una successione di appuntamenti. È un modo per creare relazioni, portare cultura nei luoghi, raccontare il territorio, coinvolgere nuove generazioni e immaginare ciò che ancora non c’è. In fondo è proprio questo che significa sognare: partire da ciò che siamo, vedere qualcosa che ancora non esiste e provare, insieme, a renderlo possibile.

(Autore: Redazione di Qdpnews.it)
(Foto: Fregona Borghi e Natura)
(Articolo di proprietà di Dplay Srl)
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